Lago di Guardialfiera

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Lago di Guardialfiera
Luftaufnahmen Flug Hamburg Malta 2019 by-RaBoe 063.jpg
Stato Italia Italia
Regione Molise Molise
Provincia Campobasso Campobasso
Comune Guardialfiera-Stemma.png Guardialfiera

Casacalenda-Stemma.png Casacalenda

Coordinate 41°49′01.43″N 14°50′08.39″E / 41.817065°N 14.835663°E41.817065; 14.835663Coordinate: 41°49′01.43″N 14°50′08.39″E / 41.817065°N 14.835663°E41.817065; 14.835663
Dimensioni
Superficie 7,45 km²
Profondità massima oltre 60 m
Volume 0,173 km³
Idrografia
Origine artificiale
Bacino idrografico 1043 km²
Immissari principali Biferno
Emissari principali Biferno
Mappa di localizzazione: Italia
Lago di Guardialfiera
Lago di Guardialfiera

Il lago di Guardialfiera o del Liscione è un invaso artificiale formato negli anni sessanta-settanta dall'innalzamento di una diga sul fiume Biferno in Molise al fine di fornire acqua potabile ai paesi circostanti per uso domestico, agricolo e industriale.

Lo sbarramento è di tipo "a gravità", costituito da un terrapieno impermeabilizzato nella parte interna con uno spesso strato di calcestruzzo.

Lo specchio d'acqua ha una superficie massima di 7,45 km² e il bacino idrografico sotteso ha un'area di 1043 km²; la profondità del lago varia da 2 a 3 metri con punte di oltre 20 metri e il fondo è prevalentemente sabbioso e ciottoloso. Il lago, di forma allungata da sud-ovest verso nord-est, è per gran parte affiancato dalla strada statale 647 di Fondo Valle del Biferno che con un complesso di viadotti ne sovrasta gran parte.

Per realizzare il lago e la diga venne sommerso dalle acque un antico ponte, presumibilmente romano[senza fonte]: si tratta del Ponte di S. Antonio o Ponte di Annibale, visibile nei periodi estivi di secca nelle vicinanze del Monte Peloso. Il ponte è tornato visibile dal 1 settembre 2017 fino al 30 novembre 2017 circa.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Le specie di pesci autoctone più diffuse sono il cavedano, la tinca e il luccio, tuttavia sono presenti anche specie endemiche meritevoli di particolare tutela perché minacciate di estinzione ossia l'alborella appenninica (Alburnus albidus) e la scardola tirrenica (Scardinius scardafa) che vengono predate dalle specie alloctone, tra le quali: persico trota, carpe, pesci gatto e trote arcobaleno. Questo fa sì che il lago sia meta ambita di pescatori provenienti da ogni parte, soprattutto praticanti di pesca sportiva, ma la pesca nel bacino è consentita solo a chi è munito di regolare licenza.

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