L'Italia Letteraria

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L'Italia Letteraria
La Fiera Letteraria
StatoItalia Italia
PeriodicitàSettimanale, poi mensile
GenereRivista letteraria
Formatolenzuolo
Fondazione7 aprile 1929
Chiusura6 dicembre 1936
SedeRoma
DirettoreGiovanni Battista Angioletti e altri
 

L'Italia Letteraria. La Fiera Letteraria è stata una rivista con sede a Roma pubblicata in Italia tra il 1929 e il 1936. L'espressione Italia letteraria, nata nell'Ottocento, è entrata nell'uso per indicare il contributo della letteratura italiana alla costruzione dell'identità nazionale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima del 1929[modifica | modifica wikitesto]

"L'Italia letteraria" continuava "La Fiera Letteraria", rivista fondata a Milano il 13 dicembre 1925 con la direzione di Umberto Fracchia. "Italia letteraria" non era tuttavia un nome nuovo nel panorama delle riviste italiane. Già nel 1862 Angelo De Gubernatis aveva fondato una rivista con questo nome, subito confluita in "Le Veglie Letterarie". In seguito, nel 1897 a Milano nacque, nello stabilimento tipografico di Carlo Aliprandi, sotto la direzione di Gustavo Chiesi, un settimanale con lo stesso nome, durato solo un anno. Nel 1899 a Bologna preso la Tipografia militare veniva riproposto lo stesso titolo, che raggiungeva 18 numeri nel giro di un anno, ma non durava oltre. Tra il 1923 e il 1925 l'editore Vallecchi di Firenze pubblicava a sua volta una rivista con lo stesso titolo.

Tra le due guerre[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1928 la rivista milanese "La Fiera Letteraria" fu trasferita a Roma. Ne assunsero la direzione Giovanni Battista Angioletti e Curzio Malaparte. L'anno seguente avvenne il cambio di nome in "Italia Letteraria". Come la "Fiera" si ispirava, nel nome e nei metodi, alla "Frusta letteraria", la rivista fondata da Giuseppe Baretti nel 1763, così "L'Italia letteraria" s'ispirò al "Giornale de' Letterati", la rivista fondata a Roma da Francesco Nazzari nel 1668, che fu uno dei primi periodici italiani. Il programma del periodico era quello della rivendicazione del primato letterario dell'Italia sulle altre nazioni.

L'"Italia Letteraria" fu diretta, tra gli altri, da Corrado Pavolini e Massimo Bontempelli. Tra i suoi collaboratori vi furono i poeti Libero De Libero, Sandro Penna e Giuseppe Ungaretti, e gli scrittori Corrado Alvaro, Arnaldo Bocelli, Tommaso Landolfi e Alfredo Panzini. Ospitò disegni e caricature di Gino Bonichi, detto "Scipione".

La rivista sospese le pubblicazioni nel 1936. Nel dicembre dello stesso anno Curzio Malaparte fondò il "Meridiano di Roma" (sottotitolo L'Italia letteraria, artistica, scientifica), che continuò le uscite settimanale fino all'ottobre 1943. Fecero parte della redazione: Cornelio Di Marzio, Giulio De Benedetti, Nello Quilici, Pietro Maria Bardi, Anton Giulio Bragaglia, Alberto Consiglio[1].

Nel dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1952 la formula dell'Italia Letteraria venne ripresa a Bergamo con la rivista "La nuova Italia Letteraria", che durò fino al 1962 con il n. 2 del X anno. Tra i collaboratori ebbe Fausto Pirandello, che partecipò al dibattito sull'astrattismo.

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Antonio Gramsci

La rivista ebbe una netta stroncatura da parte di Antonio Gramsci, che nelle note dei Quaderni del carcere ebbe a scrivere:

« «La Fiera letteraria» divenuta poi «L'Italia letteraria» è stata sempre, ma sta diventando sempre più un sacco di patate. Ha due direttori, ma è come se non ne avesse nessuno e un segretario esaminasse la posta in arrivo, tirando a sorte gli articoli da pubblicare. Il curioso è che i due direttori, Malaparte e Angioletti, non scrivono nel loro giornale ma preferiscono altre vetrine..." »

(Letteratura e vita nazionale)

Direttori[modifica | modifica wikitesto]

Maria Bardi, condirettore

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ DI MARZIO, Cornelio (Dizionario Biografico degli Italiani), su treccani.it. URL consultato il 4 gennaio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Dionisotti, Geografia e storia della letteratura italiana, Torino: Einaudi, 1966.
  • Mario Isnenghi, L'Italia del fascio, Firenze: Giunti, 1996.
  • Alberto Asor Rosa, Genus italicum, Torino: Einaudi, 1997.
  • Ezio Raimondi, Letteratura e identità nazionale, Milano: Bruno Mondadori, 1998.
  • Ernesto Galli della Loggia, L'identità italiana, Bologna: il Mulino, 1998.
  • Alberto M. Banti, La nazione del Risorgimento: parentela, santità e onore alle origini dell'Italia unita, Torino: Einaudi, 2000.
  • Matteo Di Gesù, Dispatrie lettere. Di Blasi, Leopardi, Collodi: letterature e identità nazionali, Roma: Aracne, 2005.
  • Stefano Jossa, L'Italia letteraria, Bologna: il Mulino, 2006.
  • Alberto Asor Rosa, Storia europea della letteratura italiana, Torino: Einaudi, 2009.
  • Letteratura identità nazione, a cura di Matteo Di Gesù, Palermo: duepunti, 2009.
  • Giulio Ferroni, Prima lezione di letteratura italiana, Bari: Laterza, 2009.
  • Enrico Malato, Quale Italia. Prospettive e retrospettive, Roma: Salerno Editrice, 2009.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]