Isole Šantar

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Isole Šantar
Шантарские острова
Shantar1z.png
Geografia fisica
Localizzazione Mare di Ochotsk
Coordinate 55°00′N 137°36′E / 55°N 137.6°E55; 137.6Coordinate: 55°00′N 137°36′E / 55°N 137.6°E55; 137.6
Superficie 2500 km²
Numero isole 15
Altitudine massima 720 m s.l.m.
Geografia politica
Stato Russia Russia
Distretto federale Distretto Federale dell'Estremo Oriente
Kraj Territorio di Chabarovsk
Demografia
Abitanti 0
Cartografia
Mappa di localizzazione: Distretto Federale dell'Estremo Oriente
Isole Šantar

[senza fonte]

voci di isole della Russia presenti su Wikipedia

Le isole Šantar (in russo Шантарские острова, Šantarskie ostrova) sono un gruppo di quindici isole russe, situate nella parte occidentale del mare di Ochotsk. Amministrativamente appartengono al kraj di Chabarovsk del Distretto Federale dell'Estremo Oriente.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Le isole si trovano vicino all'ingresso del golfo della Uda (губа Удская), a nord dei golfi del Tugur (залив Тугу́рский) e Akademii (залив Академии) che sono divisi dalla penisola del Tugur (Тугурским полуостровом). La superficie totale dell'arcipelago è di circa 2.500 km². L'altezza massima è di 720 m[1], secondo altre fonti di 701 m[2].

L'arcipelago è stato decretato Riserva naturale del distretto federale "isole Šantar"[3].

Le isole[modifica | modifica sorgente]

  • Bol'šoj Šantar (Большой Шантар), l'isola principale con una superficie di 1.790 km².
  • Isola di Feklistov (остров Феклистова), la seconda in ordine di grandezza, 372 km².
  • Malyj Šantar (Малый Шантар), o "piccola Šantar", la terza isola per grandezza, con un'area di 100 km²[2]. Si trova 8 km a sud della punta meridionale di Bol'šoj Šantar (54°29′09.58″N 137°36′23.42″E / 54.485994°N 137.606506°E54.485994; 137.606506); si estende da nord a sud per una lunghezza di 19 km e ha vagamente la forma di un pesce. La sua larghezza varia dai 1,5 ai 6 km, la sua altezza massima è di 224 m s.l.m.[1] Tra l'isola e la terraferma si trova lo stretto di Lindgol’m (проливом Линдгольма). A sud-est lo stretto Opashyj (проливом Опасным) la separa dall'isola Beličij. La punta settentrionale dell'isola si chiama capo Uspenija (мыс Успения), quella più meridionale capo Gajkovskogo (мыс Гайковского). La sua vegetazione è quella tipica della taiga.
  • Isola Beličij (остров Беличий, in italiano "isola dello scoiattolo"), lunga 20 km e larga da 1,5 a 7 km, con una superficie di 70 km²[2]; la sua altezza massima è di 453,8 m[4]. L'isola è separata dalla terraferma dallo stretto di Lindgol’m. Si trova a est di Malyj Šantar, al di là dello stretto Opashyj (54°26′34.42″N 137°50′53.54″E / 54.442894°N 137.848206°E54.442894; 137.848206). L'isola è ricoperta da un bosco di larici. A est dell'isola, distanti 2-2,5 km, ci sono tre piccole isole che fanno parte dell'arcipelago: Severnyj, Srednij e Južnyj (in italiano "settentrionale, centrale e meridionale"), nomi che rispecchiano la loro posizione.
  • Isola Medvežij (остров Медвежий), "isola dell'orso", la più occidentale dell'arcipelago; è lunga 14 km e larga 4,5 km, a sud-est si restringe in una lunga striscia di terra larga solo 150 m, che si riallarga all'estremità orientale. L'altezza massima dell'isola è di 233 m[1]. Si trova nella parte meridionale del golfo della Uda, a soli 4 km dalla terraferma, separata dal continente dallo stretto di Ševčenko (проливом Шевченко) (54°40′20.07″N 136°18′36.43″E / 54.672242°N 136.310119°E54.672242; 136.310119). Rispetto all'isola di Feklistov, si trova a sud-ovest.
  • Isola Utičij (остров Утичий), una piccola isola lunga 2,5 km e larga 500 m (sulla mappa l'isola appare divisa in due isolette[1]), che si trova 8 km a sud di capo Radužnyj (мыс Радужный), la punta sud-occidentale dell'isola Bol'šoj Šantar (54°41′12.95″N 137°12′24.76″E / 54.686931°N 137.206878°E54.686931; 137.206878). Sull'isola ci sono le maggiori colonie di Uria lomvia, nel 1991-1992 sono state rilevate 17.500 coppie di uccelli[5]; è presente inoltre una colonia di foche.
  • Isola di Prokof’ev (остров Прокофьева), ha circa 7 km di lunghezza e 4,5 km di larghezza e un'altezza di 638 m. Si trova a est del capo nord-orientale (мыс Северо-Восточный, mys Severo-Vostočnyj) di Bol'šoj Šantar (55°04′43″N 138°22′16″E / 55.078611°N 138.371111°E55.078611; 138.371111). L'isola, assieme a quella di Kusov, è stata scoperta nel 1829 da P. T. Koz’min[10] che le ha dato il nome di Ivan Vasil’evič Prokof’ev (Иван Васильевич Прокофьев), presidente del consiglio d'amministrazione della Compagnia russo-americana dal 1827 al 1844.

Fauna e flora[modifica | modifica sorgente]

Nel secolo XIX sono state raramente visitate da ricercatori a causa della loro inaccessibilità e lontananza dai principali rotte marittime. La prima descrizione degli uccelli individuati sulle isole si deve all'esploratore russo Alexander von Middendorf, nel 1851. All'inizio del XX secolo lo zoologo G. D. Dulkeit[13] portò a termine una ricerca sulla fauna marina[14]. Si deve poi all'ornitologosovietico Leonid Mihajlovič Šul’pin (Леонид Михайлович Шульпин, 1905-1942) la compilazione di una lista di 172 uccelli[15], elenco che arrivò poi a 205 specie con il lavoro di V. D. Jachontov ed altri ornitologi[16].

Le grandi isole sono un habitat per molti mammiferi predatori: orso bruno, lupo, volpe, cane procione, ghiottone, lontra, ermellino, donnola e martora.

Nell'arcipelago si trovano 11 specie di uccelli marini. La più numerosa di questi è l'uria dagli occhiali. Il numero di individui e il numero di colonie varia notevolmente di anno in anno. Gli scienziati hanno notato che nel 1971, 1978 e nel 1982 il numero di questi uccelli nidificanti in tutto l'arcipelago aveva raggiunto le 18.000-20.000 coppie. Le maggiori colonie (7000 e 3000 coppie) erano situate sulle isole Utičij e Ptičij[16]. Nel periodo 1991-1992, ben 17.500 coppie avevano nidificato sull'isola Utičij[16].

Le isole più grandi sono coperte da betulle, larici e boschi di conifere (abete, larix gmelinii, pino mugo)[16]. Ci sono macchie di pinus pumila[17].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il primo rilevamento delle isole Šantar risale all'aprile del 1640, quando l'esploratore russo Ivan Jur’evič Moskvitin (Иван Юрьевич Москвитин)[18] con un gruppo di cosacchi, viaggiando lungo la costa, presumibilmente per entrare nella foce del fiume Amur, individuò le isole Šantar. Moskvitin riferì le sue scoperte al principe O. I. Ščerbatov, il voivoda moscovita a Tomsk. Sulla base delle indicazioni di Ivan Moskvitin, fu elaborata la prima mappa russa dell'estremo oriente nel marzo del 1642. Le isole sono state poi esplorate da topografi russi tra il 1711 e il 1725[19].

Isole adiacenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Mappa N-53 (ed. 1990)
  2. ^ a b c Шантарские острова
  3. ^ (RU) Decreto n. 249 del 23 giugno 1999 [1]
  4. ^ a b c d e Mappa N-53-60 (1978)
  5. ^ a b (EN) A.Ya. Kondratyev, N.M.Litvinenko, Y.V.Shibaev, P.S.Vyatkin, e L.F.Kondratyeva «The breeding seabirds of the Russian Far East»
  6. ^ a b c Mappa N-53-46 (1978)
  7. ^ Mappa N—54—37 (1978)
  8. ^ (RU) Dizionario Academic: Biografia [2]
  9. ^ (RU) Dizionario Academic: Biografia Кусов, Николай Иванович
  10. ^ (RU) ИССЛЕДОВАНИЯ МОРЕЙ ДО 60-х ГОДОВ XIX в. Часть 2
  11. ^ (RU) Алексеев, А. И. Освоение русскими людьми Дальнего Востока и Русской Америки до конца XIX века
  12. ^ Имена на морской карте Морской интернет-клуб «Кубрик». Проверено 28 июля 2011.
  13. ^ Lindberg, G. U. & G. D. Dulkeit. 1929. Material about the fishes of the Shantar Sea. Izvestiya Tikhookeanskogo Nauchno-Issledovatel'Skogo Instituta Rybnogo Khozyaistva i Okeanografii [Bull. Pac. Sci. Inst. Fish. Oceanogr., Vladivostok] 3(1): 3-138.
  14. ^ (EN) Articolo sulle ricerche di G. D. Dulkeit [3]
  15. ^ Dulkeit,G.D.and L.M.Shulpin.1937. Birds of the Shantarsky Islands .Tr. Biol. Nauchno-Issled. Inst. Tomsk. Gos.Univ.89
  16. ^ a b c d (EN) A.Ya. Kondratyev, N.M.Litvinenko, Y.V.Shibaev, P.S.Vyatkin, and L.F.Kondratyeva «The breeding seabirds of the Russian Far East»
  17. ^ Росляков Г. Е., Кусакин О.Г., Шлотгауэр С.Д. Шантарский архипелаг:Рассказ об уникальном природном островном комплексе Приохотья — Хабаровск: Кн. изд-во, 1989. — 224 с. — 50 000 экз
  18. ^ Иван Юрьевич Москвитин
  19. ^ (EN) From the History of the Great Russian Geographical Discoveries in the Arctic and Pacific Oceans in the Seventeenth and First Half of the Eighteenth Centuries. by A. V. Efimov
  20. ^ (RU) Географические исследования на Дальнем Востоке и в Русской Америке в 1800-1860 гг.
  21. ^ А. И. Алексеев, Охотск — колыбель русского Тихоокеанского флота Хабаровск: Хабаровское книжное издательство, 1958.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]