Ildebrando Malavolta

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Ildebrando Malavolta
26 novembre 1916 – 24 ottobre 1941
Nato a Ripatransone
Morto a Gondar
Cause della morte abbattuto durante una missione
Dati militari
Paese servito Italia Italia
Forza armata Lesser coat of arms of the Kingdom of Italy (1929-1943).svg Regia Aeronautica
Grado sottotenente
Guerre Seconda Guerra Mondiale
Campagne Campagna dell'Africa Orientale
Decorazioni Medaglia d'oro al valor militare
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Ildebrando Malavolta (Ripatransone, 26 novembre 1916Gondar, 24 ottobre 1941) è stato un militare e aviatore italiano caduto nella seconda guerra mondiale nel corso della Battaglia di Gondar.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studiò da insegnante elementare e si iscrisse al Magistero di Roma per frequentarvi i corsi di lingua e letteratura. Arruolatosi in aeronautica e ottenuto il brevetto, divenne ufficiale pilota di complemento nel 1938.

Combatté con il grado di sottotenente nella 413ª Squadriglia, durante la campagna d'Africa Orientale ai comandi del Fiat C.R.42 Falco. Qui, dopo i successi iniziali, il 19 gennaio 1941, le forze inglesi avevano avviato una decisa controffensiva e, dopo cinque mesi di combattimenti, il 6 giugno 1941, erano rimasti, in grado di volare, solo il C.R.32 del Maresciallo Giardinà della 410ª Squadriglia e, appunto, il C.R.42 del tenente Malavolta. I due piloti da caccia colsero di sorpresa le formazioni della RAF abbattendo un Wellesley il 2 luglio e un altro sette giorni più tardi.[1] Secondo alcuni autori, furono, questi, gli ultimi successi italiani in Africa Orientale. Il C.R.42 del tenente Ildebrando Malavolta fu l'ultimo aereo italiano a sostenere un duello aereo in quella regione il 24 ottobre 1941. Ma le versioni sull'ultimo combattimento aereo in Africa Orientale discordano. Decollato per mitragliare gli aeroporti inglesi di Dabat ed Adi Arcai, secondo alcuni storici, fu intercettato da tre Gladiator ed abbattuto dopo che era riuscito a distruggere due aeroplani nemici.[2] Per altri autori, Malavolta riuscì soltanto a mitragliare i due Gladiator. Secondo lo storico Håkan Gustavsson, invece, quando Malavolta fu udito sorvolare l'aeroporto di Dabat, il pilota della South African Air Force, (no. 47484V) Lieutenant Lancelot Charles Henry "Paddy" Hope, decollò per intercettare il suo C.R.42 (MM7117) e lo abbatté, nonostante le disperate manovre di fuga del pilota italiano. Il giorno seguente fu trovato il relitto dell'aereo con Malavolta ancora nel posto di pilotaggio. Hope lanciò un messaggio sulle linee italiane ad Ambazzo. "Onore al pilota del Fiat: egli era un valoroso. South African Air Force." Questo del 24 ottobre fu comunque l'ultimo combattimento aereo in Africa Orientale.[3][4] Il pilota venne insignito della medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro, Medaglia d'argento al valor militare e Croce di Cavaliere - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro, Medaglia d'argento al valor militare e Croce di Cavaliere
«Abile e generoso pilota da caccia, già distintosi in precedenza, allo scopo di fornire elementi precisi ai propri comandi sull'entità e la dislocazione di forze armate nemiche assedianti una piazzaforte, offrissi volontario per effettuare isolatamente la sortita, nonostante la precaria efficienza del vetusto mezzo disponibile e il sicuro contrasto di superiori forze aeree avversarie. Espletava felicemente la missione; sulla via del ritorno, attaccato da due velivoli da caccia riusciva dopo strenua lotta, ad abbatterne uno e a costringere l'altro all'atterraggio di fortuna. Raggiunto in prossimità delle nostre linee avanzate da un terzo assalitore che gli si avvicinava col favore delle nubi, pur a corto di munizioni, impegnava audacemente combattimento. Colpito mortalmente, chiudeva la sua giovane vita col supremo olocausto alla Patria. Il nemico a mezzo di messaggio lanciato da aereo tributava all'eroe il suo pietoso cavalleresco omaggio.[5]»
— Cielo dell'A.O.I. (Gondar), 24 ottobre 1941

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Emiliani Ghergo Vigna 1979 p. 63.
  2. ^ Sgarlato 2005, p. 29.
  3. ^ Gustavsson, Håkan. "Biplane Fighter Aces from the Second World War." Håkans aviation page.
  4. ^ Vita e morte del soldato italiano nella guerra senza fortuna, Ed. Ferni - Ginevra 1973, libro I, pag. 186,187.
  5. ^ Sito del Quirinale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Sutherland, Jon & Diane Canwell. Air War East Africa 1940-41 The RAF versus the Italian Air Force. Barnsley (South Yorkshire) Pen and Sword Aviation, 2009. ISBN 978-1-84415-816-4.
  • Emiliani, Angelo - F. Ghergo, Giuseppe - Vigna, Achille. Regia Aeronautica: I fronti africani. Parma: Ermanno Albertelli editore 1979.
  • Sgarlato, Nico: FIAT CR.42, CR.32 Gli ultimi biplani. Parma, Delta Editrice, 2005.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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