Jean Lannes
Jean Lannes (Lectoure, 10 aprile 1769 – Ebersdorf, 31 maggio 1809) è stato un generale francese, Maresciallo dell'Impero, principe di Sievers e duca di Montebello.
Nato da una famiglia rispettabile ma povera, Lannes si unì all'esercito solo dopo l'inizio delle guerre rivoluzionarie francesi. Nel 1796, mentre era impiegato in Italia, venne notato dal comandante dell'armata, il generale Bonaparte, colpito dal coraggio e dalla dedizione del soldato alla causa repubblicana. Bonaparte, in seguito, decise di fare di Lannes uno dei suoi uomini fidati, facilitando la sua scalata nelle gerarchie dell'esercito e facendo uso del suo talento di generale in ogni campagna militare degli anni a seguire. Napoleone giunse persino a considerarlo come il suo miglior amico.
Lannes era di carattere burbero e iracondo, ma era mosso da solidissimi principi. Naturalmente dotato di enorme coraggio e spirito di sacrificio, grazie all'esperienza sul campo maturò le capacità tattiche che fecero di lui uno dei migliori generali del periodo rivoluzionario e della Francia imperiale.[2] Le conseguenze di una gravissima ferita riportata nella battaglia di Aspern-Essling, lo portarono poche giornate dopo a una tragica e prematura morte.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Dai primi anni alla guerra della Prima coalizione
[modifica | modifica wikitesto]Jean Lannes nacque a Lectoure, nel dipartimento del Gers, il 10 aprile 1769.[3][4] Il padre portava il suo stesso nome mentre la madre si chiamava Cécile Fouraignan.[5] La sua famiglia era povera ma molto rispettata dalla comunità locale: la coppia aveva in tutto cinque figli e una figlia ed erano dei piccoli proprietari terrieri, spesso venendo coinvolti nella compravendita dei terreni agricoli.[6] Nonostante le difficoltà economiche, Lannes iniziò a studiare presso il collegio della sua città natale, prima che la bancarotta di un agricoltore, del quale il padre di Lannes era garante, facesse scomparire le poche fortune della famiglia, costringendo il futuro maresciallo a rinunciare agli studi e a intraprendere il mestiere di tintore.[7][8][9][10] Nel giugno 1792, dopo un decreto dell'Assemblea legislativa, si unì ai due battaglioni di volontari del suo dipartimento, ottenendo il 20 giugno la promozione a sottotenente.[3][4][11] Il giovane sottufficiale venne quindi inviato a combattere sul fronte spagnolo, precisamente nell'Armata dei Pirenei Orientali. Lannes acquisì rapidamente esperienza combattendo sul fronte e diede altrettanto celermente prova delle sue innate abilità militari: il suo zelo, la sua intelligenza e la sua bravura gli consentirono di avanzare velocemente di grado, ottenendo in rapida successione le promozioni a tenente, sergente maggiore e capitano prima della fine del 1793.[3][10][12]

Lannes prese parte ai movimenti che portarono alla perdita delle posizioni di Port-Vendres, Collioure e Banyuls. Fu ferito il 30 ottobre 1793 nel corso di alcuni scontri nei pressi di Banyuls da una pallottola che gli trapassò il braccio sinistro. Fu quindi inviato in ambulanza a Perpignano per essere curato.[3][13] Ripresosi parzialmente dalla ferita, venne richiamato al fronte dal generale Basset, che ne aveva riconosciuto il talento, e il 23 dicembre partecipò all'assalto delle posizioni spagnole a Villelongue, a capo di 500 granatieri: Lannes terminò la giornata dopo aver catturato 19 cannoni e preso diverse postazioni nemiche, inclusa la loro ridotta principale. Dopo essersi guadagnato ulteriormente la stima e i complimenti del suo comandante, due giorni dopo, il 25 dicembre, fu promosso a chef de brigade. Tornato a Perpignano per proseguire nella guarigione, conobbe Paulette Méric, figlia di un banchiere e sua futura prima moglie.[14] Ripresosi completamente dalle ferite nel 1794, fu messo nella divisione del generale Pérignon, sotto il comando di Dugommier: prese parte agli scontri di Boulou e alla difesa della ridotta di Montesquiou, difendendo coraggiosamente la posizione. Al termine della battaglia, fu nominato tra i soldati che si erano maggiormente distinti e fu chiesto a lui di riaccompagnare gli émigré francesi in territorio spagnolo per salvarli da una condanna a morte.[15] Ebbe nuovamente occasione di distinguersi qualche mese più tardi: dopo la morte di Dugommier nel corso della battaglia di Ripoll, l'esercito francese si ritrovò improvvisamente in difficoltà. Una frettolosa ritirata aveva lasciato alcuni reparti dell'esercito francese sul punto di essere circondati dagli spagnoli: Lannes fu distaccato in loro soccorso e riuscì a salvare la divisione Lemoine dall'accerchiamento.[3][16]
Passati dei mesi, Lannes era convolato a nozze il 19 marzo 1795.[14] Sul fronte, invece, c'erano altre novità: qualche settimana dopo l'arrivo del generale Schérer, nel luglio 1795, le due parti firmarono un accordo di pace a Basilea e l'intera divisione Augereau, nella quale Lannes stava prestando servizio, venne trasferita a combattere sul fronte italiano.[17] In realtà, in seguito alla riforma della struttura dell'Armata d'Italia da parte del Direttorio il 9 termidoro 1795, Lannes, in quanto ufficiale più giovane, avrebbe dovuto essere congedato, ma si mise in lista come volontario.[7][8][10][12][N 1] Giunto in Liguria, partecipò alla battaglia di Loano, mettendosi in risalto per l'ennesima volta. Prese il comando del 99° reggimento di fanteria di linea il 1 marzo 1796, poco prima dell'arrivo di Bonaparte.[3][18]
L'ascesa al servizio di Bonaparte
[modifica | modifica wikitesto]La Prima Campagna d'Italia
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L'arrivo di Bonaparte al comando dell'Armata d'Italia coincise con l'ascesa di Lannes ai vertici dell'esercito francese. Il 10 aprile 1796 combatté sotto il generale Cervoni a Voltri. Il 14 aprile combatté a Millesimo e il giorno seguente, a Dego, si fece notare per la prima volta da Napoleone mentre dirigeva il proprio reggimento alla riconquista della cittadina, momentaneamente ripresa dalle forze austriache. Per l'eccellente prestazione sul campo di battaglia, fu nominato immediatamente comandante della 69ª semibrigata.[3][10][19][N 2] A seguito di questi eventi, Lannes entrò nelle grazie di Napoleone, diventando il comandante della sua avanguardia, ruolo che occupò più o meno stabilmente negli anni a venire.[20] Dopo la resa del Regno di Sardegna, Lannes fu incaricato di guidare uno dei battaglioni dell'avanguardia a Fombio, cosa che fece egregiamente, creando una testa di ponte sulla riva settentrionale del Po. Dopo che l'esercito ebbe attraversato il fiume, si diresse verso Lodi, dove fu uno dei primi ufficiali ad arrivare sulla scena e a tentare di attraversare il ponte.[21] Al termine dello scontro, venne messo a comando di uno dei quattro battaglioni del corpo di avanguardia del generale Kilmaine.[3][8][12][22] Fu in seguito incaricato di sopprimere i moti rivoltosi di Pavia e di Binasco e di assaltare il ponte di Borghetto.[3][23] In seguito alla scampata cattura di Napoleone da parte degli austriaci, fu incaricato momentaneamente di gestire la sicurezza del comandante dell'esercito.[23]

Dopo l'inizio dell'assedio di Mantova, Lannes fu inserito all'interno della divisione Vaubois che aveva il compito di sottomettere la Toscana e predarne le ricchezze. Al suo ritorno in Lombardia, dopo aver eseguito la missione affidatagli, ottenne la nomina provvisoria a generale di brigata da parte di Napoleone.[3][24] Partecipò all'inseguimento dell'esercito di Wurmser nelle valli dell'Adige e del Brenta, culminato con la battaglia di Bassano: in tale occasione Lannes si distinse nuovamente, venendo anche ferito in maniera lieve. Qualche giorno dopo, a Governolo, fu ferito in maniera più grave mentre le forze di Bon, sostituto momentaneo di Augereau, sconfiggevano una colonna di 4000 austriaci. Qualche mese più tardi, mentre le forze del generale austriaco Alvinczy si stavano dirigendo verso Mantova, l'esercito francese tentò di fermarle prima a Caldiero e poi ad Arcole: Lannes prese parte a entrambi gli scontri, distinguendosi in particolar modo nel secondo.[3][5][25] Infatti, il generale, non ancora pienamente guarito dagli scontri precedenti e già ferito altre due volte nel corso di questa battaglia, fu portato a Ronco per essere curato; quando seppe della difficile situazione della divisione di Augereau, montò immediatamente a cavallo per contribuire alla causa francese: alla guida di un battaglione di granatieri, respinse gli austriaci che avevano passato il ponte di Arcole e si stavano avvicinando a Bonaparte, caduto nelle paludi dietro alla riva dell'Alpone, venendo ferito per la terza volta in un giorno.[8][26][27] La bandiera che Bonaparte sventolava sul ponte di Arcole fu in seguito inviata al Direttorio, restituita al comandante dell'armata che a sua volta la donò a Lannes, in segno di gratitudine e riconoscenza.[26]
Ripresosi dalle ferite, venne messo a comando di una colonna mobile nei pressi di Bologna a dicembre. Rimase in Emilia-Romagna per i mesi successivi, partecipando brevemente ad alcuni combattimenti ad Anghiari contro le forze di Provera. Tornato in Emilia-Romagna, prese parte alla battaglia di Faenza contro le forze papali e poi alla presa di Ancona, assistendo il generale Victor.[28][29] Il 17 marzo, la sua promozione a generale di brigata fu ratificata dal Direttorio.[3][12][30] Dopo la firma dei trattati di Leoben e di Campoformio, accompagnò Bonaparte a Parigi, diventandone amico intimo: fu tra i pochi ufficiali che il futuro imperatore portò con sé durante l'ispezione del porto di Boulogne per i preparativi dell'invasione dell'Inghilterra.[31][32]
L'Egitto, il colpo di Stato, l'Italia e il Portogallo
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Assegnato formalmente all'Armata d'Inghilterra, rinominata "Armata d'Oriente" dopo l'approvazione del Direttorio, Lannes si spostò a Tolone, città dalla quale fu imbarcato assieme al resto dell'esercito di Bonaparte alla volta del Medio Oriente.[25][33][34] Partiti nel maggio 1798, dopo aver catturato l'isola di Malta, i francesi giunsero in Egitto a luglio. Inizialmente al comando di una brigata nella divisione Kléber, venne poi spostato provvisoriamente a comando della divisione Menou.[3][35][36] Si distinse nella presa di Alessandria, occupando in seguito Rosetta. Prese poi parte alle battaglie di Shubra Khit e delle piramidi. Dopo l'occupazione militare dell'Egitto settentrionale da parte dei francesi, ebbe un ruolo importante nella soppressione della rivolta del Cairo il 21 ottobre. Il febbraio successivo partì assieme a Bonaparte per una ulteriore spedizione verso la Siria e la Palestina, venendo incaricato del comando di una delle divisioni. Combatté nella presa di Gaza e negli assedi di al-Arish e di Giaffa. In quest'ultimo scontro, furono gli uomini di Lannes ad entrare per primi in città e a commettere le prime atrocità contro i soldati islamici e la popolazione civile, conseguenza dell'uccisione degli emissari francesi da parte islamica.[37] Prese successivamente parte all'assedio di San Giovanni d'Acri: nonostante due mesi di assedio e i ripetuti assalti dei repubblicani, nei quali Lannes rimase ferito numerose volte, la fortezza, difesa da Jazzar Pascià e supportata da alcuni vascelli britannici, non cadde nelle mani dei francesi, che dovettero abbandonare i loro progetti e incamminarsi nuovamente verso l'Egitto. Fu durante gli ultimi giorni dell'assedio, precisamente il 10 maggio, che, in seguito alla morte del generale Bon, Napoleone promosse in via provvisoria Lannes a generale di divisione, in attesa delle conferma da parte del Direttorio.[3][38][N 3] Tornati in Egitto, gli uomini di Bonaparte si diressero rapidamente verso Abukir, dove un grosso contingente turco era sbarcato per riprendere pieno possesso dell'Egitto. Napoleone decise di stroncare sul nascere questo tentativo: nel corso dello scontro, nel quale i turchi furono del tutto annientati, Lannes fu gravemente ferito a una gamba mentre stava conquistando una ridotta. La condotta incredibile di Lannes e dei suoi uomini cementò la sua reputazione di militare tenace e di ottimo leader sul campo di battaglia: con la sua sola divisione aveva fatto indietreggiare i turchi sino a costringerli in mare, dove in molti annegarono.[3][12][25][31][33][39] Dopo un breve ricovero all'ospedale di Alessandria, Lannes fu uno dei sette ufficiali che lasciarono l'Egitto assieme a Napoleone per tornare in Francia a bordo della nave Muiron.[12][40]

Raggiunta la Francia, gli uomini furono accolti dalla popolazione festante di Fréjus, lieta di riaccogliere Bonaparte e i suoi fedeli. Le mire politiche di Bonaparte, che intendeva prendere per sé il potere, si scontravano con il personale credo di Lannes, convinto repubblicano, ma il generale francese non riuscì a mettere da parte il proprio attaccamento al comandante corso e decise di supportarlo nelle sue trame.[12] Bonaparte, assieme ai suoi ufficiali "egiziani" e a qualche altro influente membro dell'esercito, come Moreau e Lefebvre, mise in atto un colpo di Stato il 18 brumaio: mentre il comandante corso, supportato dal fratello Luciano, disperdeva i membri della Camera dei Cinquecento, le altre forze golpiste si impegnarono a occupare i punti strategici della capitale francese. Lannes, in particolare, fu incaricato di occupare il Palazzo delle Tuileries e la zona circostante.[41][42] Due giorni dopo, Lannes fu ufficialmente promosso a generale di divisione da Bonaparte e messo a comando della 9ª e della 10ª divisione militare, di stanza a Perpignano, nella sua regione di nascita.[3][41] Il suo compito era di monitorare l'opinione pubblica sul nuovo governo, tentare di legittimare la presa di potere del 18 brumaio e mantenere la calma all'interno della regione.[25] Invece, per quanto concerne la vita privata del futuro maresciallo, dopo essere tornato in Francia lui e la moglie divorziarono, nonostante un figlio fosse già nato dalla loro relazione.[43]

Dopo diversi mesi, il 18 marzo 1800, Lannes venne convocato a Parigi: venne informato dei piani per l'Armata di Riserva e nominato comandante della sua 4ª divisione. Inoltre, per la sua estrema fedeltà e per le capacità dimostrate, Berthier, Ministro della Guerra di Bonaparte, lo mise a capo della Guardia Consolare, l'unità d'élite destinata a proteggere il capo del governo francese.[44][45] Lannes venne incaricato di dirigere l'avanguardia dell'esercito: aveva a sua disposizione la divisione di fanteria del generale Watrin, la semibrigata del generale Mainoni e la brigata di cavalleria del generale Rivaud. Con queste forze avrebbe dovuto attraversare per primo le Alpi, liberare il passaggio per l'esercito sino ad Aosta e poi proseguire verso il Piemonte. Una volta giunta la notizia dei trionfi dell'Armata del Reno, il 13 maggio, Lannes partì con la sua avanguardia, superando il Gran San Bernardo e raggiungendo Aosta il 16 maggio, data impostagli da Bonaparte. Due giorni dopo, il 18 maggio, sconfisse alcuni reparti nemici a Châtillon.[33][46][47][48] Tentò di progredire ulteriormente, ma la sua avanzata si fermò sotto al Forte di Bard, la cui posizione rendeva estremamente complesso e costoso un attacco frontale. Dopo diversi giorni di stallo, i francesi aggirarono il forte e scesero in Pianura Padana: dopo aver occupato Ivrea il 22 maggio, le forze di Lannes si scontrarono con gli austriaci lungo la Chiusella a Romano Canavese il 26 maggio, sconfiggendo gli imperiali e proseguendo nella loro avanzata.[33][47][49][50][51] Due giorni dopo, fu inviato in un'azione diversiva su Chivasso, tentando di attirare le attenzioni degli austriaci su Torino, mentre il grosso delle forze francesi si stava dirigendo sul Ticino, in procinto di raggiungere Milano, cosa fatta il 2 giugno. Nel frattempo, la divisione di Lannes occupò Pavia, preparandosi ad attraversare il Po a breve.[12][52][53][54][55]

La capitolazione di Massena a Genova, avvenuta il 4 giugno, liberò le forze austriache del generale Ott, precedentemente impegnate nell'assedio del capoluogo ligure. L'armata di Ott, composta da 16000-18000 uomini, si stava muovendo lungo il lato meridionale del Po, cercando una via di uscita dalla manovra di accerchiamento di Bonaparte quando, il 9 giugno, si trovarono faccia a faccia con la divisione di Lannes, che tre giorni prima aveva attraversato il Po a Stradella e si muoveva nella direzione opposta. Il generale francese aveva a sua disposizione solo 8000 uomini ma non esitò a ingaggiare battaglia a Montebelle: i primi scontri iniziarono a Casteggio, dove i repubblicani ottennero i primi successi e iniziarono a respingere gli austriaci. A questo punto, Ott iniziò a inviare rinforzi per abbattere la resistenza nemica ma l'arrivo del generale Victor, con la sua intera divisione, permise ai francesi di mantenere il vantaggio acquisito e terminare lo scontro da vincitori.[56][57][58][59] I francesi continuarono ad avanzare, giungendo di fronte ad Alessandria, dove Melas aveva concentrato le proprie forze. Il 14 giugno, un inaspettato attacco da parte dei soldati austriaci diede inizio alla battaglia di Marengo: le forze francesi, sparpagliate nella pianura circostante, posero una strenua resistenza, attendendo con ansia l'arrivo di rinforzi. Lannes fu uno dei primi ad arrivare in soccorso alla divisione di Victor, andando a rinforzare la destra francese e stabilizzare la linea di difesa francese sul Fontanone. Dopo diverse ore di disperata resistenza, le difese repubblicane iniziarono a cedere e gli austriaci spezzarono la formazione francese. Il fortuito arrivo di Desaix, giunto sul campo di battaglia qualche ora dopo, permise ai resilienti soldati di Napoleone di strappare la vittoria finale dagli imperiali: supportati dalle nuove forze fresche, le divisioni Victor e Lannes, ricompattatesi, avanzarono con impeto, cogliendo impreparati gli austriaci, convinti che i loro nemici si fossero dati alla fuga.[60][61][62][63] Per l'incredibile prova data a Marengo e per il valore dimostrato durante tutta la campagna in Italia, Lannes ricevette una sciabola d'onore.[12][25]

Assieme a Murat e Berthier, Lannes accompagnò Napoleone nel suo trionfale ritorno a Parigi. Si sposò nuovamente, stavolta con la figlia di un senatore, Louise Antoinette Guéhéneuc, nota per la sua bellezza e per i suoi modi eleganti, il 15 settembre 1800. L'anno seguente, il generale, d'animo repubblicano, si trovò in profondo disaccordo con la politica del Concordato e manifestò il suo disappunto al console. Napoleone, avendo troppa stima per Lannes, non lo disgraziò, come fece con Delmas, ma non poteva permettere che si diffondessero opinioni contrarie al suo operato: dopo la nascita e il battesimo del figlio di Lannes, Louis Napoléon, inviò il generale come ministro plenipotenziario a Lisbona. Il carattere di Lannes, schietto, ruvido e talvolta irruente, fece di lui un pessimo diplomatico.[64][65][66][67] In particolare, i suoi problemi riguardavano i rapporti con i britannici, che aveva iniziato a detestare profondamente dopo gli eventi di Acri. Nonostante ciò, soprattutto per merito dei suoi modi grezzi e lontani dai toni pacati della diplomazia, Lannes riuscì a stabilire un trattato di amicizia tra Portogallo e Francia.[53][67][68] Grazie anche alle numerose lettere della moglie, Lannes fu perdonato e poté presto tornare in Francia. Nel frattempo, mentre era ancora a Lisbona ricevette una lettera contenente la sua nomina a Maresciallo dell'Impero.[53][68] Oltre a ciò, fu formalmente nominato Grand'Ufficiale e capo della 9ª coorte della Legion d'onore.[69]
Sotto l'Impero
[modifica | modifica wikitesto]Ulma e Austerlitz
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Tornato in Francia, raggiunse il grosso della Grande Armée nel campo di Boulogne nel febbraio 1805,[47] dove fu messo a capo del 5º Corpo dell'esercito napoleonico[53] per un totale di circa 27000 uomini,[70] che poi sarebbe andato a costituire l'avanguardia nel corso della guerra della Terza Coalizione.[53] Attraversò il Reno a Kehl il 20 settembre e poi si addentrò nel Baden, giungendo a Wertingen assieme alla cavalleria di Murat. Lannes andò quindi a formare la destra dell'esercito mentre le forze austriache erano posizionate tra Ulma e Memmingen. Verso i primi giorni di ottobre, Napoleone diede il via alla manovra avvolgente che avrebbe intrappolato il grosso dell'esercito austriaco a Ulma, aprendo la strada per una rapida avanzata verso Vienna: in meno di 10 giorni di accesi combattimenti, gli austriaci, pressati e sconfitti su ogni lato dai Corpi della Grande Armée, si ritrovarono isolati e accerchiati, senza che alcun esercito alleato fosse abbastanza vicino per soccorrerli.[71][72] Il 17 ottobre gli asburgici si arresero e i francesi si affrettarono a raggiungere la loro capitale.[73] I deboli contingenti austro-russi non poterono fare nulla contro le forze napoleoniche che li sconfissero ripetutamente in vari scontri minori.[74][75] Il 12 novembre, collaborando con Murat, riuscì a catturare un ponte sul Danubio, in procinto di essere distrutto, acclamando un presunto armistizio: gli austriaci si fermarono a parlare con i due marescialli, dando il tempo alle loro truppe di giungere sul posto e disinnescare gli esplosivi.[76][77] Il giorno successivo, l'esercito francese entrò nella capitale austriaca.[47]

Dopo la presa di Vienna e aver sconfitto Bagration a Schöngrabern, Lannes seguì Napoleone e il grosso dell'esercito in Moravia, dove l'imperatore auspicava di ingaggiare gli austro-russi in uno scontro decisivo. L'armata francese si posizionò tra Brno e le alture del Pratzen, nei pressi di Austerlitz.[78] Nei giorni precedenti alla battaglia, Murat e Soult tentarono di far ricredere Napoleone sulla sua decisione di affrontare i russi. I due marescialli, sapendo che Napoleone tendeva ad ascoltare e a fidarsi dei consigli di Lannes, si rivolsero a lui per intercedere presso l'imperatore. Lannes, convinto, parlò con Napoleone ma questi, sorpreso, rispose che non poteva essere di Lannes quest'idea. Tirati in ballo, Murat e Soult rinnegarono le loro idee, schierandosi apertamente a favore del piano originale. Lannes si infuriò e sfidò i due a un duello con le pistole, cosa fortunatamente impedita sul nascere da Napoleone.[79] In seguito, durante la progettazione del piano di battaglia di Austerlitz, Bonaparte decise di mettere Lannes a comando dell'ala sinistra dell'esercito,[80][81] privandolo del tipico ruolo di avanguardia e relegando al corpo di Soult il compito di attaccare per primo il centro nemico: nonostante il comportamento egregio del maresciallo e del suo corpo durante lo scontro, Lannes si infuriò profondamente per i commenti fatti dall'imperatore nel bollettino seguente lo scontro, abbandonando l'esercito per fare ritorno in Francia poco dopo. Una tale condotta, solitamente punibile con la legge marziale, fu perdonata solo per via dello stretto rapporto di amicizia tra Bonaparte e il suo maresciallo.[80]
Jena, Pułtusk e Friedland
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L'anno seguente, dopo l'ultimatum da parte della Prussia alla Francia, Lannes riprese il proprio posto all'interno della Grande Armée, partendo per la campagna in Germania al comando dello stesso corpo di armata guidato in precedenza.[82] Lannes si mise immediatamente in mostra: mentre si trovava nei pressi di Saalfeld il 10 ottobre 1806, individuò un grosso contingente di soldati prussiani, guidati dal principe Luigi Ferdinando di Prussia. Nonostante l'inferiorità numerica, Lannes li attaccò: i prussiani tentarono di opporre una forte resistenza ma furono colpiti sul fianco dalle forze del generale Suchet che rese inutili tutti gli ulteriori tentativi di rovesciare l'esito dello scontro. Lo stesso principe morì negli scontri, ucciso da un sottufficiale degli ussari francesi in un duello di sciabole. L'effetto della battaglia fu enorme: i prussiani capirono che i francesi erano molto più vicini del previsto e lo stesso accadeva per i napoleonici, senza contare l'impatto che ebbe sul morale di entrambi gli schieramenti.[83][84] Inoltre, proseguendo nella stessa direzione qualche giorno dopo, Lannes individuò il corpo del generale Hohenlohe che occupava la pianura a sinistra di Jena con l'intera retroguardia dell'esercito prussiano: Lannes fece informare Napoleone che richiamò l'esercito e ingaggiò battaglia il 14 ottobre.[85] Ancora una volta, la condotta del corpo di Lannes fu esemplare.[53][69][86] L'esercito francese si diresse poi verso Berlino, dove il corpo di Lannes sfilò trionfalmente assieme al resto dell'esercito giunto nella capitale prussiana.[87] In seguito, il corpo di Lannes venne impegnato per occupare la Polonia, nel frattempo sollevatasi contro il dominio prussiano e desiderosa di indipendenza: Lannes si dimostrò piuttosto dubbioso sulla formazione dello Stato polacco, ritenendo che l'eccessiva anarchia che dominava la regione avrebbe reso vani questi sforzi.[88]
La guerra, comunque, non era finita: i russi di Benningsen erano finalmente giunti in Polonia, pronti a supportare quello che restava dell'esercito alleato. Dopo essersi spostati dietro ai fiumi Narew e Wkra, erano in attesa di rinforzi. Napoleone decise di attaccarli per primo, inviando i due corpi di Lannes e Davout in avanti e seguendoli con il resto delle forze disponibili. Il 26 dicembre, nonostante l'inferiorità numerica, dovuta al mancato arrivo dei corpi di Ney e Bernadotte, Lannes affrontò con il grosso dell'esercito russo a Pułtusk: i russi, probabilmente convinti di avere di fronte a sé l'intero esercito francese, si mantennero in posizione difensiva, rispondendo agli attacchi delle divisioni di Lannes e passando all'offensiva solo nel primo pomeriggio. Fu l'arrivo della cavalleria di Davout a salvare i francesi: attaccando il fianco destro russo, attirarono a sé il fuoco dell'artiglieria, permettendo al corpo di Lannes di fare uso della propria e recuperare lo svantaggio acquisito. Il giorno successivo, i russi abbandonarono la posizione.[89] Comunque, il gelido inverno polacco causò diversi problemi di salute a Lannes che, anche ferito durante i combattimenti, dovette formalmente abbandonare il comando nel gennaio 1807, stabilendosi a Varsavia in attesa di miglioramenti mentre il suo corpo d'armata veniva gestito dal generale Savary.[47][74][90] Questo ricovero gli impedì di essere presente ad Eylau, ma il maresciallo guarì in tempo per riprendere il proprio ruolo a maggio.[47][91]

Rimessosi al comando del proprio corpo d'armata, Lannes assistette Oudinot durante l'assedio di Danzica, portato a termine il 20 maggio[47][92] e in seguito partecipò alla battaglia di Heilsberg il 10 giugno:[47][93] Murat aveva tentato di attaccare i russi, fermi in una città fortificata, fallendo miseramente, sino all'arrivo di Napoleone, accompagnato da parte del corpo di Lannes. Gli attacchi della fanteria al centro e della cavalleria sulle ali si dimostrarono inefficaci e l'esito della battaglia rimase incerto.[94] A seguito di un accordo verbale, la battaglia si concluse con un armistizio per recuperare i feriti ma, il giorno seguente, dell'esercito russo non vi era più traccia.[95] Il 13 giugno, Napoleone incaricò Lannes di sorvegliare il fiume Alle nei pressi di Friedland quando il maresciallo fu attaccato da Benningsen: Lannes, essendo isolato, si mise sulla difensiva, cercando di mantenere la posizione più a lungo possibile in attesa dell'arrivo del resto delle forze francesi, occupando la vicina cittadina di Posthenen e respingendo, per quanto possibile, gli attacchi della cavalleria e della fanteria russa che stavano lentamente attraversando il fiume. L'esemplare condotta di Lannes fu vitale per il futuro successo dei napoleonici. Infatti, il giorno seguente, mentre l'esercito russo si trovava con le spalle rivolte sul fiume, il resto dell'esercito francese converse sul luogo, preparandosi alla battaglia: gli uomini di Lannes andarono a formare il centro dello schieramento assieme al corpo di Mortier. I russi, schiacciati dai francesi, subirono una tremenda sconfitta e ben presto avviarono le trattative per la pace.[93][96]
La riconoscenza di Napoleone verso Lannes fu espressa più che chiaramente: Lannes fu investito del titolo di "Principe di Sievers" il 30 giugno 1807, ma il maresciallo si rifiutò di utilizzare tale titolo in alcun documento ufficiale, esclusi quelli del principato stesso.[97] Pochi mesi dopo, nel 1808 l'imperatore garantì a Lannes e alla sua discendenza il titolo di "Duca di Montebello", in onore della vittoria conseguita durante la seconda campagna d'Italia. Tutto ciò fu accompagnato da ampie dotazioni, per un totale ben superiore ai 300000 franchi, provenienti dal Ducato di Varsavia, appena formatosi, dal Regno di Vestfalia e dall'Hannover.[47]
Il ritorno in Spagna
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Dopo un lungo periodo di riposo, dal luglio 1807 fino a ottobre 1808, trascorso con la famiglia in Francia, Lannes fu nuovamente richiamato da Napoleone.[98] L'invasione della Spagna non stava procedendo come programmato e numerose sconfitte, specialmente quelle di Bailén e di Vimeiro, stavano minando la reputazione delle armate francesi e la stabilità dell'occupazione della penisola iberica. Mal sopportando le numerose difficoltà dei suoi generali e dei suoi marescialli, l'imperatore aveva deciso di scendere personalmente in campo al comando dell'esercito e di occuparsi delle operazioni militari sul suolo spagnolo.[99][100] Ovviamente Lannes accompagnò l'imperatore nella sua impresa,[47] sebbene non condividesse la scelta di entrare in guerra con gli spagnoli.[101] Arrivarono a Vitoria l'8 ottobre e poco tempo dopo si unirono con le forze francesi a Burgos. Il progetto di Napoleone era di sconfiggere l'esercito del generale Castaños, il vincitore di Bailén, e di prendere il possesso della valle dell'Ebro. Servendosi dei corpi di Ney e di Moncey, formò una corposa armata: Lannes fu posto al comando dell'avanguardia e, quando trovò gli spagnoli a Tudela, fu anche incaricato di posizionare l'artiglieria. Lo scontro, avvenuto il successivo 23 novembre, fu una netta vittoria francese, sebbene parte delle forze nemiche riuscirono a fuggire a causa dell'errato posizionamento di Ney.[102][103][104]

Dopo aver seguito l'imperatore nella sua discesa verso Madrid, culminata con la conquista della capitale, Lannes lo accompagnò anche nella sua avanzata verso il corpo di britannici del generale Moore in Galizia. Giunsero a Tordesillas il 28 dicembre, e il 31 ad Astorga. Poco dopo, giunsero loro notizie dei preparativi che l'Impero austriaco stava effettuando in previsione di una nuova guerra, costringendo Napoleone a tornare in Francia. Nel frattempo, nelle prime due settimane di gennaio Lannes si mise in marcia per raggiungere Saragozza.[105] La città era già stata posta d'assedio dai francesi sei mesi prima e non era capitolata.[106] Il nuovo tentativo era iniziato il 20 dicembre ma non sembrava che ci fossero notevoli sviluppi. L'arrivo di Lannes fu quasi provvidenziale: guidò l'assedio in modo energico, restaurando la disciplina che andava perdendosi dopo già qualche settimana. Il comando passò a lui formalmente il 22 gennaio e in meno di un mese, precisamente il 20 febbraio, la città, reputata simbolo di vigore e resistenza all'invasione francese, dovette capitolare.[103][107] Dopo svariati mesi nella penisola iberica, il 26 marzo, finalmente, Lannes ottenne il permesso per tornare in patria. Tuttavia, la gioia di Lannes per il ritorno nel suo paese natale fu di brevissima durata: il 9 aprile le forze dell'arciduca Carlo attaccarono i francesi, dando inizio a una nuova guerra tra le due potenze.[108]
La nuova guerra con l'Austria e la morte prematura
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Napoleone partì da Parigi il 13 aprile e ordinò a Lannes di raggiungerlo quanto prima possibile. Il 16 aprile l'imperatore era giunto in Germania, il suo maresciallo giunse due giorni dopo e fu affidato lui il 2º corpo della Grande Armée,[110] composto dalle divisioni Morand e Gudin e dai corazzieri Nansouty e Saint-Sulpice.[47] Il 20 aprile, Napoleone aveva già preparato l'intero piano per respingere l'esercito austriaco e aveva messo in moto le varie componenti del proprio esercito: Lannes, supportato dalla divisione Vandamme, avrebbe formato l'avanguardia e avrebbe dovuto occupare Rohr, tagliando le comunicazioni tra l'arciduca Carlo e l'arciduca Luigi.[111] Di conseguenza, Lannes attaccò il centro austriaco ad Abensberg, aprendosi la strada verso Bachl e Rohr, come programmato. Dopo aver separato un'ala dal resto dell'esercito austriaco, Lannes proseguì nella propria avanzata attaccando e conquistando la città di Landshut il giorno seguente. Con immensa rapidità, le forze di Lannes poi si diressero verso Eckmühl, dove in concerto con il resto dell'esercito francese, in particolare il corpo di Davout, inflissero una pesante sconfitta agli austriaci, costretti ad abbandonare sul campo migliaia tra morti e feriti per evitare l'accerchiamento e tentare una fuga verso nord.[112] Direttosi verso Ratisbona per inseguire gli austriaci, diresse l'assalto alla città, rapidamente caduta in mano francese. Qui si rese protagonista di un curioso episodio: dopo aver colpito le mura a cannonate, chiese a un gruppo di granatieri di prendere le scale e salire sulla cima delle mura ma nessuno dei suoi uomini si fece volontario per arrampicarsi per primo. In un classico esempio dei suoi modi di fare burberi e molto diretti, Lannes si fece avanti, salì sulla scala per primo e ammonì i suoi uomini dicendo:[113]

Con l'esercito austriaco in piena rotta, i francesi si diedero all'inseguimento: nel giro di qualche giorno la situazione dei francesi si era del tutto capovolta. Napoleone riconobbe ampi meriti ai suoi generali, elogiando in particolare Lannes, Davout e Massena.[114] La resistenza degli austriaci durante la loro ritirata verso est fu pressoché inutile e molle: l'11 maggio i francesi erano giunti alle porte di Vienna e il giorno successivo, dopo un breve bombardamento, entrarono in città. Le forze dell'arciduca Carlo, che aveva raggruppato e ricompattato il proprio esercito, si erano radunate sulla sponda settentrionale del Danubio, pronte ad accogliere i francesi nel caso avessero tentato di superare il fiume. Mentre i genieri francesi costruivano dei ponti per attraversare il Danubio, il corpo di Lannes si acquartierò a Vienna.[115] Il giorno scelto da Napoleone per tentare di attraversare il fiume che li separava dall'esercito asburgico fu il 21 maggio: nei due giorni precedenti, un piccolo contingente fu inviato a prendere il possesso dell'isola di Lobau e il 20 maggio una grossa parte dell'esercito francese si riversò sull'isola, pronti a marciare nella pianura di fronte a loro e attaccare il nemico.[116] Quello che doveva essere uno scontro trionfale per i francesi si trasformò rapidamente in una dura battaglia per la salvezza: l'esercito austriaco attaccò frontalmente le forze francesi nei pressi dei villaggi di Aspern ed Essling, impedendo loro di accedere alla più ampia pianura alle loro spalle. La rottura dei ponti tra Vienna e l'isola di Lobau impedirono loro la ritirata: i francesi dovettero far uso di tutte le loro risorse per impedire al nemico di schiacciarli ulteriormente contro il fiume prima che la loro unica via di fuga fosse riaperta. Massena tenne per l'intera giornata il villaggio di Aspern sulla sinistra dopo una furiosa lotta contro gli asburgici, Lannes fece lo stesso a Essling sulla destra mentre gli altri reparti francesi colmavano lo spazio tra i due marescialli. I tentativi di respingere gli austriaci che opposero una costante pressione e non permisero ai francesi di avanzare, furono vani.[117] Durante uno degli ultimi attacchi dell'arciduca Carlo, Lannes era sceso da cavallo e si era seduto su una roccia in attesa di ricevere ulteriori istruzioni quando una palla di cannone centrò il suo ginocchio destro, frantumandolo all'istante. Le condizioni di Lannes parvero subito critiche e fu portato d'emergenza all'ospedale da campo più vicino per essere operato.[118][119][N 4]
Operato nella notte, gli venne amputata la gamba destra, ma le sue condizioni rimasero disperate. Napoleone, ricevuta la notizia dell'accaduto, fu particolarmente scosso. Accorse immediatamente dopo l'operazione, intrattenendo con un breve dialogo il suo maresciallo. Con le lacrime che correvano sul viso, Napoleone, in evidente stato di negazione, ripeteva a Lannes che egli sarebbe sopravvissuto. Purtroppo, nei giorni successivi si sviluppò la gangrena e nulla poté essere fatto per salvargli la vita. Passò dopo diversi giorni tra atroci sofferenze ed espressioni deliranti dovute al dolore. Napoleone non mancò mai di visitarlo e Lannes, alla sola vista del suo imperatore, sembrava recuperare immediatamente la sua lucidità.[120] Le sue ultime parole furono rivolte al suo aiutante di campo, il generale Marbot: parlò lui dei suoi figli e di sua moglie.[109] Lannes morì il 31 maggio 1809 alle sei del mattino. Solo pochi minuti prima aveva chiesto di porgere gli ultimi saluti all'imperatore, giunto al suo capezzale alle sei e un quarto.[109]
Fu il primo dei marescialli dell'Impero a morire e l'imperatore volle ricordalo in maniera solenne. Nel 1810 il corpo di Lannes fu portato a Strasburgo e alle sei del mattino del 22 maggio, a un anno dalla battaglia di Aspern-Essling ebbe inizio la sua cerimonia, cominciata con tredici colpi di cannone: la salma del maresciallo fu nei giorni successivi trasportata dalla città sul Reno sino a Parigi, dove giunse il 6 luglio, a un anno dalla vittoria francese di Wagram. Accolta nuovamente da tredici colpi di cannone, la salma venne temporaneamente inumata nell'Hôtel des Invalides.[121][122] Il corpo di Lannes venne in seguito tumulato nel Pantheon di Parigi.[47][122]
Il rapporto con Napoleone
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Lannes fu considerato da Napoleone, dopo la scomparsa di Desaix e alla pari di Duroc, il suo più caro amico.[123] Lannes non filtrava il proprio linguaggio con Napoleone, se non in alcune occasioni ufficiali, e non faceva mistero dei suoi pensieri, parlando liberamente con l'imperatore.[2] Quando erano impegnati in campagna, i due si canzonavano a vicenda, spesso anche di fronte a altri ufficiali: ad esempio a Eckmühl, mentre Lannes stava dormendo, Napoleone lo svegliò a calci, mentre Lannes disse, in un'altra occasione, che "doveva essere compatito perché aveva una così infelice passione per quella puttana", riferendosi ovviamente a Napoleone.[123] La sua perdita improvvisa rappresentò un colpo durissimo per Napoleone, che non riuscì mai più a colmare il vuoto affettivo lasciato dal maresciallo.[45] Rivolgendosi alla vedova di Lannes, Napoleone le inviò questa lettera:
Come generale, invece, ne apprezzò sempre il coraggio e ne riconobbe il profondo talento: fu evidente agli occhi di Bonaparte che Lannes, pur non avendo avuto un'educazione formale (lo definì un "ignorantaccio" nelle sue memorie), grazie alla sua incredibile esperienza aveva naturalmente sviluppato una vasta e invidiabile comprensione della tattica e delle manovre che lo avevano reso un comandante formidabile.[125] Lannes passò oltre dieci anni a fungere da braccio destro di Napoleone, seguendolo fedelmente in ogni campagna e dimostrandosi puntualmente degno della sua fiducia.[45] Anche durante i suoi giorni a Sant'Elena, Napoleone ricordò e parlò di Lannes sempre in modo largamente positivo.[125]
Discendenza
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Lannes si sposò due volte. La prima volta si sposò a Perpignano il 19 marzo 1795 con Paulette Méric, dalla quale divorziò nel 1800 a causa delle sue avventure extraconiugali.[43] Durante la relazione, la coppia ebbe un figlio, Jean-Claude Lannes de Montebello (1799 – 1817): nato mentre Lannes era occupato nella Campagna d'Egitto, la reale paternità da parte del futuro maresciallo rimase sempre molto dubbia. Jean-Claude non ebbe alcuna discendenza.[126]
Lannes si sposò per la seconda volta a Dornes con Louise Antoinette, contessa di Guéhéneuc.[64] Da lei, invece, ebbe 4 figli e una figlia:
- Louis Napoléon (1801 – 1874);
- Alfred-Jean (1802 – 1861);
- Jean-Ernest (1803 – 1882):
- Gustave-Olivier (1804 – 1875);
- Josephine-Louise (1806 – 1889).[126]
Il figlio maggiore, Louis Napolèon, ereditò i titoli del padre e divenne un politico, in particolare Senatore del Secondo Impero Francese, mentre il figlio Gustav-Olivier intraprese con buoni risultati la carriera militare.[127]
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Onorificenze estere
[modifica | modifica wikitesto]Araldica
[modifica | modifica wikitesto]| Stemma | Descrizione | Blasonatura | |
| Jean Lannes Duca di Montebello |
Al capo di duca dell'impero francese, di verde alla spada sguainata e alzata d'oro. Ornamenti esteriori da duca maresciallo dell'impero francese, cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'onore. | ||
Nella cultura di massa
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- Il poeta francese Jacques Jasmin dedicò a lui un componimento, la Ode au Maréchal Lannes.
- Il nome LANNES è inciso sotto l'Arco di Trionfo di Parigi. Inoltre, nel 16º arrondissement si trova il boulevard Lannes, a lui dedicato.
- Nel suo paese natale, Lectoure, ci sono numerosi riferimenti alla sua figura, tra cui una sua statua e una scuola superiore a lui intitolata.
- Una seconda statua di Lannes si trova a Parigi sulla facciata del Palazzo del Louvre, sul lato di Rue de Rivoli, nell'ala Rohan, accanto ai suoi ex compagni Kléber, Desaix e Massena. Fu realizzata da Vital Gabriel Dubray nel 1857.[128]
- Una terza statua di Lannes è presente nel giardino del liceo militare Saint-Cyr, a Saint-Cyr-l'École.[129]
- Una sua quarta statua è presente nella corte di Versailles.[130]
- Un suo busto è esposto nel Senato francese.[131]
Note
[modifica | modifica wikitesto]Note esplicative
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Thoumas si discosta dalla precedente versione dei fatti, sostenendo che Napoleone, per non privarsi di alcuni degli ufficiali di maggiore talento come Lannes e Rampon, li abbia mantenuti all'interno dell'armata di propria iniziativa. Cfr. Thoumas, p. 16.
- ↑ Molte fonti, così come Napoleone stesso ricordava, affermano che il comandante dell'Armata d'Italia avesse promosso Lannes a colonnello proprio in occasione dello scontro di Dego, sul campo di battaglia. Questo, tuttavia, sembra essere errato, siccome Lannes aveva già ottenuto il grado nel 1795. Ad esempio, cfr. Thoumas, p. 13, e Lievyns, p. 383.
- ↑ Non tutti i testi concordano sulla data della morte di Bon, in alcuni casi posta al 19 maggio 1799, ad esempio cfr. George Six, Dictionnaire biographique des généraux et amiraux français de la Révolution et de l'Empire : 1792-1814, vol. 1, p. 116. È tuttavia certo che fu ferito in maniera molto grave il 10 maggio e che la promozione di Lannes è strettamente correlata a ciò. Cfr. Thoumas, pp. 51-52, e Six, p. 53.
- ↑ Non è chiaro dai vari resoconti se entrambe le gambe fossero colpite dal colpo di cannone. In vari testi (ad esempio cfr. Six, p. 54, e Lievyns, p. 386) viene riportato che Lannes avesse le gambe incrociate al momento dell'impatto e che, conseguentemente, riportò gravi danni a entrambi gli arti. In molti altri (ad esempio cfr. Thoumas, pp. 320-321, e Coppi III, p. 455), viene citata solo la gamba destra.
Note bibliografiche
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Emmanuel de Las Cases, Esprit du memorial de Sainte-Helene, vol. 1, Bruxelles, 1823, p. 186.
- 1 2 Griswold, pp. 333-334.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 Six, p. 53.
- 1 2 Chisholm, p. 182.
- 1 2 Griswold, p. 302.
- ↑ Thoumas, pp. 2-3.
- 1 2 Mullié, p. 167.
- 1 2 3 4 Lievyns, p. 383.
- ↑ Rabbe, p. 140.
- 1 2 3 4 Arnault, p. 1.
- ↑ Thoumas, p. 4.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Rabbe, p. 141.
- ↑ Thoumas, p. 7.
- 1 2 Thoumas, pp. 7-9.
- ↑ Thoumas, pp. 9-10.
- ↑ Thoumas, pp. 12-13.
- ↑ Thoumas, pp. 13-14.
- ↑ Thoumas, pp. 14-15.
- ↑ Thoumas, pp. 16-17.
- ↑ Thoumas, pp. 17-18.
- ↑ Botta, p. 102.
- ↑ Thoumas, pp. 20-21.
- 1 2 Thoumas, pp. 22-23.
- ↑ Thoumas, pp. 24-25.
- 1 2 3 4 5 Arnault, p. 2.
- 1 2 Thoumas, pp. 25-28.
- ↑ Botta, p. 172.
- ↑ Botta, pp. 185-186.
- ↑ Coppi II, p. 121.
- ↑ Thoumas, pp. 30-32.
- 1 2 Griswold, p. 303.
- ↑ Thoumas, pp. 32-33.
- 1 2 3 4 Lievyns, p. 384.
- ↑ Thoumas, p. 35.
- ↑ Coppi II, p. 151.
- ↑ Thoumas, pp. 36-42.
- ↑ Thoumas, pp. 42-46.
- ↑ Thoumas, pp. 48-55.
- ↑ Thoumas, pp. 55-58.
- ↑ Thoumas, pp. 58-59.
- 1 2 Thoumas, pp. 60-61.
- ↑ Rabbe, pp. 329, 682.
- 1 2 Thoumas, pp. 62-63.
- ↑ Thoumas, pp. 65-66.
- 1 2 3 Chisholm, p. 183.
- ↑ Thoumas, pp. 66-68.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 Six, p. 54.
- ↑ Botta, pp. 422-423.
- ↑ Thoumas, pp. 68-70.
- ↑ Botta, pp. 423-424.
- ↑ Coppi II, pp. 394-396.
- ↑ Griswold, pp. 306-308.
- 1 2 3 4 5 6 Lievyns, p. 385.
- ↑ Botta, pp. 424-425.
- ↑ Coppi II, pp. 396-397.
- ↑ Griswold, pp. 309-310.
- ↑ Thoumas, pp. 72-75.
- ↑ Botta, p. 425.
- ↑ Coppi II, pp. 398-399.
- ↑ Griswold, pp. 313-317.
- ↑ Thoumas, pp. 76-79.
- ↑ Botta, pp. 426-428.
- ↑ Coppi II, pp. 400-405.
- 1 2 Arnault, pp. 2-3.
- ↑ Maurice Borel, La Mission Diplomatique Du Général Lannes En Portugal (1801-1804): I, in Revue des Deux Mondes (1829-1971), vol. 4, n. 2, 1911, pp. 342–375. URL consultato il 9 ottobre 2025.
- ↑ Thoumas, pp. 83-89.
- 1 2 INS Scholarship 1998: General Jean Lannes's Mission to Lisbon 1802-1804, su www.napoleon-series.org. URL consultato il 2 febbraio 2026.
- 1 2 Thoumas, pp. 90-99.
- 1 2 Arnault, p. 3.
- ↑ Thoumas, p. 106.
- ↑ Thoumas, pp. 106-120.
- ↑ Coppi III, pp. 221-222.
- ↑ Bodart, p. 362.
- 1 2 Rabbe, p. 142.
- ↑ Bodart, pp. 365-368.
- ↑ David G. Chandler, Dictionary of the Napoleonic Wars, Londra, Arms and Armour Press, 1979, p. 201, ISBN 978-0-85368-353-7.
- ↑ Thoumas, pp. 122-125.
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- ↑ Coppi III, p. 227.
- ↑ Thoumas, pp. 145-147.
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- 1 2 Andrew Roberts, Napoleone il Grande, traduzione di Luisa Agnese Dalla Fontana e Aldo Piccato, Utet Libri, 2023 [2014], p. 606.
- ↑ Thoumas, pp. 330-331,
- 1 2 Griswold, pp. 335-336.
- 1 2 Wives and Children of the Marshals, su www.napoleon-series.org. URL consultato il 5 ottobre 2025.
- ↑ Thoumas, p. 339.
- ↑ Thoumas, p. 344.
- ↑ (FR) Le Maréchal Lannes | Ministère des Armées, su www.defense.gouv.fr, 7 maggio 2022. URL consultato il 19 ottobre 2025.
- ↑ Statue of Marshal Lannes in Versailles. - Photo12-Fondation Napoléon, su www.photo12.com. URL consultato il 19 ottobre 2025.
- ↑ (EN) European Heritage Days 2024 (PDF), su senat.fr. URL consultato il 19/10/2025.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (FR) Antoine Vincent Arnault, Antoine Jay e Étienne de Jouy, Biographie nouvelle des contemporains, Librairie historique, 1824.
- (DE) Gaston Bodart, Militär-historisches Kriegs-Lexikon (1618-1905), Vienna e Lipsia, C. W. Stern, 1908.
- Carlo Botta, Storia d'Italia dal 1789 al 1814, Parigi, 1824, ISBN 9-788-82810116-1.
- Antonio Coppi, Annali d'Italia dal 1750, vol. 2, Stamperia de Romanis, 1824.
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- (EN) Hugh Chisholm, Encyclopædia Britannica, vol. 16, 1911.
- (EN) Rufus Wilmot Griswold, Napoleon and the Marshals of the Empire, Lippincott, Grambo, & Company, 1855.
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- (FR) Charles Mullié, Biographie des célébrités militaires des armées de terre et de mer: de 1789 à 1850, vol. 2, Poignavant, 1851.
- (FR) Alphonse Rabbe, Biographie universelle et portative des contemporains, vol. 3, L'Editeur, 1836.
- (FR) George Six, Dictionnaire biographique des généraux et amiraux français de la Révolution et de l'Empire : 1792-1814, vol. 2, Parigi, Librairie historique et nobiliaire, 1934.
- (FR) Charles Antoine Thoumas, Le maréchal Lannes, Parigi, Calmann Lévy, 1891.
Voci correlate
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Jean Lannes
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Alberto Baldini, LANNES, Jean, duca di Montebello, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1933.
- Montebello, Jean Lannes duca di, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
- (EN) Jean Lannes, duc de Montebello, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (FR) A. Chateauneuf, Vie du maréchal Lannes, Parigi, L'Editeur, 1813.
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