Lycosa tarantula

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Tarantola europea
Tarantula.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Protostomia
Phylum Arthropoda
Subphylum Chelicerata
Classe Arachnida
Ordine Araneae
Superfamiglia Lycosoidea
Famiglia Lycosidae
Genere Lycosa
Specie L. tarantula
Nomenclatura binomiale
Lycosa tarantula
Nomi comuni

Taranta o Tarantola

Lycosa tarantula è un ragno appartenente alla famiglia Lycosidae.

Nella tradizione popolare della Puglia viene chiamato taranta o tarantola. Il nome deriverebbe da Taranto[1] o dal vicino fiume Tara: infatti, tra le più antiche testimonianze troviamo quella risalente alla seconda metà del '500 di Nicolas Audebert, poeta e consigliere al parlamento di Bretagna, secondo la quale "la tarantola è più comune in Puglia che in nessun altra località, e principalmente dalle parti della città di Taranto, donde ha preso il nome, perché durante tutta l'estate nei campi ce ne sono un'infinità."[2] La credenza voleva che il morso di questo ragno provocasse una particolare malattia, detta tarantismo[3][4], caratterizzata da una condizione di malessere generale e una sintomatologia psichiatrica simile ma distinta dall'epilessia, e si riteneva che fosse possibile neutralizzare gli effetti del veleno saltando e sudando: da ciò la credenza popolare che la danza e la musica potessero risanare dalla malattia. Il termine taranta è infatti anche usato come sinonimo di "pizzica", la danza e il genere musicale generato dal tarantismo.
Una conferma scientifica a questa pratica arriverà solo nel 1979, quando un neurofarmacologo statunitense scoprirà perché i movimenti convulsi ed estenuanti della danza provocano nel corpo il rilascio di endorfine la cui azione, unita all'assunzione di molta acqua per indurre il vomito risulta lenitiva e talvolta conduce alla guarigione clinica.

Un esemplare femmina con i piccoli sull'addome

Le diverse ricerche che sono state effettuate su tale fenomeno assieme alle testimonianze dei medici locali, hanno però ampiamente provato che la Lycosa tarantula faceva semplicemente da capro espiatorio per via dell'aspetto vistoso e per il morso doloroso (anche se praticamente innocuo) mentre il tarantismo viene spiegato come un fenomeno di origine psicosomatica.

Oggi il termine "tarantola" viene per lo più attribuito, impropriamente, ai ragni giganti che popolano i continenti americano, africano ed asiatico. Più correttamente si parla di migalomorfi o più semplicemente di migali.

Alla denominazione di Tarantola si associa sovente l'immagine di mostri dal veleno mortale. Tuttavia, delle oltre 800 specie riconosciute (si presume che oltre la metà siano ancora da scoprirsi), nessuna di esse è in grado di uccidere l'uomo e il più delle volte il morso esaurisce i propri effetti in modo simile a quelli provocati dalla puntura di una vespa.

Le dimensioni, la sinuosità dei movimenti, la nomea intimidatoria e la loro storia, vecchia di oltre 400 milioni di anni, ne ha determinato un'ampia trattazione. Si è inoltre in parte diffusa, al pari di serpenti e rettili in genere, l'abitudine di mantenere tali animali in ambiente domestico.

Nel 2003 però è stata approvata in Italia una normativa che impedisce la detenzione e il traffico di aracnidi pericolosi, categoria generale, oltre che generica, nella quale sono stati ricompresi, implicitamente e ingiustificatamente, anche alcune migali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ English Oxford Dictionaries, su en.oxforddictionaries.com. URL consultato il 20 febbraio 2018.
  2. ^ Origini del Tarantismo, su liceoaristosseno.it. URL consultato il 20 febbraio 2018.
  3. ^ Il Tarantismo le tarante e i tarantati, su ilsuonodelsalento.it. URL consultato il 6 novembre 2014.
  4. ^ Basi zoologiche-naturalistiche del Tarantismo nel Salento, su siba-ese.unisalento.it. URL consultato il 20 febbraio 2018.

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