Jacula

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Jacula
fumetto
Titolo orig.Jacula
Lingua orig.lingua italiana
PaeseItalia
AutoreGiorgio Cavedon, Renzo Barbieri
EditoreErreGI/Ediperiodici
Albi327 (completa)
Genereerotico, horror

Jacula è un personaggio immaginario dei fumetti italiani ideato da Renzo Barbieri e Giorgio Cavedon, protagonista di una omonima testata di genere erotico/horror pubblicata dalla ErreGI e poi dalla Ediperiodici dal 1969 al 1982.[1][2] Il personaggio nasce sull'onda del successo dei fumetti neri degli anni 60 caratterizzati da elementi trasgressivi e violenti ai quali viene aggiunta una componente erotica.[3][4][1]

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio esordisce su un'altra testata dell'editore, Isabella,[5] mentre la serie omonima esordisce in edicola nel marzo 1969 in formato tascabile tipico del genere dei fumetti neri fino al n° 30 per poi passare al formato gigante (cm 16,8 x 24) e per poi tornare tascabile con il n° 43. I disegni sono dello Studio Rosi sino al n° 117 e poi dello Studio Giolitti sino alla conclusione delle serie nel 1982 con il n°327.[2] Le copertine sono principalmente di Leandro Biffi e di Ferdinando Tacconi[2][3]. A causa della grave crisi del fumetto popolare agli inizi degli anni 80 e all'affermazione del mercato dei video porno la serie chiude dopo 327 volumi[3]. Oltre a questa serie, esistono due volumi fuori serie: Il colore della morte, albo interamente a colori e supplemento al nº 100, e Seme di vampiro, supplemento in formato gigante al n° 188 del luglio 1976[2]. Dal 1973 al 1984 la serie viene ristampata dalla Ediperiodici in 129 albi nella serie Jacula Collezione con due episodi per volume con copertine inedite[6].

Graficamente il personaggio subisce una evoluzione che lo porta a assumere le fattezze ispirate a quelle della cantante Patty Pravo[3].

Biografia del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Jacula è una vampira che vive avventure dell'orrore ambientate a cavallo tra Ottocento e Novecento rivisitando tutti i luoghi classici dell’immaginario dell’occulto e del mistero con streghe, antiche maledizioni, ritorni dall'oltretomba e castelli infestati dagli spettri. Come vampira differisce dal modello tradizionale in quanto grazie a una pozione del dottor Carlo Verdier, un vampiro che sarà suo compagno, è immune ai raggi del sole ma non all'aglio e ai crocifissi. Nelle sue avventure incontra personaggi iconici del genere horror come Frankenstein, l’uomo lupo, Jack lo squartatore, lo zombie, la mummia o il mostro della laguna nera vivendo vicende in cui puntualmente si sovrappone una tematica erotica più o meno bizzarra. La sua lunga saga può essere divisa in tre periodi: uno, eminentemente gotico, collocabile nei primi cento numeri della serie; un altro più eversivo e iconoclasta, negli albi compresi tra il 120 e il 250 e i restanti 77 numeri nei quali si torna gradualmente a forme più canoniche meno dissacratorie con episodi auto-conclusivi nei quali i toni contro la famiglia, la chiesa e le istituzioni borghesi si attenuano e con tematiche che si avvicinano alla commedia all'italiana[3].

Impatto culturale[modifica | modifica wikitesto]

Jacula, uscito in edicola nel 1969, aveva come protagonista una donna forte ed emancipata oltre che molto affascinante che diviene portabandiera di valori rivoluzionari per il periodo e che quindi entusiasmarono non solo i lettori italiani ma anche stranieri venendo pubblicata in Francia e in altri Paesi che venivano attratti dalle imprese erotico/horror/gotiche della vampira senza freni e inibizioni. Il successo fu strepitoso e centinaia di lettere inviate alla redazione decretarono un successo senza precedenti e un processo di identificazione sia da parte di uomini che di donne che s identificavano con l'eroina disinibita e combattiva e in tal modo Jacula fu un personaggio femminista per il modo nel quale gestiva senza inibizioni la propria sessualità.[3]

La copertina dell'album "Tardo Pede In Magiam Versus" del gruppo rock degli Jacula è stata realizzata da "Mr. Travers" che collaborava con il fumetto Jacula[7].

La serie è seguita anche da un pubblico femminile abbastanza insolito per il tipo di pubblicazioni[3].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

La pubblicazione godette di un buon successo editoriale per tutti gli anni settanta, per poi perdere progressivamente interesse e lettori agli inizi degli anni ottanta, fino alla soppressione definitiva della testata, causata da una certa perdita di freschezza delle storie, da una ripetività dei temi e delle situazioni descritte e non ultimo per l'apparizione ed l'affermazione commerciale di nuove pubblicazioni che riproponevano le stesse atmosfere erotiche e soprannaturali di Jacula.

Altre serie erotiche a fumetti prodotte in Italia negli stessi anni ed incentrate su vampire e affini comprendono Zora la vampira, Lucifera e Sukia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Giorgio Cavedon, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 1° agosto 2017.
  2. ^ a b c d Jacula, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 29 novembre 2016.
  3. ^ a b c d e f g Jacula la vampira non succhia più [collegamento interrotto], in GIORNALE POP, 16 settembre 2016. URL consultato il 29 novembre 2016.
  4. ^ Giorgio Cambiotti, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 29 novembre 2016.
  5. ^ Giorgio Cavedon, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 29 novembre 2016.
  6. ^ Jacula Collezione, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 29 novembre 2016.
  7. ^ jacula, su www.musicafollia.com. URL consultato il 21 ottobre 2016.

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