Georges Pichard

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Georges Pichard (Parigi, 17 gennaio 1920Parigi, 7 giugno 2003) è stato un fumettista francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver seguito i corsi alla "École des arts appliqués", di cui sarà più tardi professore, Georges Pichard debutta nella pubblicità per conto dell'agenzia Drager, poi si mette in proprio.

Pubblica le sue prime strisce di fumetti ne "La Semaine de Suzette", nel 1956, con il personaggio di Miss Mimi, che rappresenta la "ragazza della porta accanto".

Nei primi anni sessanta incontra Jacques Lob che sarà più volte suo sceneggiatore, con cui collabora alle parodie di supereroi Ténébrax e Submerman. Ténébrax viene pubblicato nella rivista di fumetti franco-belga dalla breve vita Chouchou, continuando poi su riviste italiane come Linus[1]. Nel 1967 Submerman diventa una serie e viene pubblicata su Pilote. Dopo qualche anno Pichard abbandona completamente il genere dei fumetti comici dedicandosi a temi esplicitamente erotici.

Più tardi sarà pubblicato da Pilote, Charlie Mensuel e anche da France Soir.

Avendo collaborato con Danie Dubos al più audace Lolly-strip, serializzato per La Rire nel 1966, Pichard e Lob cominciano a lavorare a fumetti di genere erotico come Blanche Épiphanie, incominciato come serie pubblicata in V Magazine nel 1968[2] e in Italia pubblicato prima a puntate sui supplementi trimestrali di Linus della Milano Libri e poi nei due albi dalla New comics "Blanche Epiphanie Tam Tam Tam" e "Blanche Epiphanie La crociera infernale".

Questo personaggio che esce dagli schemi della morale dell'epoca, provoca numerose reazioni pubbliche e a un certo punto viene persino emulato da Jane Fonda quando va in Vietnam. Questo periodo vede Pichard sviluppare il suo stile personale dando alle sue eroine la forma di donnine tornite e fisicamente ben dotate, con un eccessivo eyeliner che dona loro un aspetto quasi gotico[3].

Pichard continua a infrangere tabu collaborando con Georges Wolinski a creare una nuova e più controversa serie con un personaggio eponimo, Paulette, che nel 1970 viene pubblicato a puntate su Charlie Mensuel[4] e in Italia sui supplementi di Linus e poi in volume dalla Milano Libri con il titolo "Paulette", mentre l'episodio "Paulette al circo" viene pubblicato in albo brossurato dalle Edizioni L'isola non trovata.

Continuando su questo genere, Pichard, riunitosi a Danie Dubos, produce Caroline Choléra, pubblicato nel 1975 come serie su L'Écho des savanes[3]. Con Marie-Gabrielle de Saint-Eutrope ("Maria Luisa, la persecuzione e la colpa" nell'edizione italiana) in 1977, la natura esplicita e sadomasochista dei lavori di Pichard porta a bandire i suoi fumetti da librerie e chioschi[4].

Tipico di Pichard è infatti il tema BDSM che si vela di moralismo: la pratica sadomaso serve a "purificare" la vittima. Ciò in qualche modo ricorda una versione parodistica e anticlericale delle pratiche cattoliche (come nel marchese de Sade o in Diderot), anche se è, in qualche modo, il pretesto per la storia a tema feticista-erotico, piena di disavventure ma spesso a lieto fine.

Meno spinte nell'enfasi erotica sono le collaborazioni di Pichard con l'autore di fantascienza Jean-Pierre Andrevon, La Reserve e Édouard, dal 1974, e Ceux-là dal 1977[5].

Verso la fine della sua vita, Pichard adatta racconti erotici classici come Le prodezze di un giovane Don Giovanni (Les Exploits d'un jeune Don Juan) di Guillaume Apollinaire, il Kama-Sutra di Vatsyayana, Figlie di tanta madre (Trois filles de leur mère) di Pierre Louÿs, La monaca (La religieuse) di Denis Diderot e anche il romanzo naturalistico Germinal di Émile Zola viene rivisto a sfondo erotico.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni francesi[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ténébrax in Cool French Comics
  2. ^ La mort de Georges Pichard in BdZoom
  3. ^ a b Georges Pichard in Lambiek Comiclopedia
  4. ^ a b Obituary: Georges Pichard Archiviato il 1º ottobre 2007, in Internet Archive. in The Independent
  5. ^ Andrevon Archiviato il [Data mancante], in Archive.is in Damned Productions

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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