Grande pianura ungherese

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Bacino pannonico
Campi coltivati nell'Alföld

La grande pianura ungherese (o Grande Alföld, o semplicemente Alföld, in lingua ungherese: Nagy Alföld)[1][2] è una pianura che si estende fra il Danubio ed i Carpazi occupando una gran parte del bacino pannonico.

Delimitazioni[modifica | modifica wikitesto]

L'Alföld è delimitato a nord e a est dai Monti Carpazi, a sudovest dalle Montagne del Transdanubio e dalle Alpi Dinariche, a sud approssimativamente dal fiume Sava.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

L'Alföld occupa una superficie di circa 100.000 km² distribuita fra sei stati: Ungheria, Slovacchia, Ucraina, Romania, Serbia e Croazia.

Ungheria[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio della Grande Pianura in Ungheria.

Più della metà della superficie dell'Alföld si trova in Ungheria, dove la pianura con circa 52.000 km² occupa circa il 56% del territorio nazionale che è di 93.030 km².

Vi si distinguono due zone diverse:

  • quella tra il Danubio ed il Tibisco, detta anche Mesopotamia ungherese, è completamente pianeggiante e prevalentemente sabbiosa. Vi si coltiva frumento, segale e patate.
  • quella a est del Tibisco, detta Transtibisco, è invece più fertile e ricca di loess. È questa la steppa ungherese (puszta) un tempo quasi esclusivamente dominata da branchi di cavalli allo stato brado, che oggi anche grazie alle opere di bonifica e di sistemazione idraulica del bacino del medio Tibisco è adibita ad allevamento intensivo ed a coltivazioni. Nella zona a sud, nelle province ungheresi di Csongrád e Békés si coltiva frumento e mais. Viene chiamata comunemente "Puszta" dagli Ungheresi.

Slovacchia[modifica | modifica wikitesto]

La parte della grande pianura situata in Slovacchia è conosciuta come pianura slovacca orientale e si trova nella regione del Košice, che occupa la Slovacchia sud-orientale.

Ucraina[modifica | modifica wikitesto]

La parte di pianura in territorio dell'Ucraina è chiamata pianura transcarpatica e si trova nella regione della Rutenia subcarpatica.

Romania[modifica | modifica wikitesto]

In Romania la pianura occupa un vasto territorio che si estende su tutta la parte occidentale nelle regioni del Banato e Crișana a ovest della Transilvania.

Serbia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio serbo interessato dall'Alföld è la parte settentrionale della provincia della Voivodina. Qui si possono distinguere tre aree conosciute come Bačka, Banato e Sirmia.

Croazia[modifica | modifica wikitesto]

Nella Croazia la pianura include le regioni di Slavonia, Sirmia[3] e Baranja.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Culture preistoriche[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'era preistorica, la Grande Pianura Ungherese rappresentò un punto di incontro tra le culture dell'Europa orientale e occidentale.[4]

L'agricoltura nella grande pianura ebbe inizio tra 6.000 e 5.500 anni fa nel corso del Neolitico con la cultura Körös, localizzata nella regione dell'attuale Serbia,[5] seguita a partire da 5.500 anni fa dalla cultura della ceramica lineare (LBK)[6][7][8] che divenne successivamente la cultura agricola dominante in Europa. La LBK fu poi seguita tra 5.500 e 3.400 anni fa dalla cultura di Lengyel del tardo Neolitico.

Nella fase iniziale dell'età del bronzo (2.800 - 1.800 a.C.), la crescente domanda di minerale grezzo in Europa innescò una rete di commerci intercontenentali,[9] e le culture della Grande Pianura incorporarono elementi di altre culture del Bronzo del vicino oriente, delle steppe e dell'Europa centrale.

Nel corso dell'età del ferro (primo millennio a.C.), nella regione del Transdanubio comparve una variante della cultura di Hallstatt, originaria dell'Europa centrale; evidenze di cultura pre-Scita e Scita sono presenti nella parte orientale della Grande Pianura ungherese.

Nel 2014 è stato pubblicato un importante studio sulle sepolture della Grande Pianura..[10]

I dati, riferiti a un periodo di 5000 anni, mostrano significativi cambiamenti del genoma all'inizio del Neolitico, dell'età del bronzo e del ferro, con periodi di stabilità nelle fasi intermedie. Il più antico genoma neolitico è simile a quello degli altri cacciatori-raccoglitori europei e sorprendentemente non mostra evidenza di persistenza di lattasi in quel periodo. I reperti più recenti, che risalgono all'età del ferro, mostrano un'influenza genomica orientale contemporanea all'introduzione di riti di sepoltura della steppa. In contemporanea ci fu anche una transizione verso una pigmentazione più chiara.

Popolazioni nomadi[modifica | modifica wikitesto]

La Grande Pianura ungherese divenne anche il centro di insediamento di popoli nomadi europei, data la somiglianza con l'ambiente naturale delle steppe pontico-caspiche. Nella pianura si insediarono varie popolazioni tra cui Unni, Avari, Magiari, Cumani e altre tribù nomadi provenienti dalla steppa eurasiatica.[11][12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gábor Gercsák, Hungarian geographical names in English language publications (PDF), in Studia Cartologica, Eötvös Loránd University, 2002. URL consultato il 30 aprile 2011 (archiviato dall'url originale il 20 marzo 2012).
  2. ^ (HU) Gábor Gercsák, Magyar tájnevek angol fordítása (PDF), in Fasciculi Linguistici / Series Lexicographica, Eötvös Loránd University, 2005. URL consultato il 30 aprile 2011 (archiviato dall'url originale il 20 marzo 2012).
  3. ^ (HR) Emil Heršak e Boris Nikšić, Hrvatska etnogeneza: pregled komponentnih etapa i interpretacija (s naglaskom na euroazijske/nomadske sadržaje) [Croatian Ethnogenesis: A Review of Component Stages and Interpretations (with Emphasis on Eurasian/Nomadic Elements)], in Migration and Ethnic Themes, vol. 23, n. 3, Zagreb, Institute for Migration and Ethnic Studies, settembre 2007, p. 255, ISSN 1848-9184 (WC · ACNP).
    «U velikoj mađarskoj nizini Alföld zapadno od Karpata tradicionalno su se smještale euroazijske nomadske skupine, a dio panonske Hrvatske može se smatrati ekstenzijom tog područja, osobito istočna Slavonija i s njome povezani dijelovi Srijema.[5]»
  4. ^ S. Milisauskas, European Prehistory: a Survey, Springer, 2011.
  5. ^ A. Whittle, Europe in the Neolithic: the Creation of New Worlds, Cambridge University Press, 1996.
  6. ^ N. Kalicz e J. Makkay, Die Linienbandkeramik in der Großen Ungarischen, Akadémiai Kiadó, 1977.
  7. ^ A. Sherratt, Economy and Society in Prehistoric Europe. Changing Perspectives, Edinburgh University Press, 1997.
  8. ^ K. Oross e E. Bánffy, Three successive waves of Neolithisation: LBK development in Transdanubia, in Doc. Praehist., vol. 36, 2009, pp. 175–189, DOI:10.4312/dp.36.11.
  9. ^ J. McIntosh, Handbook to Life in Prehistoric Europe, Oxford University Press, 2009.
  10. ^ Cristina Gamba, Eppie R. Jones, Matthew D. Teasdale, Russell L. McLaughlin, Gloria Gonzalez-Fortes, Valeria Mattiangeli, László Domboróczki, Ivett Kővári, Ildikó Pap, Alexandra Anders, Alasdair Whittle, János Dani, Pál Raczky, Thomas F. G. Higham, Michael Hofreiter, Daniel G. Bradley e Ron Pinhasi, Genome flux and stasis in a five millennium transect of European prehistory, in Nature Communications, vol. 5, 2014, pp. 5257, DOI:10.1038/ncomms6257, ISSN 2041-1723 (WC · ACNP), PMC 4218962, PMID 25334030.
  11. ^ Y-chromosome haplogroups from Hun, Avar and conquering Hungarian period nomadic people of the Carpathian Basin, in Nature, 12 novembre 2019.
  12. ^ Hungary – History, in Encyclopædia Britannica.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]