Il regno d'inverno - Winter Sleep

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Il Regno D'Inverno: Winter Sleep
Kış Uykusu.png
Aydin.
Titolo originaleWinter Sleep
Lingua originaleInglese, turco
Paese di produzioneTurchia
Anno2014
Durata196 min
Dati tecniciColore
rapporto: 2,35:1
Generedrammatico
RegiaNuri Bilge Ceylan
SoggettoNuri Bilge Ceylan
SceneggiaturaNuri Bilge Ceylan
ProduttoreZeynep Ozbatur Atakan
Produttore esecutivoSezgi Ustun
Casa di produzioneSony Pictures Classics
Distribuzione in italianoLucky Red
FotografiaGökhan Tiryaki
MontaggioNuri Bilge Ceylan
Effetti specialiFlorian Obrecht
MusicheDaniel Gries
TruccoAnke Thot
Art directorGamze Kus
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il regno d'inverno - Winter Sleep (Kış Uykusu) è un film del 2014 diretto da Nuri Bilge Ceylan, liberamente ispirato al racconto Mia moglie (Жена) di Anton Čechov.[1]

La pellicola ha vinto al Festival di Cannes 2014 dove si è aggiudicata la Palma d'oro per il miglior film.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Aydin, un ex attore teatrale, gestisce un piccolo albergo in Cappadocia (Anatolia centrale) con la giovane moglie Nihal, con la quale ha solo in apparenza un rapporto felice, e sua sorella Necla che soffre del suo recente divorzio. Aydin, inoltre, possiede diverse proprietà date in affitto a persone del luogo e, nel suo albergo, conduce una vita agiata, ben diversa da quella della maggior parte delle persone che lo circondano. Colto e ricco, trascorre il tempo scrivendo articoli per un giornale locale e facendo ricerche sul teatro turco, di cui si propone di scrivere in futuro una storia generale. Nihal è molto più giovane del marito, lo ha sposato sperando in una vita brillante, ma ora si sente in trappola e cerca di dare un senso alla sua esistenza organizzando una raccolta di fondi da destinare alle scuole della regione.

In inverno la neve comincia a cadere, l'albergo si trasforma in un rifugio, ma anche in un luogo ineludibile che alimenta le loro animosità.

Un giorno, il vetro dell'auto su cui sta viaggiando Aydın col suo assistente Hidayet, viene colpito da una pietra lanciata da İlyas, figlio di Ismail, uno degli affittuari di Aydin che è rimasto indietro di diversi mesi nel pagamento dell'affitto. Viene fuori che il gesto è stato determinato dal fatto che gli amministratori di Aydin avevano affidato il recupero del credito a un'agenzia che ha portato via il televisore e il frigorifero dalla casa di İsmail, e che lo stesso Ismail è stato picchiato dalla polizia per aver resistito.

Nihal ha organizzato un incontro in casa con i membri del suo comitato di raccolta fondi, ma vive come un'intrusione l'intervento del marito e la sua intenzione di aiutarla a riordinare la contabilità. Questo si trasforma in un litigio in cui i loro problemi di convivenza si rivelano e in cui Nihal rivela ad Aydin il proprio disprezzo.

Aydin, turbato, le dice che trascorrerà il resto dell'inverno a Istanbul, ma finge di partire fermandosi invece da un amico che abita poco lontano. Nihal approfitta della sua assenza per andare a portare a Ismail, presso la casa del fratello Hamdi, la grossa somma ricevuta dal marito come contributo per la sua iniziativa. Ma Ismail, rientrato ubriaco, la mette in imbarazzo chiedendole con rabbia di spiegargli perché vuole fargli quel regalo, poi getta nel fuoco con disprezzo le banconote, accusando la giovane di volersi lavare la coscienza con un gesto che non può cancellare le umiliazioni ricevute da parte del marito. Lei, scioccata dall'accaduto, torna a casa.

Il giorno dopo, anche Aydin rientra a casa e, mentre Nihal lo guarda in silenzio dalla finestra, si sente la voce di Aydin che spiega di amare Nihal, anche se non riesce a esprimerle la profondità del suo amore, e che, pur sapendo di non essere più amato, non può vivere senza di lei e desidera comunque restarle vicino, essendo l'unico affetto che gli rimane. Infine, Aydin si siede al tavolo davanti al computer e inizia finalmente a scrivere il più volte rimandato libro sulla storia del teatro turco.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roberto Chiesi, Alla luce del gelo, in Cineforum, p. 539. URL consultato il 4 ottobre 2017.
  2. ^ (FR) Kış Uykusu - Festival de Cannes 2014, festival-cannes.fr. URL consultato il 22 giugno 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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