Giannini

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Società Meccanica Industriale Giannini Automobili S.p.A.
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Stato Italia Italia
Tipo società per azioni
Fondazione 21 marzo 1963 a Roma
Sede principale Roma, via delle idrovore della Magliana 57
Fatturato 1.795.000 (2007)
Sito web www.gianniniautomobili.com

Giannini Automobili S.p.A. è una casa automobilistica italiana, fondata nel 1920 dai fratelli Attilio e Domenico Giannini. Ha sede a Roma.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini[modifica | modifica sorgente]

Nata come officina specializzata di riparazioni meccaniche, diventano nel 1922 parte della rete di assistenza Itala. Grazie a questa collaborazione e alle competenze maturate, diventano preparatori nel 1927 in occasione della prima edizione della Mille Miglia. Preparano una Itala Tipo 61 su commissione del marchese Pellegrini.

Anni trenta[modifica | modifica sorgente]

Si cimentano durante gli anni trenta alla elaborazione di vetture di cilindrata più piccola, in particolare la Topolino della Fiat, non limitandosi a modifiche sul motore ma anche all'assetto e ai freni.

Anni quaranta[modifica | modifica sorgente]

Dopo la seconda guerra mondiale i fratelli Giannini cominciano la produzione in proprio di motori. Nel 1947 producono un motore tre cilindri Diesel iniezione diretta per autocarri denominato 3A con una potenza di 40 CV a 3000 giri/min. Non ottengono un gran successo, ne vendono solo poche centinaia. Nel 1948 abbandonato il settore autotrasporto, si cimentano nel settore a loro più congeniale, quello delle corse. Dall'esperienza decennale sui motori della Topolino e con l'apporto dato da un progettista poliedrico come l'ingegner Carlo Gianini, padre della "Rondine", creano il motore G1 di 750 cm³ che ottiene ottimi risultati durante la Mille Miglia del 1949. Sarà ancora l'ingegner Gianini a progettare per loro il motore bialbero Giannini G2 che motorizzeranno le vetture Giaur, acronimo di Giannini Urania, costruite con il teramano Berardo Taraschi.

Anni cinquanta[modifica | modifica sorgente]

Durante il decennio l'azienda porta avanti varie politiche commerciali, tra cui l'apertura di concessionarie con annesse officine, vendite conto terzi, vendite per conto della stessa Fiat. Nel 1953, una parentesi motociclistica vede la Gianini impegnata a realizzare il prototipo da competizione Moto Guzzi 4, meglio noto come "La Romana". Si tratta di una moto destinata ai gran premi con motore quadricilindrico in linea, progettata dall'ing. Carlo Gianini e dal figlio Giovanni, su commissione di Giorgio Parodi.

La divisione[modifica | modifica sorgente]

Per svariati motivi però e malgrado i buoni risultati commerciali, l'azienda si ritrova in gravissime difficoltà economiche che la portano nel 1961 alla chiusura. I due fratelli e i rispettivi figli, si trovano in tale disaccordo che creeranno due nuove società distinte.

Nascono così la Costruzioni Meccaniche Giannini S.p.A. di Attilio Giannini e la Giannini Automobili S.p.A. di Domenico Giannini.

Costruzioni Meccaniche Giannini S.p.A.[modifica | modifica sorgente]

La Costruzioni Meccaniche Giannini S.p.A. prosegue nel settore delle elaborazioni, progettazione motori e prototipi, rinunciando completamente ai meno pregiati servizi di assistenza e manutenzione. Questa scelta, malgrado i tanti ottimi lavori svolti, si rivelerà fatale per il suo futuro. La Costruzioni Meccaniche Giannini S.p.A. chiuderà definitivamente nel 1971.

Giannini Automobili S.p.A.[modifica | modifica sorgente]

Giannini 590 GT

La Giannini Automobili S.p.A. potenzia inizialmente la rete commerciale e le officine di riparazione e manutenzione, mentre le personalizzazioni si riducono drasticamente a piccoli interventi. Successivamente dal 1963 vengono riprese le elaborazioni di vetture standard e la vendita di kit di trasformazione: in quell'anno viene presentata la versione elaborata della piccola 500 della Fiat, la Fiat 590 Gt e la 500 TV. Assieme a questa vengono prodotti altri modelli, prevalentemente della casa torinese. Gli anni sessanta trascorrono ottimamente, tra elaborazioni e partecipazioni a gare, anche se il 16 marzo 1967 Domenico Giannini muore per un infarto.

1968 Giannini 590 GT

L'arrivo di Volfango Polverelli[modifica | modifica sorgente]

Dopo la morte di Domenico Giannini si apre un nuovo periodo per l'azienda, che si troverà a fare i conti con grandi problemi di conduzione e organizzazione, tali da portare gli amministratori dell'epoca a chiamare una persona esterna per recuperare la piena funzionalità. Viene chiamato a questo delicato compito l'avvocato Volfango Polverelli. Inizialmente contrario, ma grande appassionato di automobili e motori, viene progressivamente attratto dalla missione proposta. Il coinvolgimento nel tempo è tale che non solo risana l'azienda ma ne diventa anche socio. Poi progressivamente con acquisizioni di quote sempre maggiori ne diverrà, nel 1973, unico proprietario. La nuova gestione porta grandi, cambiamenti tra cui una nuova sede e l'ingresso nell'organigramma aziendale dei figli di Polverelli; Gabriele, Gaetano, e Giacomo, ognuno responsabile di un proprio settore. Le nuove elaborazioni fanno capo all'ingegner Armando Palanca conosciuto sia nel settore automobilistico sia in quello aeronautico. Sono i primi anni ottanta. L'avvento di Palanca dà nuovo slancio alla Giannini, nuovi modelli vengono presi in considerazione ed elaborati come la 126, la Ritmo e la Panda e parallelamente aumentano le partecipazioni, dirette e non, a manifestazioni sportive.

Il mondo delle elaborazioni che tante aziende avevano intrapreso era però destinato ad entrare in una crisi irreversibile. Le cause furono molteplici ma principalmente risiedevano sia nei costi sempre maggiori da sostenere, sia nel fatto che le grandi case cominciavano a creare loro stesse modelli in varie versioni. Tale crisi è amplificata dalla morte dell'avvocato Volfango Polverelli, asse portante dell'azienda, che viene a mancare il 13 luglio 1984 in seguito a una grave crisi respiratoria.

In seguito al perdurare della crisi, nel 1985, viene presa la decisione di abbandonare completamente l'elaborazione e passare nel settore della carrozzeria; partono quindi le nuove personalizzazioni del Look di diverse vetture come la Uno, la Tipo e la Panda. Le modifiche riguardano principalmente le tappezzerie, sellerie, accessori, ma anche le verniciature, paraurti e alettoni.

La Giannini oggi[modifica | modifica sorgente]

La Giannini attualmente collabora con Fiat e si occupa principalmente dell'assistenza post-vendita. Oltre alle storiche commesse di assistenza con la Guardia di Finanza e il Ministero dell'Interno, si occupa di carrozzeria ed è membro del Gruppo Carrozzieri presso l'ANFIA.

Le vetture Giannini nello sport[modifica | modifica sorgente]

Le vetture elaborate da Giannini hanno caratterizzato negli anni '60, '70 e anche '80, le gare riservate alle vetture elaborate. Negli anni '60 fu caratteristica la rivalità delle tante versione elaborate della 500 Giannini con le vetture Abarth.

Negli anni dal 1983 al 1984 la Giannini conquistò formalmente anche due titoli mondiali sport nella categoria C-Junior. Si trattò in realtà di un escamotage per permettere ad un costruttore artigianale di motori, la "Carma" di Facetti e Finotto di partecipare a detto campionato, riservato solo a costruttori riconosciuti dalla FIA. Il motore di questa casa (un 1,4 litri turbo 4 cilindri) venne così marchiato "Giannini". Ma non vi fu alcun coinvolgimento della casa romana.

Principali modelli Giannini[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Enzo Altorio, Giannini, Edizioni Automitica, Avezzano, 1995

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]