Juan de Ávalos

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Juan de Ávalos (Mérida, 21 ottobre 1911Madrid, 6 luglio 2006) è stato uno scultore spagnolo.

La sua carriera è stata associata alle sculture della Valle de los Caídos, considerato il più importante scultore spagnolo del XX secolo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Cominciò a mostrare grande talento per il disegno a sei anni, ricevendo lezioni di disegno da Juan Carmona, parroco della Chiesa di Santa Eulalia.

All'età di otto anni, la famiglia si trasferì a Madrid. Ha studiato presso il Collegio dei Mercedarios, allo stesso tempo è andato alla Scuola di Arti e Mestieri. Da bambino gli piaceva la scultura classica, andando a fare schizzi al Casón del Buen Retiro (allora sede del Museo Nazionale di riproduzioni artistiche), e al Don Juan Tenorio di José Zorrilla, per il quale ha fatto diversi schizzi.

Anche se la sua famiglia voleva che andasse all'università, iniziando come apprendista per vari scultori del legno e, all'età di quattordici anni, entrò alla Real Academia de Bellas Artes de San Fernando.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1933, a 22 anni, ha conseguito un posto nell'Università di Siviglia, mettendo in evidenza il Teatro di Mérida. Conobbe Miguel de Unamuno alla première di Medea. Un anno dopo è stato nominato Vice Direttore del Museo archeologico di Mérida.

Nel 1936 si arruolò nell'esercito, ma nel 1938 cade gravemente ferito a Jaén. Nello stesso anno si sposa con Soledad Carballo Nuñez a Pontevedra ed ebbero due figli: Juan e Luis.

San Giovanni nella Valle de los Caídos.

Dopo la guerra, aprì uno studio a Madrid, ma nel 1940 ricevette una denuncia perché lo si considerava un collaboratore repubblicano. Ávalos continuò la sua normale attività, partecipando alla Mostra Nazionale di Belle Arti.

Nel 1945 ha ricevuto un omaggio pubblico alla Camera Municipale di Porto, a cui seguirono diverse commissioni a Lisbona, così decide di sistemare il suo studio lì. Egli parteciperò a mostre a Buenos Aires e a Rio de Janeiro.

Valle de los Caídos[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1950, un amico lo raccomanda per la realizzazione delle sculture del Concorso della Basilica di Santa Cruz della Valle de los Caídos.

Nonostante quello che tradizionalmente è stato detto, non sono mai esistiti legami tra lo scultore e Francisco Franco. Durante l'Expo del 1950, il Caudillo, visitando la mostra, si fermò davanti alla statua di Ávalos disse: Questo è il grande scultore che ha bisogno la Spagna[1].

Si incontrarono al Palazzo Reale di El Pardo, su consiglio di Blas Pérez González, ministro degli Interni. Lì, lo scultore propose un tema fondamentalmente religioso, evitando ogni suggerimento.

Il budget inizialmente fissato era di 27 milioni di pesetas, ma fu ridotto a 9 milioni. Lo scultore ha riconosciuto che, tra i materiali, il lavoro e le tasse, ha speso circa 300.000 pesetas[2]. Tuttavia, l'ordine ha aperto la porta a molti altri. Decenni più tardi, lo scultore si lanciò in una battaglia legale contro l'agenzia del patrimonio nazionale per un debito di 50 milioni di pesetas per il diritto d'autore e della produzione, che non sono stati consegnati a lui[1].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze spagnole[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Isabella la Cattolica - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Isabella la Cattolica

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bazán de Huerta, Moisés (1996). Juan de Ávalos: su verdad creativa. Badajoz. Fundación Caja de Badajoz.
  • Mateo Avilés, Elías de (2001). La incomprendida soledad del escultor Juan de Ávalos. Málaga. Sarriá.
  • Olmeda, Fernando (2009). El Valle de los Caídos. Una memoria de España. Editorial Península.
  • Trenas, Julio (1978). Juan de Ávalos. Prólogo de Luis María Ansón. Valencia. Francisco Bargues Marcos (texto en español, francés e inglés).
  • Ávalos, Juan de (1993). «La España profunda: Ortega y Rocío Jurado», en el Boletín de la Real Academia de Extremadura de las Letras y las Artes, número IV, 1993, págs. 134-140.
  • Ávalos, Juan de (1998). «Con la venia de la mesa», en el Boletín de la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, nº 87, 1998, págs. 63-66.
  • Ávalos, Juan de (2001). Juan de Ávalos, 90 años de un clásico: exposición-homenaje. Almendralejo. Centro Cultural Conventual de San Antonio, 20 de octubre-30 de noviembre. Ayuntamiento de Almendralejo.
  • Correa, Feliciano (2006). «Juan de Ávalos, un ilustre picapedrero».
  • Prados de la Plaza, Francisco (1998). «Escultura de Cervantes por Juan de Ávalos para Boston», en el Boletín de la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, nº 86, 1998, págs. 279-289.
  • El Mundo (reportaje, 2001). «Conversaciones íntimas con... Juan de Ávalos».

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