Laguna di Marano

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Laguna di Marano
Laguna di Marano.jpg
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia Friuli-Venezia Giulia
Provincia Udine Udine
Coordinate 45°44′06″N 13°09′46.8″E / 45.735°N 13.163°E45.735; 13.163Coordinate: 45°44′06″N 13°09′46.8″E / 45.735°N 13.163°E45.735; 13.163
Dimensioni
Superficie 90,27 km²
Mappa di localizzazione: Italia
Laguna di Marano
Laguna di Marano

La laguna di Marano è una laguna situata in provincia di Udine e si estende fra la foce del Tagliamento e la bocca di Porto Buso, che la divide dalla adiacente laguna di Grado. È posta, insieme a quest'ultima, nella parte più settentrionale dell'Alto Adriatico.

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome è di probabile origine latina. Sembra infatti che derivi dalla famiglia di origine romana cui apparteneva la zona, Praedium mariani (ovverosia podere, possedimento di Mario), trasformatosi, in età alto-medievale, in Mariano. Con tale denominazione venne conosciuta fino a circa il XIII secolo. Successivamente, con la caduta della i si ottenne Marano, toponimo rimasto immutato fino ai nostri giorni. La presenza di una laguna (salata) non esclude tuttavia altre etimologie di origine prelatina, attraverso le radici mara e maru che indicano espressamente luoghi stagnanti di acque salmastre[1].

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristiche fisiche e morfologiche[modifica | modifica wikitesto]

È formata da tre bacini, quello di Lignano (51,06 km²), di S. Andrea (22,21 km²) e di Buso (20 km² circa, per metà appartenente alla laguna di Grado). A tali bacini corrispondono altrettante bocche lagunari (o porti), conosciute con lo stesso nome, che li uniscono al mare. La laguna è alimentata da tre corsi d'acqua principali, lo Stella, il Corno, e l'Ausa e da altri secondari, fra cui lo Zellina e il Cormor.

Le parti pianeggianti, generalmente ricoperte da melma e poste a filo d'acqua, sono conosciute come velme, mentre le zone emerse sono definite barene. Queste ultime possono anch'esse venire talvolta inondate dall'alta marea che in alcuni casi può raggiungere persino il metro d'altezza.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è di tipo submediterraneo umido, con temperature medie annue di circa 13,5 °C. La temperatura media del mese più freddo, gennaio, è di circa 1,5 °C mentre quella del mese più caldo, luglio, è dell'ordine dei 30 °C - 35 °C. Le precipitazioni sono concentrate soprattutto in autunno (ottobre-novembre), e, in minor misura, in primavera (maggio) e si aggirano attorno ai 1000 mm annui. Durante l'inverno possono prodursi occasionalmente anche precipitazioni di carattere nevoso.

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

La flora presenta una vegetazione sia salmastra, frequente nelle velme (giunchi ma anche piante alofite), che semi-salmastra, presente nelle barene (limonio ma anche giunchi). Piuttosto estesi, nelle zone sabbiose, sono i popolamenti di agropiro giunchiforme e di specie ammofile (fra cui l'ammofila arenaria). È presente anche una pianta ormai quasi estinta in altre zone d'Italia e d'Europa, l'apocinio veneto; diffuso nelle zone di terraferma è, invece, il pino marittimo.

Ricchissima la fauna sia ittica che avicola. Le acque lagunari sono particolarmente pescose e presentano un'ampia gamma di specie ittiche, fra cui molti tipi di pesci,come cefali, mormore, ombrine, anguille, passere, latterini, anche pregiati come le spigole o le celebri oratine di Marano, di molluschi e di crostacei.

La laguna di Marano rappresenta la prima grande zona marittima o pre-marittima per gli uccelli migratori provenienti dall'Europa centrale e settentrionale. È pertanto popolata da un gran numero di volatili appartenenti alle specie più diverse, da quelle più comuni (oche, gabbiani, tortore, barbagianni, civette, colombacci, cuculi, gazze, tordi, cigni reali, aironi) alle più rare (falchi di palude e sterne in particolare). Grazie alla propria ricchezza ornitologica la laguna è stata dichiarata, nel 1979, zona protetta di valore internazionale.

Riserve naturali[modifica | modifica wikitesto]

La Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, attraverso la legge regionale nr. 42/96, ha istituito due riserve naturali nella laguna di Marano. La prima è quella delle Foci del fiume Stella e comprende l'intero delta del corso d'acqua omonimo, mentre l'altra è costituita dalla Valle Canal Novo ed include una valle di pesca di circa trentacinque ettari con alcuni terreni circostanti. Quest'ultima è protetta dalle maree da alcuni argini appositamente creati a tale proposito. La gestione di entrambe le riserve è stata affidata al Comune di Marano Lagunare.

Centri abitati[modifica | modifica wikitesto]

Sulle acque lagunari si affacciano due centri principali, Lignano Sabbiadoro e Marano Lagunare, entrambi sedi dei rispettivi comuni, e un altro di minore consistenza demografica, come Aprilia Marittima (frazione di Latisana), ma importante per l'economia del territorio:

  • Lignano Sabbiadoro, situato su una penisola fra la laguna di Marano e l'Adriatico è oggi il massimo centro balneare della Regione Friuli-Venezia Giulia insieme a Grado. Il proprio sviluppo demografico è relativamente recente (a partire dal 1950 circa), sebbene le prime strutture ricettive (un albergo e uno stabilimento balneare) siano sorte fin dal primo decennio del XX secolo
  • Marano Lagunare, antichissimo centro noto fin da età alto-medievale, è un attivo porto peschereccio. La bellezza del contesto ambientale e la costituzione di due riserve naturali nelle immediate vicinanze del paese hanno dato l'avvio, negli ultimi anni, a un flusso turistico in costante ascesa
  • Aprilia Marittima, località appartenente al Comune di Latisana, è sede di uno fra i più importanti porti turistici dell'Adriatico e centro balneare molto frequentato nei mesi estivi

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carlo Battisti, Sostrati e parastrati nell'Italia preistorica, Firenze, 1959 (p. 273), mar(ra) = prato umido, con rimando alla nota 1 al «...sardo mara, palude che il Terracini e il Wagner rivendicano allo strato preindoeuropeo...». In precedenza (p. 7 dello stesso testo), il Battisti chiama in causa Hubschmid per il suo Sardische Studien rilevando il «mara = palude e arroia acquitrinio». Infine (p. 381 dell'opera menzionata) parlando della Corsica, scrive che «...in Marana volendo si potrà risalire alla nota base mediterranea, donde - sempre in Corsica - con formanti più caratteristiche (Ndr ci sono i toponimi) Maraco e Marinasca; ma mara continua nel dialetto come appellativo per indicare un deviamento per innaffiare gli orti...». G. B. Pellegrini (in Toponomastica Italiana, Hoepli, 1990), nei toponimi delle lingue di sostrato, cita (p. 52) i toponimi Maracalagònis e Mara Arborei: «...nel Campidano - derivano da mara (campid.)» con valore di "palude" e "acquitrinio". Nel libro L'Insegnamento della Geografia (AA. VV., Unesco - Armando, Roma, 1979) la voce Marese richiama (p. 219) il francese marais, i tedeschi moor e marsh, l'inglese moos ecc. specificando: «...acquitrinio, stagno di maremma...» con rimando a Maremma; in cui viene specificato: «Maremma da Marittima, ovvero, campagna bassa e paludosa, prossima al mare» con richiami anche a Llanos, campo, catingas. Battista Minghelli (in Le parole dell'Alto Frignano, Sant'Andrea Pelago, 1990) affronta l'oronimo Monte Maramagna (p. 133-135): concludendo «...non ripeto qui quanto ho detto alla voce Gor de mar, sulla vasta diffusione in tutta Europa della base mara calcata sulla voce accadica maru (palude salmastra)...». Stesse ipotesi si possono proporre per alcuni degli altri Marano esistenti e anche per Maranello

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV. - Guida d'Italia, Friuli-Venezia Giulia, Milano, Touring Editore S.r.l. e Arnaldo Mondadori Editore SpA (edizione speciale per Panorama), 2005, pag. 511-516

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