Istituto statale d'arte Filippo Palizzi

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La facciata d'ingresso del museo all'interno dell'istituto[1]. In passato fu un convento poi entrato nelle proprietà della marina militare del Regno delle Due Sicilie, fino alla trasformazione didattico-artistica italiana.

L'istituto statale d'arte Filippo Palizzi[2] (poi liceo artistico statale Filippo Palizzi ed oggi liceo artistico Boccioni-Palizzi) è attivo a Napoli, presso il Museo artistico industriale,[2][3] nell'ex collegio della Marina Borbonica già convento di Santa Maria della Solitaria.[4]

Storia[2][4][modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Museo artistico industriale Filippo Palizzi.

Alla fine del XIX secolo, il principe Gaetano Filangieri iunior e Demetrio Salazar, costituirono a Napoli un museo industriale[5][6], grazie anche alla collaborazione di Domenico Morelli, Giovanni Tesorone[7] e Filippo Palizzi (a cui sono dedicati il museo e l'istituto)[8] con lo specifico scopo di attuare sezioni per la formazione tecnica e le arti applicate da diffondere nell'Italia meridionale.[4]

Le scuole officine istituite nel 1882, diventarono l'istituto d'arte odierno nel dopoguerra.[4]

Liceo artistico statale Boccioni-Palizzi[modifica | modifica wikitesto]

A seguito della legge 133/2008, che ha cambiato la funzione degli istituti professionali, il “Palizzi” è diventato un liceo artistico nell'anno scolastico 2010-2011.[9]

Dall'anno scolastico 2012-2013 il liceo artistico Filippo Palizzi è confluito assieme al liceo artistico Umberto Boccioni, di più recente fondazione (1970), sotto un unico ente locale d'istruzione che ha comunque permesso alle due scuole di mantenere le medesime sedi, le prerogative, i titoli e gli stessi organigrammi.[9]

Patrimonio[modifica | modifica wikitesto]

L'istituto possiede un patrimonio storico, culturale e archivistico di notevole valore.[4] Oltre al già citato museo (che contiene anche dei reperti archeologici magno-greci, egizi e dell'estremo oriente), sono presenti: una biblioteca[10] dotata di un cospicuo fondo librario; una gipsoteca[11]; una raccolta di collezioni di ceramiche, maioliche, vetri, oggetti d'arte e di arredo[12]; una sezione delle produzioni degli allievi[13] e un giardino all'italiana affacciato sul golfo di Napoli[14].

Persone legate alla scuola[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ingresso Archiviato il 13 aprile 2013 in Internet Archive.
  2. ^ a b c Touring Club Italiano, p. 223.
  3. ^ Istituto d'arte Filippo Palizzi: Museo artistico industriale[collegamento interrotto]
  4. ^ a b c d e L'istituto d'arte sul sito del museo Archiviato il 4 febbraio 2012 in Internet Archive.
  5. ^ incampania.com Archiviato il 18 luglio 2014 in Internet Archive.
  6. ^ musei.it Archiviato il 29 dicembre 2011 in Internet Archive.
  7. ^ archivioceramica.com
  8. ^ Palizzi Archiviato il 10 marzo 2013 in Internet Archive.
  9. ^ a b «… in attuazione della nuova Riforma degli studi secondari superiori, è partito il graduale passaggio dall'ordinamento di istituto d'arte a liceo artistico» e poi ulteriormente «Il provvedimento dell'USR Campania del 06.03.2012 n.28/14 (…) determina la nascita di una nuova “istituzione scolastica” che, sebbene abbia personalità giuridica e amministrativa unica, è costituita da due scuole che conservano la propria originaria identità (DPR 2 marzo 1998, n.157)»
  10. ^ La biblioteca Archiviato il 6 febbraio 2011 in Internet Archive.
  11. ^ M.A.I. Museo artistico industriale - gipsoteca Archiviato il 20 febbraio 2010 in Internet Archive.
  12. ^ M.A.I. Museo artistico industriale - le collezioni Archiviato il 6 febbraio 2011 in Internet Archive.
  13. ^ M.A.I. Museo Artistico Industriale - Le produzioni Archiviato il 6 febbraio 2011 in Internet Archive.
  14. ^ M.A.I. Museo artistico industriale - giardino Archiviato il 6 febbraio 2011 in Internet Archive.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sergio Attanasio, Liceo Artistico Filippo Palizzi, in Francesco Di Vaio (a cura di), Mostra delle Scuole Storiche Napoletane, Napoli, Giannini Editore, 2014, ISBN 978-88-7431-758-5.
  • Musei dell'artigianato. Oltre 300 collezioni in Italia, Milano, Touring Editore, 2003, ISBN 88-365-2818-X.
  • Luciana Arbace (a cura di), Il Museo Artistico Industriale di Napoli, Napoli, Electa, 1998, ISBN 88-435-8714-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]