Inni omerici

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Inni omerici
Homeros MFA Munich 272.jpg
Omero, il presunto autore
Autore Omero?
1ª ed. originale VII secolo a.C.
Genere poesia
Sottogenere religioso
Lingua originale greco antico
Protagonisti Dei olimpici

Gli anonimi Inni omerici, che celebravano gli dei individualmente, sono una collezione di trentatré inni greci antichi, risalenti al VII-VI secolo a.C. Sono stati chiamati "omerici" in quanto scritti nello stesso dialetto dell'Iliade e dell'Odissea e ne condividono anche il metro poetico usato, ovvero l'esametro dattilico. Furono così attribuiti ad Omero fin dall'antichità – a partire dai primi riferimenti fatti da Tucidide – e questa denominazione è durata nel tempo fino ad oggi.

Tradizione manoscritta[modifica | modifica wikitesto]

Una trentina di manoscritti hanno trasmesso il testo degli Inni Omerici. Di questi, sedici sono testimoni indipendenti. Oltre ai suddetti Inni Omerici, essi tramandano anche gli Inni di Callimaco, gli Inni orfici, gli Inni di Proclo e le Argonautiche orfiche. Non si sa con certezza quando questa silloge sia stata composta, sebbene gli studiosi si dividono tra due secoli: il V secolo, in cui visse ed operò Proclo ed il XIII secolo, in cui si sarebbe formato l'archetipo. Dall'analisi delle varie copie dei manoscritti, in cui sono visibili errori e lezioni in comune, si potrebbe ipotizzare per un capostipite in minuscola. Uno dei manoscritti più importanti è il codice M o Leidensis 22, degli inizi del XV secolo, che segue una tradizione diversa e contiene i versi finali di hymn 1 e l'Inno a Demetra, seguito dagli altri inni fino all'hymn 18.4. Un altro iparchetipo ricostruito è Ψ da cui discendono tre famiglie, denominate f, x e p. Sedici manoscritti, contenenti gli Inni, giunsero in Italia nel XV sec. I manoscritti che ci hanno conservato il testo degli Inni, secondo lo schema di Allen (Homeri Opera, recognovit T. W. Allen, vol. V, Oxonii 1912) sono i seguenti:

  1. A = Parisinus 2763
  2. At = Athous in monasterio Vatopedi 587
  3. B = Parisinus 2765
  4. C = Parisinus 2833
  5. D = Ambrosianus 120 B 98
  6. E = Estensis 144
  7. G = Vaticanus Reginae Suec. 91
  8. Γ = Bruxellensis 74 (11377-11380)
  9. H = Harleianus 1752
  10. J = Estensis
  11. K = Laur. 31.32
  12. L1 = Laur. 32. 45
  13. L2 = Laur. 70.35
  14. L3 = Laur. 32.4
  15. L4 = Laur. Aedil. 220
  16. L5 = Laur. 32.7
  17. M = Leidensis 22
  18. Mon = Monacensis 333
  19. N = Leidensis 28
  20. O = Ambrosianus 845 C 10
  21. P = Vaticanus Palat. 179.
  22. Π = Parisinus suppl. graec. 1095
  23. Q = Ambrosianus 734 S 31
  24. R1 = Riccardianus 53 K ii 13
  25. R2= Riccardianus 52 K ii 14
  26. R3= Riccardianus 3195 (nunc 3020)
  27. S = Vaticanus 1880
  28. T = Matritensis 4562
  29. V1 = Venetus 456
  30. V2 = Marginalia editionis principis Ven.ix.

Tradizione indiretta[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione indiretta si avvale principalmente della citazione presente in Tucidide, storico greco del V secolo a.C., ed in Diodoro Siculo, storico greco del I secolo a.C.

Tucidide cita i vv. 146-150 e 165-172 dell'Inno ad Apollo:

(GRC)

« [4] δηλοῖ δὲ μάλιστα Ὅμηρος ὅτι τοιαῦτα ἦν ἐν τοῖς ἔπεσι τοῖσδε, ἅ ἐστιν ἐκπροοιμίου Ἀπόλλωνος:
”ἀλλὰ ὃτε Δήλῳ, Φοῖβε, μάλιστά γε Θυμὸν ἐτέρφθης,
ἔνθα τοι ἑλκεχίτωνες Ἰάονες ἠγερέθονται
σὺν σφοισιν τεκέεσσι γυναιξί τε σὴν ἐς αυγιάν·
ἔνθα σε πυγμαχίῃ τε καὶ ὀρχηστυι καὶ ἀοιδῇ
μνησάμενοι τέρπουσιν, ὅτ᾽ ἄν στήσωνται ἀγῶνα. ”
[5] ὅτι δὲ καὶ μουσικῆς ἀγὼν ἦν καὶ ἀγωνιούμενοι ἐφοίτων ἐν τοῖσδε αὖ δηλοῖ, ἅ ἐστιν ἐκ τοῦ αὐτοῦ προοιμίου: τὸν γὰρ Δηλιακὸν χορὸν τῶν γυναικῶνὑμνήσας ἐτελεύτα τοῦ ἐπαίνου ἐς τάδε τὰ ἔπη, ἐν οἷς καὶ ἑαυτοῦ ἐπεμνήσθη:
“ ἀλλ᾽ ἄγεθ᾽, ἱλήκοι μὲν Ἀπόλλων Ἀρτέμιδι ξύν,
χαίρετε δ᾽ ὑμεῖς πᾶσαι. ἐμεῖο δὲ καὶ μετόπισθε
μνήσασθ᾽, ὁππότε κέν τις ἐπιχθονίων ἀνθρώπων
ἐνθάδ᾽ ἀνείρηται ταλαπείριος ἄλλος ἐπελθών:
‘ὦ κοῦραι, τίς δ᾽ ὔμμιν ἀνὴρ ἥδιστος ἀοιδῶν
ἐνθάδε πωλεῖται, καὶ τέῳ τέρπεσθε μάλιστα;’
ὑμεῖς δ᾽ εὖ μάλα πᾶσαι ὑποκρίνασθαι ἀφήμως:
‘τυφλὸς ἀνήρ, οἰκεῖ δὲ Χίῳ ἔνι παιπαλοέσσῃ.’ ” »

(IT)

« Che tutto ciò avvenisse lo dimostra soprattutto Omero nei versi seguenti, che appartengono all'Inno ad Apollo:
“ Ma quando, o Febo, per Delo soprattutto si rallegra il tuo cuore,
allora gli Ioni dai lunghi chitoni
coi loro figli e le mogli si radunano nella tua piazza;
là con pugilati e danze e canti
ricordandoti si rallegrano allorché bandiscono l'agone. ”
Che l'agone poi fosse anche musicale e che dei concorrenti vi partecipassero, è mostrato da alcuni versi del medesimo inno: dopo aver celebrato il coro femminile di Delo, il poeta termina la lode con questi versi, nei quali fa menzione anche di sè:
“ Suvvia, sia a voi benigno Apollo con Artemide,
siate liete voi tutte. Anche in futuro ricordatevi di me,
quando qualcuno degli uomini che vivono sulla terra
qui venuto, il misero, vi interroghi:
"O fanciulle, quale è per voi il più dolce degli aedi
che qui si aggira, e che vi rallegra di più?"
Allora voi tutte quante rispondetegli riguardo a noi
"È un cieco che abita in Chio rocciosa". ” »

(Tucidide, Guerra del Peloponneso, III, 104 (traduzione di Franco Ferrari))

Diodoro Siculo, invece, ne parla così:

« [3] καθόλου δ᾽ ἐν πολλοῖς τόποις τῆς οἰκουμένης ἀπολελοιπότος τοῦ θεοῦσημεῖα τῆς ἰδίας εὐεργεσίας ἅμα καὶ παρουσίας, οὐδὲν παράδοξον ἑκάστουςνομίζειν οἰκειότητά τινα γεγονέναι τῷ Διονύσῳ πρὸς τὴν ἑαυτῶν πόλιν τε καὶχώραν. μαρτυρεῖ δὲ τοῖς ὑφ᾽ ἡμῶν λεγομένοις καὶ ὁ ποιητὴς ἐν τοῖς ὕμνοις, λέγων περὶ τῶν ἀμφισβητούντων τῆς τούτου γενέσεως καὶ ἅμα τεκνωθῆναιπαρεισάγων αὐτὸν ἐν τῇ κατὰ τὴν Ἀραβίαν Νύσῃ,οἱ μὲν γὰρ Δρακάνῳ δ᾽, οἱ δ᾽ Ἰκάρῳ ἠνεμοέσσῃ
φάσ᾽, οἱ δ᾽ ἐν Νάξῳ, δῖον γένος, εἰραφιῶτα,
οἱ δέ σ᾽ ἐπ᾽ Ἀλφειῷ ποταμῷ βαθυδινήεντι
κυσαμένην Σεμέλην τεκέειν Διὶ τερπικεραύνῳ,
ἄλλοι δ᾽ ἐν Θήβῃσιν, ἄναξ, σε λέγουσι γενέσθαι,
ψευδόμενοι: σὲ δ᾽ ἔτικτε πατὴρ ἀνδρῶν τε θεῶν τε
πολλὸν ἀπ᾽ ἀνθρώπων κρύπτων λευκώλενον Ἥρην.
ἔστι δέ τις Νύση, ὕπατον ὄρος, ἀνθέον ὕλῃ,
τηλοῦ Φοινίκης, σχεδὸν Αἰγύπτοιο ῥοάων. »

(Diodoro Siculo, Bibliotheca historica, III, 66, 3)

Tradizione papiracea[modifica | modifica wikitesto]

I papiri che tramandano solo alcuni versi dell'Inno a Demetra sono due: il P. Berol. 13044 ed il P. Oxy. 2379. Il primo riporta i vv. 8-18, 33-36, 55-56, 248-249, 256-262, 268, 418-424; invece il secondo riporta solo i vv. 402-407. P.G

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Il più antico degli Inni omerici fu scritto nel VII secolo a.C., e segue quindi di poco le opere di Esiodo e, secondo la datazione comunemente accettata, i due poemi omerici. Questo pone i primi inni omerici tra i testi fondamentali della letteratura greca; tuttavia, anche se la maggior parte di essi risale al VII o al VI secolo a.C., alcuni potrebbero essere stati composti in epoca Ellenistica, mentre l’Inno ad Ares sembra essere ancora posteriore, una delle ultime opere dell'epoca pagana, inserito nella raccolta quando ci si accorse che l'inno dedicato a questa divinità mancava. Alcuni studiosi ritengono che l’Inno ad Apollo, anticamente attribuito a Cineto di Chio (uno degli Omeridi), sia stato composto nel 522 a.C. per essere recitato all'insolita doppia celebrazione indetta da Policrate di Samo in onore di Apollo di Delo e di Apollo di Delfi.[1]

Stile[modifica | modifica wikitesto]

La lunghezza degli inni è molto variabile, alcuni sono composti soltanto di tre o quattro versi mentre altri superano i cinquecento. I più lunghi sono composti di un'invocazione al dio, di una preghiera e di una parte narrativa in cui si narra uno dei miti che lo riguardano, mentre nei più brevi la parte narrativa è assente. La maggior parte dei manoscritti Bizantini contenenti la raccolta giunti fino a noi li riporta a partire dal terzo inno, ma la casuale scoperta di un manoscritto del XV secolo avvenuta a Mosca nel 1777 ha permesso il ritrovamento anche, seppure sotto forma di frammenti, dei primi due inni, quello a Dioniso e quello a Demetra.

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

Trentatré inni sono dedicati alla maggior parte delle più importanti divinità della mitologia greca: alcuni, i più corti, potrebbero essere serviti come preludi alla declamazione di poemi epici da parte di rapsodi durante le celebrazioni religiose. Un trentaquattresimo inno, l’Inno agli ospiti, non è propriamente un inno, ma un canto che ricorda come l'ospitalità (la Xenia) sia un sacro dovere imposto dagli dei.

Elenco[modifica | modifica wikitesto]

Questo è l'elenco degli Inni omerici:

  1. A Dioniso (I)
  2. A Demetra (I)
  3. Ad Apollo (I)
  4. Ad Ermes (I)
  5. Ad Afrodite (I)
  6. Ad Afrodite (II)
  7. A Dioniso (II)
  8. Ad Ares
  9. Ad Artemide (I)
  10. Ad Afrodite (III)
  11. Ad Atena (I)
  12. A Hera
  13. A Demetra (II)
  14. Alla madre degli dei
  15. A Eracle
  16. Ad Asclepio
  17. Ai Diòscuri (I)
  18. A Ermes (II)
  19. A Pan
  20. A Efesto
  21. Ad Apollo (II)
  22. A Poseidone
  23. A Zeus
  24. A Estia (I)
  25. Alle Muse e ad Apollo
  26. A Dioniso (III)
  27. Ad Artemide (II)
  28. Ad Atena (II)
  29. A Estia (II)
  30. A Gea
  31. Ad Helios
  32. A Selene
  33. Ai Diòscuri (II)
  34. All'Ospitalità

Indicazioni geografiche presenti negli Inni omerici[modifica | modifica wikitesto]

  • Aipy: Città del Peloponneso, menzionata nell'Hymn. Ap. v. 423.
  • Alfeo: Fiume dell'Elide, dove sarebbe nato il dio Dioniso, menzionato nell'Hymn Dion v. 3, nell'Hymn. Ap. v.423, nell'Hymn. Herm. v. 101, v. 139, v. 338, v. 398.
  • Aliarto: Città della Beozia, menzionata nell'ymn. Ap. v. 243, dove Apollo voleva fondare un tempio.
  • Antrone: Città della Tessaglia, famosa per il culto di Demetra e Persefone, Hymn Dem. v. 491.
  • Arcadia: Regione della Grecia, citata nell'Hymn Herm. v. 2, nell'Hymn. Herm.2 v. 2
  • Arene: Città greca menzionata nell'Hymn. Ap. v. 422.
  • Argifea: Città del Peloponneso citata nell'Hymn Ap. v. 422.
  • Atene: Città dell'Attica, menzionato nell'Hymn Ap. v. 30.
  • Athos: Monte della Tracia, menzionato nell'Hymn. Ap. v. 33.
  • Autocane: Monte dell'Eolide, menzionato nell'Hymn. Ap. v. 35.
  • Calcide: Città dell'Eubea, menzionata nell'Hymn. Ap. v. 424.
  • Callicoro: Fiume della Paflagonia, dove sarebbe sorto un tempio per Demetra, Hymn Dem. v. 272.
  • Carpato: Isola dell'Egeo, menzionata nell'Hymn. Ap. v. 43.
  • Cefiso: Fiume della Beozia, menzionato nell'Hymn. Ap. v. 240.
  • Ceneo: Località dell'Eubea, citata nell'Hymn. Ap. v. 219
  • Chio: Isola dell'Egeo, citata dall'Hymn Ap. v. 38, v. 172 (con presumibile riferimento ad Omero).
  • Cillene: Monte dell'Arcadia, citato nell'Hymn Herm. v. 2, v. 142, v. 228, v. 337, nell'Hymn. Herm.2 v. 2.
  • Cinto: Montagna dell'isola di Delo, citato nell'Hymn. Ap. v. 17, v. 26, v. 141.
  • Cipro: Isola del Mar Mediterraneo, famosa per il culto ad Afrodite. Hymn. Afr. v. 2, v. 58, v. 66, v. 292, Hymn. Afr.2 v. 2, nell'Hymn Dion2 v. 28, nell' Hymn. Afrod.3 v. 1, v. 5.
  • Claro: Città costiera della Lidia, citata nell'Hymn. Ap. v. 40, nell'Hymn. Artem. v. 5.
  • Cnido: Città della Caria, menzionata nell'Hymn. Ap. v. 43.
  • Cnosso: Città cretese, menzionata nell'Hymn. Ap. v. 393, v. 475.
  • Coo: Antica isola del Dodecanneso, citata nell'Hymn. Ap. v. 42.
  • Copaide: Lago della Beozia, menzionato nell'Hymn. Ap. v. 280.
  • Corico: Monte dell'Eritre, citato nell'Hymn. Ap. v. 39.
  • Creta: Isola greca, che viene citata dalla dea Demetra nel suo falso racconto alle figlie di Celeo, Hymn Dem. v. 123. Viene citata anche nell'Hymn. Ap. v. 30, v. 470
  • Crisa: Città alle pendici del Parnaso, nella Focide, dove il dio Apollo fece erigere un tempio, menzionata nell'Hymn. Ap. v. 269, v. 282, v. 431, v. 438, v. 444
  • Cruni: Città del Peloponneso, menzionata nell'Hymn Ap. v. 425.
  • Delo: Isola greca delle Cicladi nel mare Egeo, menzionato nell'Hymn. Ap. v. 16, v. 49, v. 115, v. 135, v.146, v. 156, v. 181.
  • Dime: Città dell'Acaia, menzionata nell'Hymn. Ap. v. 425.
  • Dotia: Pianura della Tessaglia, citata nell'Hymn Asclepio v. 3.
  • Dracano: Isola che avrebbe dato i natali al dio Dioniso, vicino Samotracia, Hymn Dion. v. 1.
  • Dulichio: Isola greca, citata nell'Hymn. Ap. v. 429.
  • Ege: Località a nord di Eubea, citata nell'Hymn. Ap. v.32.
  • Egina: Isola nel golfo di Saronico, citata nell'Hymn. Ap. v. 31.
  • Egitto: Nazione mediorientale, citata nell'Hymn Dion2 v. 28
  • Eleusi: Località dell'Attica, sede del culto di Demetra, Hymn. Dem. v. 318; è detta anche Rario o Pianura Raria, da Rario, padre di Trittolemo, Hymn. Dem. 450.
  • Elide: Regione della Grecia, menzionata nell'Hymn.A p. v. 426.
  • Esagea: Monte della Lidia, citata nell'Hymn. Ap. v. 40.
  • Euripo: Mare che separa l'Eubea dalla terraferma, menzionato nell'Hymn. Ap. v. 222.
  • Europa: Indica la Grecia continentale, menzionato nell'Hymn. Ap. v. 251, v. 291.
  • Eubea: Isola nel mar Egeo, menzionata nell'Hymn. Ap. v. 31.
  • Focea: Città greca della Ionia citata nell'Hymn. Ap. v. 35.
  • Frigia: Regione dell'Anatolia centrale, citata nell'Hymn. Afr. v. 112.
  • Icaro: Isola che avrebbe dato i natali al dio Dioniso, nell'Egeo, in posizione centrrale, Hymn Dion. v. 1.
  • Ida: Monte della Troade citato nell'Hymn. Ap. v. 34, Hymn. Afr. v. 55, v. 68.
  • Ilio: Altro nome di Troia, citato nell'Hymn. Afr. v. 280.
  • Imbro: Isola dell'Asia Minore, citato nell'Hymn. Ap. v. 36.
  • Inopo: Fiume di Delo, citato nell'Hymn. Ap. v. 18.
  • Iolco: Località della Magnesia, in Lidia, citata nell'Hymn. Ap. v. 218.
  • Iresia: Isola nel golfo Teramaico, citata nel Hymn. Ap. v. 32.
  • Itaca: Isola greca menzionata nell'Hymn.A p. v. 428.
  • Lelanto: Pianura dell'Eubea, citata nell'Hymn. Ap. v. 220.
  • Lecto: Località sconosciuta citata nell'Hymn. Ap. v. 217.
  • Lemno: Isola del Mar Egeo, citata nell'Hymn. Ap. v. 36.
  • Lesbo: Isola dell'Egeo, citata nell'Hymn. Ap. v. 37.
  • Licia: Regione dell'Asia Minore, citata nell'Hymn. Ap. v.179.
  • Lilea: Città della Focide, citata nell'Hymn. Ap. v. 241.
  • Malea Capo: Costa del Peloponneso, citata nell'Hymn. Ap. v. 409.
  • Meles: Fiume presso Smirne, citato nell'Hymn Artem. v. 3.
  • Meonia: Omerismo che indica la Lida nell'Hymn Ap. v. 179.
  • Micale: Monte dell'Asia minore, citata nell'Hymn. Ap. v. 41.
  • Micalesso: località della Beozia, citata nell'Hymn. Ap. v. 224.
  • Mileto: Città dell Caria, in Asia Minore, citata nell'Hymn. Ap. v. 42, v. 180.
  • Mimante: Monte dell'Eritre, citato nell'Hymn. Ap. v. 39.
  • Nasso: Isola che avrebbe dato i natali al dio Dioniso, nell'Egeo, in posizione centrrale, Hymn Dion. v. 2. È citata anche nell'Hymn Ap. v. 44.
  • Nisa: Monte probabilmente favoloso, nella Fenica, dove sarebbe nato il dio Dioniso, Hymn Dion. v. 8, dove sarebbe stata rapita Persefone, figlia della dea Demetra, da Ade, Hymn. Dem. v. 17.
  • Ocalea: Cittò della beozia, citata nell'Hymn. Ap. v. 242.
  • Olimpo: Sacro monte dove abitavano gli dei, tra la Tessaglia e la Macedonia, Hymn. Dion. v.15, Hymn Dem. v. 92, Hymn. Ap. v. 216, v. 498, v. 512. Hymn. Herm. v. 323, v. 325, v. 444, v. 450, v. 505, Hymn Dion2 v. 21, Hymn. Ares v. 3, Hymn hera v. 4, nell'Hymn Heracle v. 7.
  • Onchesto: Località della Beozia, con un tempio a Poseidone, citato nell'Hymn. Ap. 230, nell'Hymn. Herm. v. 87, v. 186, v. 190.
  • Pafo: Città portuale di Cipro, famosa per il culto di Afrodite, Hymn. Afr. v. 59.
  • Parnaso: Monte della Focide, menzionato nell'Hymn. Ap. v. 269, v. 282, v. 395, v. 521, Hymn. Herm. v. 555.
  • Paro: Isola greca sul Mar Egeo appartenente alle Cicladi, famosa per il culto di Demetra e Persefone, Hymn Dem. v. 491. È citata anche nell'Hymn. Ap. v. 44.
  • Pepareto: Isola delle Sporadi, citata nell'Hymn. Ap. v. 32.
  • Pelio: Monte della Tessaglia, citato nell'Hymn. Ap. v. 33.
  • Peloponneso: Regione greca, menzionata nell'Hymn. Ap. v. 251, v. 291, v. 419, v. 430, v. 432.
  • Pheai: Isola greca, menzionata nell'Hymn. Ap. v. 428.
  • Pieria: Regione della Macedonia, citata nell' Hymn. Ap. v. 216, nell'Hymn. Herm. v. 70, v. 85, v. 191.
  • Pilo: Città greca della Messenia, citata nell'Hymn. Ap. v. 397, v. 398, v. 424, v. 470, Hymn. Herm. v. 216, v. 342, v. 355. v. 338.
  • Pito: Demo dell'Attica dove si recò Apollo, citato nell'Hymn. Ap. v. 182, v. 390, v. 517.
  • Pozzo Partenio: Fonte sacra ateniese, forse da identificare con il Callicoro, dove la dea Demetra si riposò mentre cercava la figlia dispersa, Hymn. Dem. v. 99.
  • Renea: Isola, vicino Delo, nel Mar Egeo, menzionata nell'Hymn. Ap. v. 44.
  • Salamina: Isola del Mar Egeo, menzionata nell'Hymn. Afrod.3 v. 4.
  • Same: Isola greca citata nell'Hymn.A p. v. 429.
  • Samo: Isola dell'Egeo, citata nell'Hymn. Ap. v. 41.
  • Samotracia: Isola greca nel mar Egeo, citata nell'Hymn. Ap. v. 34.
  • Sciro: Isola delle Sporadi, citata nell'Hymn. Ap. v. 35.
  • Smirne: Città dell'Anatolia, menzionata nell'Hymn Artem. v. 4.
  • Taigeto: Catena montuosa del Peloponneso, citata nell'Hymn. Diosc. v. 3.
  • Tebe: Città della Beozia, che avrebbe dato i natali al dio Dioniso, Hymn. Dion. v. 5, nell'Hymn. Ap. v. 225-227, in cui è descritta come località ancora disabitata; viene menzionata anche nell'Hymn Heracle v. 2.
  • Telfusa: Fonte sul monte Telfuso, in Beozia, menzionata nell'Hymn. Ap. v. 244, 387.
  • Tenaro: Promontorio della Laconia, sacro ad Helios, citato nell'Hymn. Ap. v. 411.
  • Teumasso: località della Beozia, Hymn. Ap. 224.
  • Torico: Porto dell'Attica, citata da Demetra nel suo falso racconto alle figlie di Celeo, Hymn Dem. v. 126.
  • Troia: Città dell?Asia Minore, famosa per la guerra ivi combattuta tra Greci e Troiani. Hymn. Afr. v. 66.
  • Trio: Località del Peloponneso, vicino il fiume Alfeo, menzionato nell'Hymn. Ap. v. 423.
  • Zacinto: Isola greca, menzionata nell'Hymn.A p. v. 429.

Fortuna[modifica | modifica wikitesto]

L'inno a Venere, conosciuto in Italia nel XV secolo, ispirò il letterato Poliziano, che gli ispirò un poema elogiativo nei riguardi di Simonetta Vespucci e Giuliano De Medici. D'Annunzio inserì nella raccolta Primo Vere la traduzione di quattro inni omerici, l'Inno a Selene, l'Inno ad Artemide, l'Inno ad Erme e l'Inno ad Apollo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Walter Burkert, Kynaithos, Polycrates and the Homeric Hymn to Apollo, in Glen Warren Bowersock, W. Burkert (a cura di), Arktouros: Hellenic studies presented to B. M. W. Knox, M. C. J. Putnam, Berlino, De Gruyter, 1979, pp. 53-62.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni critiche
  • Homeri Opera, recognovit T. W. Allen, vol. V, Oxonii 1912.
  • Hesiod, The Omeric Hymns and Homerica, with an English Translation by H. G. Evelyn-White, London-Cambridge (Mass.) 1914, 1936 (2ª edizione)
  • The Homeric Hymns, edited by T. W. Allen - W. R. Halliday - E. E. Sikes, Oxford 1936.
  • Homère, Hymnes, texte établi et traduit par J. Humbert, Paris 1936,
  • Homerus, Homerische Hymnen, herausgegeben von A. Weiher, München 1951, 1989 (6ª edizione).
  • Inni Omerici, a cura di F. Cassola, Milano, 1975, 1994 (2ª edizione)
  • Homerische Hymnen, griechisch-deutsch, übertr. von K. Scwenk (et. al.), Zürich 1983
Concordanze
  • J. R. Tebben, Concordantia Homerica, Hildsheim, 1978.
Traduzioni
  • I poeti greci tradotti da Ettore Romagnoli, vol. Omero minore (Inni, Batrachiomachia, Epigrammi, Margite), Bologna 1925.
  • Inni omerici e Batrachiomachia, traduzione di E. Cetrangolo, Firenze 1990.
Studi
  • A. Aloni, Prooimia, Hymnoi, Elio Aristide e i cugini bastardi, << QUCC >>, N.S. 4, 1980, pp. 23-40.
  • A. L. T. Bergren, Sacred apostrophe. Re-presentation and imitation in the Homeric Hymns, << Arethusa >> ,15,1982, pp. 83-108.
  • G. Bona, Inni omerici e poesia greca arcaica, << RFIC >>, 106, 1978, pp. 221-248.
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