Iullo Antonio

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Iullo Antonio (latino: Iullus Antonius; 45 a.C.2 a.C.) è stato un politico romano, legato alla dinastia giulio-claudia, che regnò sull'Impero romano.

Iullo nacque da Marco Antonio e Fulvia. Dopo la morte della madre a Sicione venne allevato da Ottavia minore, sorella di Augusto e moglie di Marco Antonio.

A Roma seguì le lezioni del grammaticus Crassicio Pansa, nome che lo stesso maestro aveva latinizzato dal greco Pasicle. Crassicio era diventato famoso per un commento alla Zmyrna di Elvio Cinna, un’operetta dotta di gusto e spirito alessandrino. Alla scuola di Crassicio Iullo Antonio s’innamorerà particolarmente della produzione greca: egli stesso vorrà comporre un poema epico in 12 libri sulla leggenda di Diomede, Diomedea, e quando potrà esprimere un desiderio ad Orazio, l’esorterà a comporre qualcosa all’uso di Pindaro (Orazio,Carmina IV, 2).

Ottaviano decise di permettergli l'accesso alla carriera politica. Nel 21 a.C. sposò Claudia Marcella maggiore, figlia di Gaio Claudio Marcello minore e di Ottavia minore, che aveva appena divorziato da Marco Vipsanio Agrippa. Marcella e Iullo Antonio ebbero due figli: Iullo e Lucio.

Nel 13 a.C. Iullo Antonio ricoprì la pretura, nel 10 a.C. il consolato e fra il 7 a.C. ed il 6 a.C. fu proconsole d'Asia.

Accusato di essere amante di Giulia maggiore (figlia di Augusto) e di avere ordito un complotto contro Augusto, fu condannato a morte. Per sfuggire all'infamante condanna si suicidò nel 2 a.C.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie
Letteratura storiografica