India meridionale

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Localizzazione geografica dell'India Meridionale

L'India meridionale è quell'area geografica che comprende gli Stati indiani di Andhra Pradesh, Karnataka, Kerala e Tamil Nadu, così come i territori dell'unione di Lakshadweep e Pondicherry, occupando assieme il 19,31% della superficie della Repubblica Indiana.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'India meridionale occupa la parte peninsulare del paese nella regione dell'altopiano del Deccan ed è bagnata dal mar Arabico ad ovest, dall'oceano Indiano a sud e dal golfo del Bengala ad est. La geografia della regione è diversificata, e comprende due catene montuose, i Ghati occidentali e i Ghati orientali, che abbracciano l'altopiano centrale[1]. Godavari, Krishna, Tungabhadra e Kaveri sono i più importanti corsi d'acqua che solcano questa vasta regione[2].

Gli abitanti vengono indicati con l'appellativo di "indiani del sud". La maggioranza degli indiani del sud parla una delle quattro lingue dravidiche, una famiglia di lingue che include circa 73 idiomi[3]: kannada, malayalam, telugu e tamil[4]. La lingua inglese è diffusa nell'area[5], mentre l'Urdu è parlato da circa 12 milioni di mussulmani[6][7].

Nel corso della sua storia, un certo numero di regni dinastici governarono parti dell'India meridionale le cui invasioni dirette verso l'Asia meridionale e il sud-est asiatico influenzarono la storia e la cultura di nazioni moderne quali Sri Lanka, Indonesia, Thailandia e Malesia. La regione venne colonizzata dalla Gran Bretagna e gradualmente incorporata nell'Impero britannico[8][9].

Dopo aver registrato delle fluttuazioni nei decenni immediatamente successivi all'indipendenza indiana, le economie degli Stati dell'India meridionale hanno registrato incrementi superiori a quelli della media nazionale nel corso delle ultime tre decenni[10]. Ma mentre in alcuni indicatori socio-economici si sono registrati significativi miglioramenti, disparità economica, analfabetismo e povertà continuano ad incidere negativamente nella vita della regione come nel resto del paese. L'agricoltura è il settore che garantisce il principale apporto al PIL[11], mentre l'information technology (IT) è un settore in rapida crescita, con Bangalore ritenuta la "Silicon Valley indiana"[12][13]. La letteratura e gli stili architettonici, frutto di un'evoluzione che si dipana su oltre duemila anni di storia, si differenziano dalle altre regioni dell'India. La politica è dominato da piccoli partiti con portata regionale, a discapito dei grandi partiti politici nazionali. Il tessile rappresenta anche un'industria di primo piano per la regione[14] che ospita circa il 60% della produzione di fibre tessili del paese[15].

Lo sviluppo economico si riflette su alcuni indicatori, come il tasso di fecondità; il tasso di fecondità è 1,9, il più basso fra tutte le regioni dell'India[16][17].

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ai termini India meridionale e India peninsulare, la regione è stata conosciuta con una serie di altri nomi storici. Venne denominata la Deccan; una forma occidentalizzata della parola Dakhhin che è una corruzione della parola sanscrita dakshina che significa "sud"[18]. Attualmente questo termine si riferisce soltanto alla zona dell'altopiano del Deccan, un altopiano vulcanico che copre la maggior parte della penisola indiana, escluse le zone costiere. Il Carnatic è un termine inglese derivato dalla parola Karnād o Karunād, che significa "paese nero". I termini Karnād e Carnatic associati in particolare all'altopiano, si riferiscono a tutta l'India del sud, comprese le coste orientali, le quali sono indicate con il nome di costa Carnatica[19]. Karnataka è un nome che deriva dalla stessa radice.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) James Outram, A few brief Memoranda of some of the public services rendered by Lieut.-Colonel Outram, C. B, Smith Elder and Company, 1853, p. 31, ISBN 978-1-173-60712-8.
  2. ^ (EN) Thammineni Pullaiah, D. Muralidhara Rao e K. Sri Ramamurthy, Flora of Eastern Ghats: Hill Ranges of South East India, Regency Publications, 1º aprile 2002, ISBN 978-81-87498-20-9.
  3. ^ (EN) Robert Caldwell, A comparative grammar of the Dravidian or South-Indian family of languages, 3ª, Nuova Delhi, Asian Educational Services, 1998, ISBN 978-81-206-0117-8.
  4. ^ (EN) K.A. Nilakanta Sastri, A History of South India, 7ª, Oxford, Oxford University Press, 1996, ISBN 978-0-19-560686-7.
  5. ^ (EN) Jason Baldridge, Lingusitic and Social Characteristics of Indian English, University of Edinburgh. URL consultato il 22 luglio 2015.
  6. ^ Religious statistics, Census 2011, Governo indiano. URL consultato il 22 luglio 2015.
  7. ^ A.R. Fatihi, Urdu in Andhra Pradesh, Language in India. URL consultato il 22 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 13 luglio 2015).
  8. ^ (EN) Christopher Hibbert, Great Mutiny: India 1857, Penguin, 2000, p. 221, ISBN 978-0-14-004752-3.
  9. ^ Indian National Evolution: A Brief Survey of the Origin and Progress of the Indian National Congress and the Growth of Indian Nationalism, Cornell University Press, 22 settembre 2009, p. 59, ISBN 978-1-112-45184-3.
  10. ^ Special Economic Zones (PDF), Governo indiano. URL consultato il 15 gennaio2016.
  11. ^ (EN) India: A Country Study: Crop Output, Library of Congress, Washington D.C., 1995. URL consultato il 9 marzo 2009.
  12. ^ (EN) Maharashtra tops FDI equity inflows, in Business Standard, 1º dicembre 2012. URL consultato il 22 luglio 2015.
  13. ^ TN software exports clock 32 pc growth, in The Hindu Business Line, 7 maggio 2006. URL consultato il 5 ottobre 2006.
  14. ^ (EN) Lok Sabha Elections 2014: Erode has potential to become a textile heaven says Narendra Modi, DNA India, 17 aprile 2014. URL consultato il 20 marzo 2016.
  15. ^ (EN) State wise number of cotton mills (PDF), Confederation of Textile Industry. URL consultato il 23 gennaio 2016.
  16. ^ T.J. Espenshade, J.C. Guzman e C.F. Westoff, The surprising global variation in replacement fertility, in Population Research and Policy Review, vol. 22, 5/6, 2003, p. 580, DOI:10.1023/B:POPU.0000020882.29684.8e.
  17. ^ (EN) Maternal & Child Mortality and Total Fertility Rates (PDF), Ufficio del Registro Generale indiano, 7 luglio 2011. URL consultato il 3 dicembre 2013.
  18. ^ Henry Yule e A. C. Burnell, Hobson-Jobson: The Definitive Glossary of British India, Oxford, ISBN 978-0-19-164583-9.
  19. ^ Origins of the word 'Carnatic' in the Hobson Jobson Dictionary, University of Chicago. URL consultato il 15 settembre 2006.

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