Maramao perché sei morto?

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Maramao perché sei morto?
Artista
Autore/iMario Consiglio
Mario Panzeri
GenerePop
Edito daEdizioni Melodi
Esecuzioni notevoliMaria Jottini
Trio Lescano
Rita Pavone
Claudio Villa
...
Data1939

Maramao perché sei morto? è un brano musicale composto nel 1939 da Mario Consiglio (musica) e da Mario Panzeri[1][2][3] (testo e musica) e che riprende un antico canto popolare abruzzese dell'alta valle del Vomano raccolto e pubblicato (senza musica) da Estella Canziani nel libro "Attraverso gli Appennini e le terre degli Abruzzi". Il brano fu pubblicato da Edizioni Melodi.[3]

La prima versione fu ad opera di Maria Jottini con il Trio Lescano (Fratelli Fabbri Editori, Cal 11), inserita nella compilation del 1977 Le canzoni dell'EIAR (Compagnia Generale del Disco, RB 117).[2][3]

Si tratta di un brano che è stato spesso associato alla censura, in quanto ironizza, sin dalle sue antiche origini, sulla morte dei potenti.[2][3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del ritornello del brano sono alquanto antiche.[1][2]

Un ritornello molto simile a quello di Maramao perché sei morto è infatti citato in Er canto provìbbito di Giuseppe Gioacchino Belli.[2]

Nella notte del 10 febbraio 1831, fu arrestato un disabile che per le vie di Roma cantava "Maramao perché sei morto? Pan e vin non ti mancava, l'insalata sta all'orto…", in quanto si pensò che ironizzasse sulla recente scomparsa del Papa Pio VIII.[3]

Un testo simile si ritrova inoltre come dedica al brigante Ninco Nanco (al secolo Giuseppe Nicola Summa), giustiziato sommariamente il 13 marzo 1864 a Lagopesole, in Provincia di Potenza,[2] e che sembrò ricordarlo con affetto.[4] In questa dedica in dialetto aviglianese si dice infatti[2]:

«Ninghe Nanghe, peccé sì muerte?
Pane e vino nan t'è mancate
La 'nzalate sté all'uerte
Ninghe Nanghe, peccé sì muerte?»

Si è supposto, tra le altre ipotesi, che si tratti di una filastrocca derivata dalla canzone popolare abruzzese Mara maje[2] oppure di una canzone popolare legata alla festa del Carnevale[2].

Si è pensato inoltre ad un riferimento a Fabrizio Maramaldo, soldato di ventura napoletano, che nel 1530, nel corso dell'assedio di Firenze, uccise il capitano fiorentino inerme Francesco Ferrucci.[2][3]

In ogni caso, si trattava di una filastrocca spesso intonata in segno di scherno verso i potenti.[2]

Il brano di Consiglio e Panzeri[modifica | modifica wikitesto]

La censura[modifica | modifica wikitesto]

Il brano fu colpito dalla censura da parte del regime fascista, in quanto si ritenne (e probabilmente era così[2]) che ironizzasse sulla morte del presidente della Camera dei Fasci e delle Corporazioni Costanzo Ciano, padre di Galeazzo Ciano, nonché consuocero di Benito Mussolini.[1][2][3]

La censura fece seguito alla scritta "Maramao perché sei morto" comparsa a Livorno sul monumento dedicato alla memoria di Ciano.[1]

Mario Panzeri si difese, affermando che il brano non aveva alcun riferimento ironico alla morte di Ciano, in quanto era stato scritto precedentemente al fatto.[1][3]

Testo e musica[modifica | modifica wikitesto]

Testo[modifica | modifica wikitesto]

«Maramao perché sei morto?
pan e vin non ti mancavan
l'insalata era nell'orto
e una casa avevi tu»

(Maramao perché sei morto (1939)[1])

Il testo parla di alcune gattine disperate per la morte del gatto per cui tutte loro spasimavano: si chiedono così come sia possibile che possa essere successa una cosa simile a uno che aveva tutto (pane e vino, una casa e un giardino con l'insalata).[1]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

La melodia del brano è a ritmo di foxtrot[1][3].

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

Oltre che da Maria Jottini con il Trio Lescano, il brano è stato inciso o interpretato anche dai seguenti cantanti e gruppi (in ordine alfabetico)[1][2][5]:

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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