Giuseppe Aonzo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Giuseppe Aonzo
Giuseppe Aonzo.jpg
guardiamarina Giuseppe Aonzo
24 maggio 1887 – 1º gennaio 1954
Nato a Savona
Morto a Savona
Dati militari
Paese servito Italia Italia
Forza armata Regia Marina
Corpo Flottiglia MAS
Unità motoscafi armati siluranti
Battaglie Premuda 10 giugno 1918
Comandante di MAS 21
Decorazioni medaglia d'oro al valor militare
Frase celebre Dio, patria e famiglia gli scopi della sua vita; onestà, lealtà e dovere le sue leggi; il mare la sua poesia
Altro lavoro comandante di navi petroliere
voci di militari presenti su Wikipedia

Giuseppe Aonzo (Savona, 24 maggio 1887Savona, 1º gennaio 1954) è stato un comandante marittimo e militare italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Della sua infanzia si conosce poco ma sicuramente è molto legato al mare e alla vita legata ad esso. Svolge il servizio militare di leva in marina, venendo arruolato nel 1907. Il 1º gennaio 1908 è nominato allievo timoniere, nel maggio dello stesso anno ottiene il grado di timoniere e nell'ottobre è nominato sottocapo timoniere. Il 12 novembre 1908 è posto in congedo illimitato.[1]

Cresce lavorando nella marina mercantile e grazie alla sua passione e caparbietà diventa capitano di lungo corso. Durante la prima guerra mondiale, dopo l'entrata in guerra del Regno d'Italia contro l'Impero austro-ungarico, si arruola volontario nella Regia Marina italiana e la sua esperienza marinaresca, nonché la qualifica di capitano di lungo corso, gli permettono di essere inquadrato con il grado di capo nocchiere di 2ª classe.

Dopo poco tempo viene nominato guardiamarina di complemento. Il suo nome è legato a quello dell'allora capitano di corvetta Luigi Rizzo col quale partecipa il 10 giugno 1918, all'impresa di Premuda in cui i due MAS 15 e 21, guidati rispettivamente da Rizzo e Aonzo, attaccarono una formazione austriaca comprendente le due corazzate Szent István e Tegetthoff. Nell'azione, il MAS 15 comandato da Rizzo lanciò i due siluri che esplosero contro la Szent István che affondò; invece il MAS 21 agli ordini di Aonzo lanciò i suoi due siluri che colpirono la Tegetthoff. Tuttavia la loro mancata esplosione impedì l'affondamento della seconda corazzata austroungarica[2][3][4]. Questa azione gli vale la concessione della Medaglia d'oro al valor militare e la promozione a Sottotenente di vascello.

Dopo la fine della prima guerra mondiale abbandona la Regia Marina, torna alla città natale e al suo lavoro a bordo di navigli mercantili. Dal 16 agosto 1940, con il grado di capitano di fregata di complemento, partecipa alla seconda guerra mondiale al comando dei piroscafi Rossigni, Italia e Diamante. Terminato il conflitto è trasferito nella riserva per raggiunti limiti di età e, a decorrere dal 24 maggio 1945, esattamente trent'anni dopo lo scoppio della prima guerra mondiale riprende il suo lavoro alla Standard Oil che nel frattempo è diventata Esso Standard[1]. Muore a Savona il 1º gennaio 1954. Il 22 settembre 2007 la caserma della Capitaneria di porto di Savona è stata intitolata a Giuseppe Aonzo MOVM. Il 10 giugno 2013 all'Accademia navale di Livorno viene donato dalla famiglia Grillo Aonzo, con il contributo del Gruppo ANMI "Vanni Folco" di Savona, un busto bronzeo installato lungo il viale dei Pini all'interno dell'Accademia stessa. Opera realizzata dalla scultrice albisolese Anna Matola. Il 11 ottobre 2013 il calco utilizzato per realizzare il busto bronzeo è stato donato al Museo di scienze nautiche Leon Pancaldo di Savona, istituto frequentato dal comandante Aonzo (su desiderio della famiglia). Copia in terracotta rossa è stata donata, sempre dalla famiglia Grillo Aonzo, al museo navale della Spezia il 4 dicembre 2014 .

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Comandante di piccola silurante in perlustrazione nelle acque di Dalmazia, assecondava con pronta intelligenza, immediata decisione e mirabile ardimento il comandante della sua sezione nel portare a fondo l’attacco contro una poderosa forza navale nemica. Superata la linea fortissima delle scorte, procedeva risolutamente all’attacco di una delle corazzate e, con animo gagliardo, straordinaria abilità e fortunata audacia, lo portava a compimento esplicando così le più belle doti di perizia militare e marinaresca.»
— Costa dalmata, notte sul 10 giugno 1918[5]
Promozione a sottotenente di vascello per merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Promozione a sottotenente di vascello per merito di guerra
— Costa dalmata 1918
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa italiana della vittoria

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere della Legione d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere della Legione d'onore (Francia)
Cavaliere dell'Ordine di San Michele e San Giorgio (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di San Michele e San Giorgio (Regno Unito)
Croix de guerre (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Croix de guerre (Francia)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Pagnottella, P.; Per non dimenticare, in Marinai d'Italia, n.11, novembre 2009, anno LIII: pp. 28-30
  2. ^ I due equipaggi:
    • MAS 15: capitano di corvetta Luigi Rizzo, capo timoniere di 2ª classe Armando Gori, cannoniere Giorgio Varchetta, fuochista Salvatore Annaloro, fuochista Giuseppe De Fano, torpediniere Eraldo Bertucci, marò Letterio Donato, marò Francesco Bagnato, volontario motonauta Emilio Manfredi.
    • MAS 21: guardiamarina Giuseppe Aonzo, nocchiere Luigi Rossi, cannoniere Querino Capuano, torpediniere Bruno Santarelli, torpediniere Lorenzo Feo, fuochista Giovanni Calipari, fuochista Ugo Tomat.
  3. ^ L'equipaggio italiano che, sotto il comando di Luigi Rizzo, affrontò in mare aperto la flotta austriaca ed affondò la corazzata Santo Stefano
  4. ^ L'impresa di Premuda ha avuto una rilevanza tale che il 13 marzo 1939 la data dell'incursione fu scelta come Festa della Marina.
  5. ^ Scheda del decorato sul sito del Quirinale

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rizzo Luigi; L'affondamento della Santo Stefano e le sue conseguenze militari e politiche, Trieste, Tipografia moderna Susme, 1927.
  • Pagnottella Paolo; Per non dimenticare, in Marinai d'Italia, n.11, novembre 2009, anno LIII: pp. 28–30.
  • Milazzo Giuseppe; "Giuseppe Aonzo e l'impresa di Premuda" nel XXXIX volume degli "Atti della Società Savonese di Storia Patria", Savona, Sabatelli, 2003.
  • Sandro Bocchino e Giuseppe Grillo Marinai Savonesi Anmi Savona 2007
  • Gouseppe Grillo "Giuseppe Aonzo un savonese medaglia d oro a Premuda nel ricordo del nipote" Pigmenti cultura Maggio 2015

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]