La Rhune

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La Rhune
La Rhune Neige.jpg
Veduta invernale de La Rhune
Stati Francia Francia
Spagna Spagna
Regione Nuova Aquitania
Navarra
Altezza 905 m s.l.m.
Prominenza 670 m
Catena Pirenei
Coordinate 43°18′32.65″N 1°38′07.73″W / 43.30907°N 1.63548°W43.30907; -1.63548Coordinate: 43°18′32.65″N 1°38′07.73″W / 43.30907°N 1.63548°W43.30907; -1.63548
Altri nomi e significati Larrun
Data prima ascensione preistoria
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Francia
La Rhune
La Rhune

La Rhune o Larrun in basco, è una cima di 905 m s.l.m.[1] situata nei Paesi baschi e fa parete della catena montuosa dei Pirenei.

Il massiccio della Rhune è attraversato dalla linea della frontiera franco-spagnola, che segna anche il confine fra la provincia basca di Labourd e la Navarra.

Toponimia[modifica | modifica wikitesto]

La Rhune è la cima più alta di un massiccio (o di una zona) dalla quale ha preso il nome. Così si trova più ad ovest la punta detta La Petite Rhune[1] o Petit Larroun.[2]

Il nome della cima varia da una carta geografica all'altra: quelle dell'Istituto geografico nazionale di Francia (IGN) citano « La Rhune (Larrun) » in scala 1:25000 o « Larrun (La Rhune) » nella scala 1:50000,[1] mentre quelle geologiche in scala 1:50000 la chiamano « Mont Larroun (la Rhune) ».[2]

Il nome del massiccio è una francesizzazione maldestra del nome basco Larrun (pronuncia La[rr]oun, [rr] designante una consonante vibrante) proveniente dal morfema larr- che significa "pascolo" o "terra": Larrun può assumere il significato di "buon pascolo" in basco batua. Si tratta di un'etimologia popolare che si ritrova in toponimi come Massiccio di Larra-Belagua, Laroin o ancora Laà.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il trenino de La Rhune

Topografia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla cima il panorama offre una vista aperta sui territori vicini della Bassa Navarra, della Navarra, del Guipuzcoa e della costa basca sul golfo di Guascogna.

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

La gran parte delle rocce datano dal Permiano. Dalla sommità scendendo sul fianco est troviamo roccia arenaria tipo quella dei Vosgi; sul fianco ovest sono presenti rocce arenarie e strati bsaltici; nelle basi nord e sud della montagna si trovano detriti rocciosi e silt recenti.[2]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è quello di tipo oceanico, molto piovoso a causa della vicinanza alle acque calde del golfo di Guascogna ed alla modesta altitudine della montagna. In inverno può normalmente nevicare sulla cima.

Fauna e flora[modifica | modifica wikitesto]

Cavalli in liberta della specie pottok; sullo sfondo La Rhune

Le pendici del monte sono frequentate dai pottok[3] e da greggi di pecore a testa nera o rossa e con le corna avvolte a cavatappi, dette manech testa nera[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I cromlech, i tumuli e altri dolmen attestano la presenza dell'uomo su queste pendici fin dalla preistoria.

All'inizio del XVII secolo il magistrato francese Pierre de Lancre, incaricato di eseguire indagini su casi di stregoneria segnalati nel Labourd da Enrico IV, particolarmente si parlava di sabba celebrati sulla cime di La Rhune.

Il de Lancre, coadiuvato da Jean d'Espagnet, fece regnare nel Labourd un terrore tale da incitare la popolazione basca locale a rifugiarsi in Spagna. Lo stesso de Lancre si occupava degli interrogatori e un numero considerevole delle 500 persone da lui interrogate finì sul rogo.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

L'imperatrice Eugenia, consorte di Napoleone III, soggiornando a Biarritz, diede inizio alla moda delle escursioni in montagna.

La Rhune divenne poi una località turistica molto apprezzata dal 1924, quando venne realizzata la ferrovia a cremagliera che raggiunge la cima partendo dal colle Saint-Ignace.

Infrastrutture[modifica | modifica wikitesto]

Veduta dal basso della sommità del monte: birreria, negozi di souvenirs, antenne di trasmissione

Sulla cima vi è un grosso impianto presidiato di trasmittenti, più alcuni locali di ristoro per turisti e visitatori.

Leggende[modifica | modifica wikitesto]

La Rhune, che domina il Labourd, ha dato origine a molte leggende. Una di queste narra di un serpente a sette code (o forse anche a sette teste), chiamato lehen sugea. Un giorno esso sputò metalli nobili che si trovavano nella montagna: oro ed argento discesero dai pendii de La Rhune formando rivoli ardenti che distrussero i boschi della zona; questo spiegherebbe l'assenza di boschi nel Labourd.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (FR) Source : Géoportail avec cartes IGN à l'échelle 1:25000 ou 1:50000
  2. ^ a b c (FR) Source : |cartes géologiques à l'échelle 1:50000 du Bureau de recherches géologiques et minières (site en ligne).
  3. ^ I pottok (o pottock) sono una razza molto antica di pony, originaria dei Pirenei.
  4. ^ Le manech testa nera sono una razza ovina tipica dei paesi baschi

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

il lingua francese salvo diverso avviso

  • Miguel Angulo, Guide des Pyrénées basques, Elkar, Bayonne 1985.
  • Jacques Antz, La Rhune - Citadelle du magique - Lieu de Sabbat, Jakintza, 2006.
  • Jacques Antz & Isabelle Fleury, La Rhune - Larrun, Éditions Sud Ouest, 2009, ISBN978 2 87901 978 9.
  • Jacques Blot, Les Monuments mégalithiques, in Bulletin du Musée basque N° 51, 1971.
  • Jacques Blot, Les Monuments mégalithiques, in Bulletin du Musée basque N° 59, 1973.
  • Jacques Blot, Les Monuments mégalithiques, in Bulletin du Musée basque N° 99, 1983, ISBN.
  • Collectif d'autores, La Rhune : le livre-guide, Anglet, Éditions du Mondarrain, 1996.
  • Claude Dendaletche, Montagne et civilisation basques, Paris, Éditions Delanoël, 1978.
  • Pierre Espil, Chemin de fer à crémaillère de la Rhune 1924-1983, Pau, Imprimerie Marrimpouey, 1983.
  • Pierre Espil, René Baron & Société des voies ferrées départementales du Midi, Cinquantenaire du chemin de fer de la Rhune 1924-1974, 1974.
  • André Lebourleux, Le petit train de la Rhune, Jakintza.
  • André Lebourleux, La Rhune de 1924 à 1960, Jakintza, 2003.
  • Francis Mendiondo, Si le petit train m'était conté, Éditions Utovie, jeunesse, 1999.
  • Sophie Ponsolle, La Rhune et son petit train, Oloron-Sainte-Marie, Éditions Monhélios, 2002.
  • Robert Thurin, Larrun - La Rhune, Hats Berri, 2002, ISBN 2-91470-905-6.

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