John Jacob Astor (tennista)

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John Jacob Astor
Nazionalità Regno Unito Regno Unito
Tennis Tennis pictogram.svg
Specialità racquets
Palmarès
Giochi olimpici 1 0 1
Per maggiori dettagli vedi qui
1 Dati relativi al circuito maggiore professionistico.
Statistiche aggiornate al 20 aprile 2010

John Jacob Astor (New York, 20 maggio 1886Cannes, 19 luglio 1971) è stato un tennista britannico[1].

Ha partecipato alle Olimpiadi di Londra del 1908 nella specialità del racquets, vincendo un oro nel doppio insieme a Vane Pennell ed un bronzo nel singolare.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Era il quarto figlio di William Astor, I visconte Astor, e di sua moglie, Mary Dahlgren Paul. All'età di cinque anni, si trasferì con la famiglia in Inghilterra[2]. Frequentò l'Eton College e il New College[1].

Alla morte del padre, nel 1919, ereditò il Castello di Hever, dove ha vissuto tutta la vita.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Carriera militare[modifica | modifica wikitesto]

Ha servito nelle 1st Life Guards, dove è entrato nel 1906[3], ed è stato aiutante di campo del Barone Hardinge, viceré dell'India (1911-1914). Nel 1913 è stato promosso a capitano e nel 1920 a maggiore[3].

Durante la prima guerra mondiale rimase ferito a Messines nel mese di ottobre 1914. Dopo il recupero è tornato sul fronte occidentale, arrivando al grado di tenente colonnello. Nel settembre del 1918, nei pressi di Cambrai, la sua gamba destra è stata frantumata da una granata e poi amputata[2].

Era colonnello onorario del Kent e del Sussex Royal Artillery (1927-1946) e colonnello onorario del 23 London Regiment (1928-1949). Durante la seconda guerra mondiale era tenente colonnello del 5th Battalion, City of London Home Guard (1940-1944)[4][3].

Carriera imprenditoriale[modifica | modifica wikitesto]

È stato direttore della Great Western Railway (1929-1946). Ha ricoperto la carica di tenente della City di Londra nel 1926. Ha ricoperto la carica di giudice di pace dal 1929 e vice tenente del Kent (1936-1962). Egli era un direttore del Hambros Bank (1934-1960). È stato vice-presidente della Phoenix Insurance (1941-1952) diventandone il presidente (1952-1958). È stato direttore della Barclays Bank (1942-1952).

Nel 1922, ha acquistato il The Times dopo la morte del suo proprietario, Alfred Harmsworth, I visconte Northcliffe. Astor rimase presidente del giornale fino al 1959. Nel 1966, il The Times è stato venduto al magnate canadese Roy Thomson.

Oltre al suo business editoriale, Astor entrò in politica, come assessore del County Council di Londra (1922-1925), e nel Parlamento del Regno Unito per 23 anni per Dover (1922-1945). Il 21 gennaio 1956 è stato creato barone Astor[5]. Nel 1962 si trasferì dall'Inghilterra alla Francia.

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Sposò, il 28 agosto 1916, Violet Elliot-Murray-Kynynmound (28 maggio 1889-3 gennaio 1965), figlia di Gilbert Elliot-Murray-Kynynmound, IV conte di Minto. Ebbero tre figli[6]:

  • Gavin Astor, II barone Astor (1 giugno 1918-28 giugno 1984);
  • Hugh Waldorf Astor (20 novembre 1920-7 giugno 1999), sposò Emily Lucy Kinloch, ebbero cinque figli;
  • John Astor (26 settembre 1923-27 dicembre 1987), sposò Diana Kathleen Drummond, ebbero tre figli.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Morì il 19 luglio 1971 a Cannes[1].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere della Legion d'onore

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Londra 1908: oro nel doppio e bronzo nel singolare nella specialità racquets.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Lord Astor of Hever Is Dead, Published The Times of London. American-Born Press Lord Headed Newspaper for 37 Years. Served in House of Commons 1922-1945, in New York Times, 20 luglio 1971. URL consultato il 27 luglio 2014.
    «Lord Astor of Hever, former publisher of The Times of London, died today in the ...».
  2. ^ a b Oxford Dictionary of National Biography, Volume 2, Oxford University Press, 2004, p. 796, ISBN 0-19-861352-0.Article by Derek Wilson.
  3. ^ a b c Who Was Who, 1971-1980, A and C Black, 1982, p. 30, ISBN 0-7136-2176-1.
  4. ^ Oxford Dictionary of National Biography, Volume 2, p. 797.
  5. ^ The London Gazette (PDF), nº 40692, 24 January 1956, p. 499.
  6. ^ The Peerage, entry for 1st Lord Astor

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN38658543 · LCCN: (ENn97056263 · ISNI: (EN0000 0001 1056 5978 · GND: (DE143295365