Giorgio Cremaschi

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Giorgio Cremaschi (Bologna, 27 settembre 1948) è un sindacalista italiano. È stato presidente del Comitato Centrale della Fiom, l'organizzazione dei metalmeccanici della Cgil, dal 2010 al 2012.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si è laureato in Scienze politiche all'Università di Bologna.

Dopo le prime esperienze nel sindacato della scuola del capoluogo emiliano, arrivò a Brescia nel 1974 per un incarico all'interno del progetto delle «150 ore», iniziativa realizzata dall'allora sigla unitaria dei metalmeccanici, la Flm (Federazione lavoratori metalmeccanici), per la formazione e il conseguimento d'un titolo di studio da parte degli operai bresciani.

Gli anni Ottanta lo hanno visto protagonista degli scontri sindacali in numerose aziende della provincia; confronti accesi e scontri durissimi legati non solo all'organizzazione del lavoro e al salario, ma pure al ruolo del sindacato in azienda. Dopo la lunga parentesi alla Fiom di Brescia (di cui è stato anche segretario generale dal 1981 al 1988), ha iniziato l'esperienza dei vertici nazionali di categoria, quindi quella non meno intensa della Fiom torinese, e poi, nuovamente a Roma, quella di segretario nazionale dei metalmeccanici della Cgil. In questo periodo aderisce, come semplice iscritto, a Rifondazione Comunista.

Dal 2005 è stato leader dell'area programmatica interna alla Cgil denominata "Rete 28 aprile" . Dal 2010 fino all'estate 2012 è stato presidente del Comitato centrale della Fiom.

Dall'estate 2011 è tra i promotori ed attivisti di primo piano del comitato "No Debito"[1].

Nel 2013 diventa tra i primi ad organizzare la rete anticapitalista nazionale "Ross@" insieme a Nazareno Festuccia e altri. Il 2 dicembre 2013 presenta, come primo firmatario, il Documento II "Il sindacato è un'altra cosa - rivendicAZIONI per una CGIL indipendente, democratica, che lotta", in antitesi al Documento I (prima firmataria Susanna Camusso, proposto da tutta la segreteria nazionale eccettuato Cremaschi) "Il lavoro decide il futuro". Entrambi i documenti andranno a votazione tra gli iscritti CGIL il 6, 7, 8 maggio 2014 in occasione del XVII Congresso CGIL.

Il 15 settembre 2015 Cremaschi, con un articolo pubblicato su The Huffington Post, intitolato "Perché lascio la Cgil", annuncia pubblicamente e spiega i morivi della sua decisione di abbandonare il sindacato di Corso Italia, restituendo la tessera dopo 44 anni di militanza: «Oramai mi sento totalmente estraneo a ciò che realmente è questa organizzazione e non sono in grado minimamente di fare sì che essa cambi.»[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Appello "Dobbiamo fermarli!", su Comitato nazionale No Debito. URL consultato il s8 settembre 2015.
  2. ^ Giorgio Cremaschi, Perché lascio la Cgil, in The Huffington Post, 15 settembre 2015. URL consultato il 18 settembre 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN46401025 · SBN: IT\ICCU\IEIV\047885
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