Vai al contenuto

Homo antecessor

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Come leggere il tassobox
Homo antecessor
Teschio ricostruito di Homo antecessor
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
RamoBilateria
SuperphylumDeuterostomia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
InfraphylumGnathostomata
SuperclasseTetrapoda
ClasseMammalia
SottoclasseTheria
InfraclasseEutheria
SuperordineEuarchontoglires
(clade)Euarchonta
OrdinePrimates
SottordineHaplorrhini
InfraordineSimiiformes
ParvordineCatarrhini
SuperfamigliaHominoidea
FamigliaHominidae
SottofamigliaHomininae
TribùHominini
GenereHomo
SpecieHomo antecessor

Homo antecessor (Bermúdez de Castro, 1997) è una specie estinta di ominide databile tra 1,2 milioni e 800 000 anni fa, durante il Pleistocene inferiore.

Scoperto da Eduald Carbonell, Juan Luis Arsuaga e José María Bermúdez de Castro, è uno dei primi rappresentanti europei del genere Homo, considerato una fase intermedia tra Homo georgicus e Homo heidelbergensis, tutti risalenti al Pleistocene.

Nel sito Gran Dolina di Atapuerca in Spagna sono stati rinvenuti centinaia di frammenti fossili appartenenti ad almeno otto individui di questa specie, che si stima siano vissuti tra circa 772.000 e 949.000 anni fa[1][2][3]. Uno studio sulle proteine antiche di un dente, ha concluso che la specie Homo antecessor rappresenta un ramo molto vicino ma distinto all’origine del gruppo umano successivo, ovvero il clade che comprende Homo sapiens, Homo neanderthalensis e Denisoviani[4].

Modello di testa di giovane Homo antecessor custodito al Museo di storia naturale di Londra

Homo antecessor era piuttosto robusto, con un'altezza compresa tra 160–180 cm e un peso che poteva raggiungere i 90 kg; la capacità cranica era di circa 1000–1150 cm³ rispetto ai 1350 cm³ dell'uomo moderno. Data la scarsità dei reperti non è possibile conoscere molto di più della fisiologia di H. antecessor, che tuttavia appare essere stato più robusto di H. heidelbergensis.

Secondo Juan Luis Arsuaga, codirettore degli scavi di Burgos, in base ad analisi tomografiche H. antecessor era già destrorso, il che lo differenzia dalle scimmie. La capacità uditiva doveva inoltre essere simile a quella di Homo sapiens il che fa presumere che fosse in grado di utilizzare un linguaggio almeno simbolico e che fosse capace di ragionare.[5]

Il gruppo di Arsuaga sta lavorando alla mappatura del DNA di H. antecessor dopo aver interpretato quella di un orso vissuto nel nord della Spagna circa 500.000 anni fa.

Mascella e mandibola di Homo antecessor

Gli unici resti fossili conosciuti di H. antecessor provengono da due siti, Gran Dolina e Sima del Elefante, entrambi localizzati nella Sierra di Atapuerca nel nord della Spagna.

L'archeologo Eudald Carbonell i Roura dell'Universidad Rovira i Virgili di Tarragona (Spagna) e il paleoantropologo Juan Luis Arsuaga Ferreras dell'Università Complutense di Madrid scoprirono i resti dell'Homo antecessor nel livello TD6 della Gran Dolina della Sierra di Atapuerca, situata a est di Burgos nel nord della Spagna.

Negli scavi eseguiti tra il 1994 e 1995 furono ritrovati 80 frammenti di ossa appartenenti a sei individui diversi, circa 200 utensili in pietra e circa 300 ossa di animali. Tutti questi resti sono stati datati a oltre 780.000 anni. Il reperto meglio conservato è la mascella superiore e un osso frontale di un ragazzo di 10-11 anni.

Sima del Elefante

[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 giugno 2007 alcuni ricercatori spagnoli impegnati negli scavi di Sima del Elefante, annunciarono il ritrovamento di un molare datato a 1,1-1,2 milioni di anni fa. Il molare si presentava "regolarmente consumato" e ritenuto appartenere ad un individuo di 20-25 anni di età.

Il 27 marzo 2008 fu annunciato l'ulteriore ritrovamento di un frammento di mandibola, scaglie di pietra e tracce della lavorazione di ossa animali.[6]

  1. Frido Welker, Jazmín Ramos-Madrigal e Petra Gutenbrunner, The dental proteome of Homo antecessor, in Nature, vol. 580, n. 7802, 2020-04, pp. 235–238, DOI:10.1038/s41586-020-2153-8. URL consultato il 16 marzo 2026.
  2. Marina Mosquera, Andreu Ollé e Xose Pedro Rodríguez-Álvarez, Shedding light on the Early Pleistocene of TD6 (Gran Dolina, Atapuerca, Spain): The technological sequence and occupational inferences, in PloS One, vol. 13, n. 1, 2018, pp. e0190889, DOI:10.1371/journal.pone.0190889. URL consultato il 16 marzo 2026.
  3. (EN) Daniel García-Martínez, David J. Green e José María Bermúdez de Castro, Evolutionary development of the Homo antecessor scapulae (Gran Dolina site, Atapuerca) suggests a modern-like development for Lower Pleistocene Homo, in Scientific Reports, vol. 11, n. 1, 18 febbraio 2021, pp. 4102, DOI:10.1038/s41598-021-83039-w. URL consultato il 16 marzo 2026.
  4. Frido Welker, Jazmín Ramos-Madrigal e Petra Gutenbrunner, The dental proteome of Homo antecessor, in Nature, vol. 580, n. 7802, 2020-04, pp. 235–238, DOI:10.1038/s41586-020-2153-8. URL consultato il 16 marzo 2026.
  5. El Mundo newspaper (in Spanish)
  6. Eudald Carbonell, José M. Bermúdez de Castro et al., The first hominin of Europe, in Nature, vol. 452, 27 marzo 2008, pp. 465-469, DOI:10.1038/nature06815. URL consultato il 26 marzo 2008.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]