Jurij Averbach

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Jurij Averbach
Yuriy Averbakh 1963.jpg
Nazionalità Unione Sovietica Unione Sovietica
Scacchi Chess.svg
Categoria Grande Maestro (1952)

Arbitro Internazionale (1969)
Giudice internazionale per la composizione (1956)

Best ranking (luglio 1972) 33º
Termine carriera 1992
Record
Miglior Elo 2550 (luglio 1971)
Palmarès
Transparent.png Campionati europei a squadre
Oro Vienna 1957 squadre
Oro Amburgo 1965 squadre
Oro Amburgo 1965 indiv.
Transparent.png Campionati sovietici
Oro Kiev 1954
Argento Leningrado 1956
 

Jurij L'vovič Averbach (in russo: Юрий Львович Авербах?, noto come Yuri Averbakh in occidente; Kaluga, 8 febbraio 1922) è uno scacchista, scrittore e compositore di scacchi russo (fino al 1992 sovietico). È il più anziano grande maestro vivente.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Kaluga, città sul fiume Oka situata 160 chilometri a sud-ovest di Mosca e capitale dell'omonima regione (Oblast'), da padre tedesco di origine ebraica[1] e madre russa. Impara il gioco degli scacchi all'età di 7 anni, ma ne resta affascinato definitivamente verso i 13 anni, quando assiste ad una lezione di Nikolaj Grigor'ev sui finali al circolo di scacchi di Mosca.[2]

Oltre ad aver svolto la carriera agonistica ad altissimo livello, Averbach è stato un valente compositore di studi, con circa un centinaio di studi pubblicati. Nel 1956 la PCCC gli riconobbe il titolo di giudice internazionale per la composizione. Nel 1969 diventò arbitro internazionale e a queste attività ha associato sempre anche quella di giornalista, dirigente e scrittore. È stato per molti anni direttore della rivista « Šachmaty v SSSR » (Scacchi in URSS) e presidente della Federazione di scacchi sovietica dal 1972 al 1977[1].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Jurij Averbach nel giorno del suo 80º compleanno.

Fa il suo ingresso nel mondo scacchistico sovietico vincendo nel 1949 il campionato di Mosca, davanti a giocatori del calibro di Andor Lilienthal, Jakov Estrin e Vladimir Simagin. Vinse ancora il campionato di Mosca l'anno dopo (1950) e successivamente nel 1962.

Nel 1952 la FIDE gli riconosce il titolo di grande maestro.

Nel 1953 partecipa al celebre torneo dei candidati di Zurigo 1953, giungendo al decimo posto su quindici partecipanti.

Nel 1954 vince a Kiev il 21º campionato sovietico, davanti tra gli altri a Mark Tajmanov, Viktor Korčnoj, Tigran Petrosyan, Juchym Heller e Salo Flohr.

Due anni dopo, nel 23º campionato sovietico di San Pietroburgo, arriva pari primo con Tajmanov e Spasskij e secondo dopo gli spareggi (il titolo andò a Mark Tajmanov).

Nel 1957 in agosto vince la prima edizione del Campionato europeo a squadre, disputatosi a Vienna, giocando come prima riserva (11ª scacchiera) con la squadra dell'Unione Sovietica.

Nel 1958 si classifica quarto nel 25º campionato sovietico svoltosi a Riga; partecipa al torneo interzonale di Portorose, ma non accede al torneo dei candidati per solo mezzo punto.

Nel 1959 si classifica settimo al 26º campionato sovietico di Tbilisi con 10,5 su 19, a pari merito con Paul Keres.[3]

Nel 1960 arriva secondo al Torneo di Hastings con 6,5 su 9, dietro di un punto a Svetozar Gligoric, plurivincitore del torneo.[4]

Nel 1961 vince il Carl Schlechter Memorial con 9 punti su 11, distanziando di un punto il campione cecoslovacco Miroslav Filip.[5]

Nel 1965 vince la terza edizione del Campionato europeo a squadre, disputatosi ad Amburgo, giocando in ottava scacchiera con la squadra dell'Unione Sovietica. Con 6 punti su 8 vince anche la medaglia d'oro individuale di scacchiera.[6]

Teoria[modifica | modifica wikitesto]

Finali[modifica | modifica wikitesto]

Il contributo teorico agli scacchi di Averbach è stato dato soprattutto nei finali, dei quali è un grande cultore. In lingua italiana è stata tradotta soltanto un'opera: Che cosa bisogna sapere sui finali (in russo: Что нужно знать об эндшпиле - Čto nužno znat' ob endšpile) che affronta lo studio dei finali ritenuti essenziali per un giocatore principiante fino al raggiungimento del livello magistrale.

Dal 1956 al 1962 ha pubblicato un'opera divisa in tre volumi sui finali, poi revisionata negli anni '80 ed ampliata a ben cinque volumi.

È conosciuto nel mondo degli scacchi come “Il Dio dei finali”[senza fonte].

Aperture[modifica | modifica wikitesto]

Ha dato il nome ad alcune varianti di apertura, tra le quali si ricordano:

  • Variante Averbach della difesa moderna:  1. d4 d6 2. c4 g6 3. Cc3 Ag7 4. e4
  • Variante Averbach della partita spagnola:  1. e4 e5 2. Cf3 Cc6 3. Ab5 a6 4. Aa4 Cf6 5. 0-0 Ae7 6. Te1 d6
  • Variante Averbach della difesa ovest-indiana:  1. d4 Cf6 2. c4 e6 3. Cf3 b6 4. e3 Ab7 5. Ad3 c5 6. 0-0 Ae7 7. b3 0-0 8. Ab2 cxd4 9. Cxd4
  • Variante Averbach della difesa est-indiana:  1. d4 Cf6 2. c4 g6 3. Cc3 Ag7 4. e4 d6 5. Ag5

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Che cosa bisogna sapere sui finali, Bologna, Le Due Torri, 2010, ISBN 978-8896076187.
  • (RU) Шахматные окончания. Слоновые, коневые, Fizkul'tura i sport, 1980.
  • (RU) Шахматные окончания. Слон против коня, ладья против лёгкой фигуры, Fizkul'tura i sport, 1981.
  • (RU) Шахматные окончания. Ферзевые, Fizkul'tura i sport, 1982.
  • (RU) Шахматные окончания. Пешечные, Fizkul'tura i sport, 1983.
  • (RU) Шахматные окончания. Ладейные, Fizkul'tura i sport, 1984.
  • (EN) Comprehensive Chess Endings 1: Bishop Endings, Knight Endings (con Vitalij Aleksandrovič Čechover), Pergamon, 1983, ISBN 4-87187-503-2.
  • (EN) Comprehensive Chess Endings 2: Bishop vs Knight Endings, Rook vs Minor Piece Endings, Pergamon, 1985, ISBN 4-87187-504-0.
  • (EN) Comprehensive Chess Endings 3: Queen Endings, Pergamon, 1986, ISBN 4-87187-505-9.
  • (EN) Comprehensive Chess Endings 4: Pawn Endings (con Ilya Maizelis), Pergamon, 1987, ISBN 4-87187-506-7.
  • (EN) Comprehensive Chess Endings 5: Rook Endings, Pergamon, 1987, ISBN 4-87187-507-5.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Yuri Averbakh turns 85, su en.chessbase.com. URL consultato il 5 gennaio 2021.
  2. ^ Il GM Averbakh si racconta., su giocareascacchi.it. URL consultato il 20 maggio 2021.
  3. ^ (EN) USSR Championship (1959), su chessgames.com. URL consultato il 19 maggio 2021.
  4. ^ (EN) Hastings 1959/60, su chessgames.com. URL consultato il 19 maggio 2021.
  5. ^ (EN) Schlechter Memorial (1961), su chessgames.com. URL consultato il 19 maggio 2021.
  6. ^ (EN) 3rd European Team Chess Championship: Hamburg 1965, su olimpbase.org. URL consultato il 19 maggio 2021.

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Controllo di autoritàVIAF (EN61541193 · ISNI (EN0000 0001 0906 8544 · Europeana agent/base/152882 · LCCN (ENn50029940 · GND (DE120045974 · BNF (FRcb11889649h (data) · BNE (ESXX840875 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n50029940