Gian Pietro Porro (politico)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Gian Pietro Porro

Podestà di Como
Durata mandato 17 settembre 1808 –
fine 1815
Predecessore ?
Successore Giambattista Luraschi

Dati generali
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Università Università di Pavia

Giovanni Pietro Gaspare Giuseppe Porro, detto Gian Pietro Porro o Giampietro Porro (Como, 30 luglio 1773Milano, 1º aprile 1851), è stato un politico italiano, podestà di Como dal 1808 al 1815.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gian Pietro Porro nacque a Como il 30 luglio 1773,[1] (o forse il 22 giugno[2]) da Giambattista, della nobile famiglia Porro, e da Daria Passalacqua.[1] A un anno si trasferì con la famiglia a Codogno, poi a Induno Olona, per tornare poi nel 1778 a Como.[1]

Nel novembre 1790 iniziò a studiare giurisprudenza all'Università di Pavia, laureandosi quindi nel giugno 1794.[1]

Nell'aprile 1799, quando a causa delle sconfitte a seguito della campagna italiana di Suvorov, i Francesi lasciarono Como, fu creato un Magistrato provvisorio ad amministrare la città, tra i cui membri fu scelto anche Gian Pietro Porro;[1] l'organo rimase in carica tredici mesi, fino al ritorno dei Francesi con la Campagna d'Italia.[1] Il nuovo governo francese riconobbe l'operato del Magistrato municipale, confermandolo in carica, ma Porro lasciò comunque l'incarico prima della fine del 1800.[1]

Nel dicembre 1801 fu scelto tra i membri da inviare ai Comizi di Lione, ma per un errore di stampa fu sostituito da Luigi Porro Lambertenghi.[1]

Nel 1808, su proposta dei consiglieri comunali e con decreto di Napoleone (1º settembre), Porro fu nominato podestà di Como, a partire dal 17 settembre.[1] Durante il suo mandato diede a Como un aspetto urbanistico moderno, sistemando diverse strade e piazze, iniziando la costruzione della rete fognaria, e ristrutturando o costruendo alcuni edifici pubblici (Liceo classico Alessandro Volta, Porta Torre, il Teatro Sociale, il Cimitero).[1][3] Terminò quindi l'incarico alla fine del 1815.[1][3]

Nel 1816 fu nominato deputato alla Congregazione Centrale della Lombardia,[2][1] di cui divenne in seguito anche presidente.[3]

Nel 1823 fu tra i fondatori della Cassa di Risparmio di Milano, poi divenuta Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde (CARIPLO),[3] della quale fu commissario, e poi presidente dal 1839 al 1852.[2]

Fu nel 1842 promotore della compagnia di navigazione del lago di Como, detta "Lariana",[2][3] e dal 1845 presidente della Imperial-Regia Privilegiata Strada Ferrata Ferdinandea Lombardo-Veneta, la società alla quale venne affidata la realizzazione della Ferrovia Milano-Venezia.[2]

Il 21 aprile 1811 sposò a Milano, nella Chiesa di San Babila, Barbara Verri (figlia di Pietro Verri e di Vincenza Melzi d'Eril),[1] da cui ebbe tre figli maschi e una femmina: Francesco Angelo (1812-1876), Carlo (1813-1848), Alessandro (1814-1879) che fu poi senatore del regno d'Italia, e Daria (1825, Milano-22 febbraio 1888 a Como).[2][1]

Morì a Milano il 1º aprile 1851, e fu sepolto a Rovello (oggi chiamata Rovello Porro), dove aveva la villeggiatura.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Manuale della Provincia di Como (TXT), vol. 1888, 51. URL consultato il 18 gennaio 2015.
  2. ^ a b c d e f I Porro a Rovello, su rovelloporro.altervista.org. URL consultato il 18 gennaio 2015.
  3. ^ a b c d e Fargnoli, p. 605.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Beniamino Fargnoli, Como a mosaico. Stradario ragionato della città, Publi's editrice, 1989.