Jean Poton de Xaintrailles

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Blasone[1]

Jean de Xaintrailles, detto Poton (1390 circa – Bordeaux, 7 ottobre 1461), è stato un militare francese, maresciallo di Francia dal 1454 al 1461.

Xaintrailles e Étienne de Vignolles raffigurati su di un manoscritto del XV secolo

Originario del Limosino da una famiglia della nobiltà minore[2], sin da giovane si mostrò legato al Delfino Carlo, poi Carlo VII, il quale lo ricompensò affidandogli le scuderie reali.[3]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Tutta la sua carriera militare si svolse al servizio della Corona di Francia durante la guerra dei cent'anni: combatté all'assedio di Saint-Riquier nel 1420, venendo fatto prigioniero dagli inglesi nell'agosto dello stesso anno nei pressi di Abbeville; fu rilasciato in cambio della resa della città, e poté riprendere a combattere: il 3 ottobre 1423 attaccò di sorpresa Ham, ma cadde in un'imboscata tesa da Filippo di Brabante.[4][5]

Era presente all'assedio di Braine-le-Comte, nell'Hainaut, nel 1424; prese parte alla battaglia di Verneuil, il 17 agosto dello stesso anno, durante la quale ebbe il comando di due ali di cavalleria. Nel 1427, con il Bastardo d'Orléans e La Hire, liberò Montargis, assediata dal conte di Warwick.[3]

Durante l'assedio di Orléans era presente alla cosiddetta battaglia delle aringhe il 12 febbraio 1429, ancora al fianco di La Hire e del Bastardo.[6] Rientrato a Bordeaux, venne ferito qualche tempo dopo nel corso di una sortita.[2][3]

Fu al fianco di Giovanna d'Arco dal momento della conclusione dell'assedio, l'8 maggio, partecipando quindi alle battaglie successive della campagna: Jargeau, Meung, Beaugency; comandava l'avanguardia a Patay il 18 giugno, quando prese prigioniero John Talbot.[3][6]

Il 17 luglio 1429 era presente a Reims, alla consacrazione di Carlo VII, e nello stesso giorno fu nominato prima guardia del corpo e maestro delle scuderie reali.[3][4][6]

Poco dopo cadde prigioniero degli inglesi, in un'imboscata nei pressi di Beauvais, per venire rilasciato solo nel 1431.[3]

Nel 1435, Poton, insieme a Étienne de Vignolles, uscì vittorioso dalla battaglia di Gerberoy e fece prigioniero il conte d'Arundel.[3][6]

Il re lo nominò balivo del Berry, comandante della torre maggiore di Bourges, con lettera del 19 agosto 1437;[6] ebbe poi dal sovrano il governo di Château-Thierry, la signoria di Tonneins, per sé e la famiglia, e per sé solo la città di Saint-Macaire.[3][4]

Durante l'ultima fase della guerra dei cent'anni Poton ebbe un ruolo essenziale nella riconquista della Normandia prima, sino alla presa di Cherbourg del 12 agosto 1450, e della Guienna poi, dove fu inviato nel 1451. Fu nominato governatore del Château-Trompette, a Bordeaux, quindi siniscalco del Limosino nel 1453.[3][6]

Nel 1454 succedette a Philippe de Culant nella carica di maresciallo di Francia. L'anno successivo con André de Lohéac comandò l'armata del conte di Clermont contro Giovanni V d'Armagnac.[3]

Venne destituito dalla carica di maresciallo il 3 agosto 1461 da Luigi XI, avendogli il sovrano preferito Jean de Lescun.[6] Poton morì a Bordeaux pochi mesi dopo, il 7 ottobre, e venne seppellito nella chiesa dei francescani a Nérac.[2]

Non ebbe discendenti dal matrimonio con Catherine Brachet, signora di Salignac in Limosino.[2] Nel testamento nominò suo principale erede Jean de La Motte, signore di Nolhan, a condizione che sposasse sua nipote, Beatrix de Pardaillan.[4]

Un documento del Parlamento di Parigi si riferisce a lui come «...Siniscalco del bordolese, uno dei più valorosi capitani del regno, colui che, insieme ad Étienne de Vignolles, fu causa della cacciata degli inglesi dalla Francia».[2][4]

Un «coraggioso cavaliere Poton de Xaintrailles» appare in Enrico VI, parte I, di William Shakespeare.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Écartelé, aux 1 et 4 de gueules au lion d'argent armé et lampassé de sable, aux 2 et 3 d'argent à la croix de gueules (alésée ou non)
  2. ^ a b c d e Catalogue historique des généraux français, cit.
  3. ^ a b c d e f g h i j Dictionnaire des Maréchaux de France, cit.
  4. ^ a b c d e Histoire généalogique de la maison royale, cit.
  5. ^ Siamo nell'ambito della guerra civile tra Armagnacchi e Borgognoni, durata dal 1407 al 1435, e Filippo di Brabante, borgognone, era alleato degli inglesi contro il re di Francia.
  6. ^ a b c d e f g Chronologie historique-militaire, cit.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Geneviève Maze-Sencier (a cura di), Dictionnaire des Maréchaux de France du Moyen Age à nos jours, Parigi, Librairie Académique Perrin, 2000.

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