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Jean Baptiste Bessières

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Jean Baptiste Bessières
NascitaPrayssac, 6 agosto 1768
MorteLützen, 1º maggio 1813
Dati militari
Paese servito Regno di Francia
Francia (bandiera) Prima repubblica francese
Impero francese (bandiera) Impero francese
Forza armata Guardia Nazionale francese
Esercito rivoluzionario francese
Grande Armata
ArmaCavalleria
Anni di servizio1791-1813
GradoMaresciallo dell'Impero
GuerreGuerre rivoluzionarie francesi
Guerre napoleoniche
CampagnePrima campagna d'Italia
Campagna d'Egitto
Seconda campagna d'Italia
Campagna di Russia
BattaglieBattaglia di Marengo
Battaglia di Austerlitz
Battaglia di Eylau
Battaglia di Friedland
Battaglia di Medina de Rioseco
Battaglia di Aspern-Essling
Comandante diGuardia Imperiale
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Jean Baptiste Bessières (Prayssac, 6 agosto 1768Lützen, 1º maggio 1813) è stato un generale francese.

Inizialmente un ufficiale di cavalleria, Bessiéres ebbe la fortuna di incontrare Bonaparte durante la sua campagna in Italia, divenendo presto uno dei suoi uomini fidati. Riconoscendone il valore, il generale corso ne fece il responsabile della propria protezione, gettando i semi per quella che poi sarebbe divenuta la Guardia Imperiale. Grazie allo stretto rapporto di fiducia sviluppato con Bonaparte, Bessiéres divenne uno dei marescialli dell'Impero. Morì prematuramente nel corso della battaglia di Lützen, colpito da una palla di cannone al petto. Il suo nome è inciso sull'Arco di Trionfo di Parigi.

Gli inizi e le guerra nei Pirenei

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Jean Baptiste Bessiéres nacque a Prayssac il 6 agosto 1768.[1][2] Suo padre, Mathurin Bessiéres, era un chirurgo mentre la madre, Antoinette Lemozy, proveniva da una famiglia della borghesia locale. Nato in una famiglia numerosa, avendo egli sei sorelle ed un fratello, ebbe la possibilità di ricevere un'ottima istruzione grazie alle condizioni agiate che i genitori riuscirono a garantirgli. Studiò nel collegio reale di Cahors, dove dimostrò di essere un ottimo studente.[3] Nel 1789, abbracciando gli ideali rivoluzionari, si arruolò nella Guardia Nazionale, diventando capitano dei granatieri di Prayssac.[1] Due anni più tardi, nel dicembre 1791, fu inviato dal proprio dipartimento a Parigi, dove venne addestrato per diventare una guardia costituzionale del re Luigi XVI.[4][5][6] Ogni dipartimento era obbligato ad inviare alcuni uomini e nel caso di Bessiéres, il suo nome fu fatto perché era membro di una delle famiglie più facoltose e ancora devote alla monarchia della sua zona. Tra gli altri uomini del suo dipartimento inviati a Parigi vi era anche Gioacchino Murat, che ebbe modo di conoscere durante il tragitto verso la capitale.[3] La guardia costituzionale, accusata di essere realista, fu sciolta nel giugno 1792 ma Bessiéres rimase al palazzo delle Tuileries a proteggere la famiglia reale, cosa che fece anche il 10 agosto, in occasione dell'assalto al palazzo da parte della folla parigina. Per evitare l'arresto, Bessiéres trovò rifugio preso il duca di Rochefoucauld, che lo ospitò per tre mesi.[7]

Il 1° novembre 1792 Bessiéres, per far perdere le proprie tracce, si unì all'esercito rivoluzionario come volontario, diventando un cavaliere nel 22° reggimento di cacciatori a cavallo.[8] Esattamente un mese dopo, Bessiéres era già un sottufficiale nell'Armata dei Pirenei, poi entrando nell'Armata dei Pirenei orientali,[1][4][8][9] dove rimase fino allo scioglimento dell'armata stessa nel 1795.[1] Ebbe modo di partecipare a numerosi scontri, come quello di Bàscara o di Figueres.[5] Le promozioni arrivarono relativamente presto: già sottotenente nel febbraio 1793, divenne tenente il maggio successivo, poi assistente dell'aiutante generale Quesnel il 1° settembre e infine capitano del 2° reggimento di cacciatori a cavallo l'8 maggio 1794. In questo periodo, tra il 13 marzo ed il 22 maggio, fu incaricato di assistere il rappresentante del popolo Beauchamp, aiutandolo a riorganizzare ed integrare la cavalleria tra le file dell'esercito.[1] A seguito della pace di Basilea, il suo reggimento fu spostato nell'Armata d'Italia.[10]

L'incontro e la collaborazione con Bonaparte

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Una statua di Bessiéres a Prayssac

Bessiéres giunse in Italia con una buona reputazione.[4][9] Sebbene fosse ancora un maggiore, diede prova delle proprie capacità e del proprio coraggio in numerose occasioni, attirando l'attenzione del comandante dell'armata, il giovane generale corso Napoleone Bonaparte.[6][9] A seguito della battaglia di Lonato, dopo essere scampato alla cattura da parte di un battaglione austriaco solo grazie ad un abile bluff,[11] Napoleone decise di istituire un corpo di guardia, scegliendo poi Bessiéres come uno dei suoi componenti.[12][13] Questo corpo negli anni a venire sarebbe andato ad espandersi, diventando prima la Guardia consolare e poi la Guardia imperiale.[13] Ad ogni modo, Bessiéres continuò a servire regolarmente sul campo, oltre a garantire la sicurezza di Napoleone.[14] Ad esempio nella battaglia di Rovereto, il 4 settembre, riuscì a catturare due cannoni austriaci, ottenendo la nomina a caposquadrone al termine dello scontro. Si segnalò anche nelle battaglie di Rivoli e di La Favorita.[4][9][15][16] Incaricato da Bonaparte di portare al Direttorio gli stendardi austriaci catturati nelle due ultime battaglie, fu accolto con entusiasmo: il 4 marzo gli fu confermata la promozione a caposquadrone.[1][4][9]

Promosso a colonnello, si unì all'Armata d'Oriente e salpò per l'Egitto, mantenendo lo stesso incarico ricevuto da Bonaparte nella precedente campagna. Combatté e si distinse nel corso dell'assedio di Acri e della battaglia di Aboukir.[13][17] Fu tra gli ufficiali che tornarono in Francia assieme a Bonaparte, partecipando attivamente al colpo di Stato del 18 brumaio.[4] Compreso all'interno dell'Armata di Riserva, Bessiéres seguì Bonaparte nel corso della sua seconda campagna in Italia, combattendo nella decisiva battaglia di Marengo alla guida della cavalleria della Guardia consolare, in un'azione poi lodata nel rapporto del generale Berthier.[4][17] Dopo l'armistizio di Alessandria, Bessiéres fu fatto generale di brigata e ufficialmente messo a capo della Guardia consolare. Nel 1802 ottenne la promozione a generale di divisione.[4][13][18]

Maresciallo dell'Impero

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Austria, Germania e Spagna

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Il 19 maggio 1804, Bessiéres fu scelto come uno dei marescialli dell'Impero.[1] Lo stesso giorno fu nominato Grand'Ufficiale e comandante della 3ª coorte della Legion d'Onore.[4] La promozione a Gran Cavaliere della Legion d'Onore giunse il 2 febbraio successivo e nei mesi successivi fu anche nominato Commendatore dell'Ordine della Corona ferrea e comandante della cavalleria della Guardia Imperiale.[1] Nel corso della guerra della Terza coalizione ebbe modo di mostrare le proprie abilità al meglio: mentre l'esercito francese era in marcia verso Brünn, intercettò ad Olmütz la retroguardia dell'esercito russo, composta da 6000 unità di cavalleria. Riuscì a scacciarle, catturando allo stesso tempo 27 cannoni nemici.[9][19] Pochi giorni dopo combatté anche ad Austerlitz, dove si impadronì di gran parte dell'artiglieria russa.[1][9][17][20] Nelle successive campagne continuò a guidare la Guardia imperiale, scendendo in campo nella battaglia di Jena, nella battaglia di Eylau, dove la carica di cavalleria combinata con le forze di Murat risultò determinante per l'esito dello scontro, ad Heilsberg ed anche a Friedland, dove attaccò sul fianco l'esercito russo e forzò 20000 soldati nemici ad abbandonare per intero la loro artiglieria.[9][17][19][21] Terminata la guerra, tra la seconda metà del 1807 e i primi mesi del 1808, fu nominato ambasciatore francese nel Württemberg e ricevette le onorificenza di Gran Croce dell'Ordine di Sant'Enrico, dell'Ordine del Cristo e l'Aquila d'Oro dell'Ordine della corona del Württemberg.[1][9]

Una carica dei corazzieri francesi durante la battaglia di Medina de Rioseco

Nel marzo 1808 Bessiéres fu inviato in Spagna, dove prese il comando del Corpo di Osservazione dei Pirenei Occidentali, che al momento del suo arrivo occupava la provincia di Salamanca. Rinominato II Corpo in Spagna, l'armata agli ordini di Bessiéres si spostò a Burgos, dove il maresciallo pose il proprio quartier generale. Nel momento in cui seppe che il generale de la Cuesta stava preparando un esercito di 40000 uomini per tagliare le sue comunicazioni tra Madrid e la Francia, il maresciallo prese i 13000-14000 uomini a sua disposizione e marciò contro gli spagnoli. Le due forze si incontrarono a Medina de Rioseco il 14 luglio: gli spagnoli si erano arroccati su una posizione sopraelevata e avevano 40 cannoni a loro disposizione. Il generale Mouton guidò l'attacco dei francesi, ma l'azione si tramutò presto in un assalto generale. Dopo sei ore di lotta, l'esito fu di una schiacciante vittoria francese: 6000 furono i prigionieri nemici, caduti assieme ai loro bagagli e alla loro artiglieria, a fronte di sole 800 o 900 perdite. Bessiéres inseguì il nemico, ingaggiando diversi combattimenti minori anche a Benavente, ad Astorga e a León, dove si impadronì di grosse quantità di cartucce e di polvere da sparo. Proseguì il suo incarico in Spagna combattendo a Burgos, a Somosierra e a Guadalajara.[9][21][22][23] Verso la fine dell'anno, Bessiéres inseguì le forze del generale inglese Moore in Galizia e per le prime settimane del 1809 gestì le province della Spagna settentrionale.[24]

Ad un anno dal suo arrivo in Spagna, Bessiéres fu richiamato a Parigi, qualche settimana in anticipo rispetto all'inizio della guerra della Quinta coalizione. Nella campagna in Germania, il maresciallo fu posto a comando della riserva di cavalleria. Ad aprile combatté a Landshut sotto Napoleone e in autonomia a Neumarkt, dove fu sconfitto dagli austriaci.[24] Il mese successivo supportò Massena ad Ebersberg, combatté nella battaglia di Aspern-Essling, lanciando un'importante carica di cavalleria contro il centro austriaco nel corso dello scontro, e qualche giorno dopo questa sconfitta ricevette la nomina a Duca d'Istria. Fu presente anche alla battaglia di Wagram, dove un proiettile lo ferì alla coscia.[9][21][23][24] Terminata la guerra, Bessiéres sostituì Bernadotte, disgraziato da Napoleone, come comandante delle truppe dell'Armata del Nord, prima di essere rimesso al comando della Guardia imperiale nel gennaio del 1810, nel frattempo riconquistando Flessinga dagli inglesi. Nel 1811 fu nuovamente inviato in Spagna con l'incarico di governatore della Vecchia Castiglia e del Regno di León. Con l'avvicinarsi delle truppe inglesi ai territori da lui governati, Bessiéres decise di supportare il maresciallo Massena, partecipando con vari contingenti sotto il suo comando alla battaglia di Fuentes de Oñoro. Dopo la sconfitta inflitta da Wellington ai napoleonici, Bessiéres chieste di poter tornare in Francia, abbandonando il suo posto nel settembre 1811.[9][21][24][25]

La campagna di Russia e la morte

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La morte di Bessiéres

Nel 1812 Bessierés fu scelto come uno dei comandanti che avrebbero preso parte alla campagna di Russia, assumendo il comando della cavalleria della Guardia imperiale.[9][21][24][25][26] Le sue truppe, comunque, furono scarsamente utilizzate nella prima parte della campagna, arrivando a Mosca senza aver mai combattuto o quasi.[25] Ben diversa fu la situazione nel viaggio di ritorno, dove i suoi soldati ebbero modo di distinguersi: poco dopo la battaglia di Malojaroslavec, la cavalleria della Guardia salvò Napoleone da un'imboscata dei cosacchi di Platov.[9][21][24][25] Tornato in Germania, Napoleone affidò a Bessiéres il comando di tutta la cavalleria dell'esercito francese. Alla vigilia della battaglia di Lützen, Bessiéres uscì in ricognizione con dei fucilieri e aveva attaccato il villaggio di Rippach. Nel corso di questo attacco, il maresciallo fu colpito al petto da una palla di cannone, che gli mozzò il polso e gli trafisse il petto, uccidendolo all'istante.[9][21][24][25] Per annunciare la sua morte alla famiglia, Napoleone scrisse una toccante lettera alla moglie di Bessiéres. In seguito, Napoleone fece imbalsamare il suo corpo e lo fece portare agli Invalides, dove avrebbe celebrato dei funerali solenni per lui e Duroc, venuto a mancare nei giorni successivi.[9][21][24][25]

Onorificenze francesi

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Onorificenze estere

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Stemma Descrizione Blasonatura
Jean Baptiste Bessières
Duca d'Istria
Ornamenti esteriori da duca maresciallo dell'impero francese, cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'onore.
Jean Baptiste Bessières
Duca d'Istria
Ornamenti esteriori da duca e pari di Francia, cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'onore.
  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Six, p. 94.
  2. Mullié, p. 69.
  3. 1 2 Ambert, p. 55.
  4. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Lievyns, p. 363.
  5. 1 2 Arnault, p. 452.
  6. 1 2 Griswold, pp. 256-257.
  7. Ambert, pp. 55-56.
  8. 1 2 Ambert, p. 56.
  9. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 Rabbe, p. 376.
  10. (EN) Ramsay Weston Phipps, The Armies of the First French Republic: Volume III The Armies in the West 1793 to 1797 And, The Armies In The South 1793 to March 1796, Pickle Partners Publishing, 2011, p. 214, ISBN 978-1-908692-26-9.
  11. Andrew Roberts, Napoleone il Grande, traduzione di Luisa Agnese Dalla Fontana e Aldo Piccato, Utet Libri, 2023 [2014], p. 148.
  12. Griswold, pp. 257-258.
  13. 1 2 3 4 Ambert, p. 58.
  14. Arnault, pp. 452-453.
  15. Ambert, pp. 58-59.
  16. Griswold, p. 258.
  17. 1 2 3 4 Arnault, p. 453.
  18. Mullié, p. 70.
  19. 1 2 Ambert, p. 59.
  20. Lievyns, pp. 363-364.
  21. 1 2 3 4 5 6 7 8 Lievyns, p. 364.
  22. Six, pp. 94-95.
  23. 1 2 Arnault, pp. 453-454.
  24. 1 2 3 4 5 6 7 8 Six, p. 95.
  25. 1 2 3 4 5 6 Arnault, p. 455.
  26. Ambert, p. 60.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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