Giuseppe Ghislanzoni

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Giuseppe Ghislanzoni
FOTO GIUSEPPE GHISLANZONI.jpg
NascitaCalco, 22 dicembre 1897
Mortenei pressi del Monte Melago, vicino ad Asiago, 26 febbraio 1918
Cause della mortecaduto in combattimento
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegio Esercito
ArmaCavalleria
CorpoServizio Aeronautico
Specialitàcaccia
Reparto4ª Squadriglia per l'artiglieria
31ª Squadriglia
48ª Squadriglia
70ª Squadriglia caccia
Anni di servizio1915-1918
GradoTenente pilota
Decorazionivedi qui
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Giuseppe Maria Emilio Carlo Alessandro Ghislanzoni (Calco, 22 dicembre 1897Asiago, 26 febbraio 1918) è stato un aviatore italiano. Sottotenente del Servizio Aeronautico del Regio Esercito, cadde in combattimento durante la prima guerra mondiale, e fu decorato con Medaglia d'argento al valor militare alla memoria.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Vescogna il 22 dicembre 1897, figlio di Carlo e Alessandra Serassi. Allo scoppio della prima guerra mondiale si arruolò volontario nel Regio Esercito con il grado di sottotenente di complemento, venendo assegnato all'Arma di Cavalleria. Appassionatosi al mondo dell'aviazione chiese, ed ottenne, di frequentare la scuola di pilotaggio di Pisa e successivamente quella di Busto Arsizio.[1] Conseguito il brevetto di pilota militare, il 5 ottobre 1915 è nella 4ª Squadriglia per l'artiglieria e nel gennaio del 1916 fu mandato al fronte, il 15 aprile è nella 31ª Squadriglia, il 1º gennaio 1917 nella 48ª Squadriglia e dopo essersi rimesso da un incidente aereo, gli fu assegnato un biplano da caccia Nieuport-Macchi Ni.10.[1]

Assegnato alla 70ª Squadriglia caccia[2] del X Gruppo,[2] nella quale prestarono servizio anche gli assi Francesco Baracca e Fulco Ruffo di Calabria, iniziò a volare a bordo dei Nieuport 17, transitando successivamente sugli Hanriot HD.1. A bordo del suo HD.1 la mattina del 26 febbraio 1918 decollò dall'aeroporto di Istrana, dove era stanziata la squadriglia[3] ma in seguito ad un'avaria del motore dovette rientrare alla base per il cambio del velivolo. Tentò nuovamente di raggiungere i propri compagni di squadriglia ma fu intercettato da tre aerei austriaci con i quali ingaggiò un duro combattimento. Gravemente ferito dai proiettili delle mitragliatrici del Phönix D.I dell'asso Kurt Gruber, precipitò con il suo aereo[4] in fiamme nei pressi del Monte Melago, vicino ad Asiago, dove trovò la morte. Per questa azione gli fu conferita la Medaglia d'argento al valor militare alla memoria.

Nel dopoguerra a Giuseppe Ghislanzoni fu intitolato[5] il 6 aprile 1930[6] l'Aero Club di Como.[1]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Abile pilota, eseguì numerose ricognizioni, dimostrando alto sentimento del dovere e sprezzo del pericolo. Assegnato ad una squadriglia di caccia, dié, in varie circostanze bella prova di ardire e di calma. Il 26.2.1918 partito in crociera, avendo perso di vista i compagni di pattuglia a causa delle cattive condizioni atmosferiche, ed essendo stato attaccato improvvisamente da tre apparecchi nemici, oppose, da solo, valida resistenza, finché colpito a morte da proiettili di mitragliatrici, cadde con l'apparecchio in fiamme.»
— M. Melago, 26 febbraio 1918.
— R.D. 14 agosto 1919[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Aereo Club Como, Url consultato il 24.2.2014.
  2. ^ a b Varriale 2009, p. 10.
  3. ^ A quella data il X Gruppo era dotato di cinque squadriglie: 70ª e 82ª a Istrana, 87ª a Ghedi, 91ª a Quinto, 5ª, più la Squadriglia Difesa Padova.
  4. ^ Si trattava dell'Hanriot HD.1 matricola 6244.
  5. ^ L'inaugurazione avvenne alla presenza del generale Antonio Bosio, comandante della 1ª Zona Aerea Territoriale, del generale Giuseppe Manni, Sottocapo di Stato Maggiore, il colonnello Aurelio Liotta, commissario straordinario dell'Aero Club d'Italia, il comandante Giberti, il capitano Gaeta e Sua Eccellenza Raffaello Riccardi, Sottosegretario di Stato all'Aeronautica, a cui spettò l'onore di inaugurare il gagliardetto. Finita la cerimonia, gli aviatori si recarono a Olgiate Calco per far visita alla famiglia Ghislanzoni.
  6. ^ Corriere di Como, mercoledì 27 ottobre 2010, pag.8-9.
  7. ^ Decorati al Valore Militare della Provincia di Como, Editrice Historia, Milano, 1940.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Decorati al Valore Militare della Provincia di Como, Milano, Editrice Historia, 1940.
  • Roberto Gentili, A. Iozzi, Paolo Varriale, Gli Assi dell'Aviazione italiana nella Grande Guerra, Roma, Adel Grafica S.rl., 2002.
  • Roberto Gentili, Paolo Varriale, I reparti dell'Aviazione italiana nella Grande Guerra, Roma, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, 1999.
  • Manlio Molfese, L'aviazione da ricognizione italiana durante la grande guerra europea (maggio 1915-novembre-1918), Roma, Provveditorato generale dello Stato, 1925.
  • (EN) Paolo Varriale, Italian Aces of World War 1, Botley, Osprey Publishing Company, 2009, ISBN 978-1-84603-426-8.
  • Paolo Varriale, I caduti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra, Roma, Ufficio Storico dell'Aeronautica Militare, 2014.