Incidente della USS Liberty

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'incidente della USS Liberty, è stato un attacco condotto per errore dalle forze armate israeliane durante la guerra dei sei giorni, l'8 giugno 1967 sulla nave USS Liberty della Marina degli Stati Uniti per la raccolta di informazioni e attrezzata dalla NSA . L'attacco è stato condotto da aerei, navi e motosiluranti israeliani causando la morte di 34 soldati americani, ferendone almeno 171[1]. Al momento dell'incidente la nave stazionava in acque internazionali a nord della penisola del Sinai.

In seguito alle inchieste condotte dai rispettivi paesi, Stati Uniti ed Israele hanno dichiarato che la Liberty era stata attaccata in quanto erroneamente confusa per una nave egiziana; pur tuttavia alcuni dei sopravvissuti hanno affermato che tale attacco fosse intenzionale.[2]

Il governo Israeliano ha pagato a titolo di risarcimento per le vittime ed i feriti circa 6 milioni di dollari tra il 1968 ed il 1969, mentre a dicembre 1980 ha accettato di versare a saldo 17 milioni di dollari più gli interessi maturati a risarcimento dei danni recati alla nave.

USS Liberty[modifica | modifica wikitesto]

La stazza della USS Liberty era in origine di 7725 tonnellate, versione più moderna della Liberty, una classe di cargo utilizzata per il trasporto degli alleati durante la seconda guerra mondiale. Acquisita dalla Marina degli Stati Uniti, è stata convertita in nave ausiliaria per ricerche tecniche (AGTR) e operativa dal 1965 al largo delle coste occidentali africane.

Eventi che portarono all'attacco[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gerhard & Millington 1981, pp. 29,28,52
  2. ^ Chicago Tribune, New revelations in attack on American spy ship, in chicagotribune.com. URL consultato l'11 novembre 2016.