Gentiana lutea

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Genziana maggiore
Gentiana lutea 230705.jpg
Gentiana lutea
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Phylum Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Gentianales
Famiglia Gentianaceae
Genere Gentiana
Specie G. lutea
Nomenclatura binomiale
Gentiana lutea
L., 1753

La genziana maggiore (Gentiana lutea L., 1753) è una pianta erbacea perenne, grazie alle radici molto sviluppate, appartenente alla famiglia delle Gentianaceae.[1] L'epiteto "maggiore", con cui è comunemente denominata la specie, si riferisce alle sue dimensioni, superiori a quelle delle altre specie del genere Gentiana, mentre il termine "lutea" si riferisce al colore giallo dei fiori, diversamente dalle genziane blu dell'iconografia alpina.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La pianta è alta da 40 a 140 cm. Si tratta di un'erba perenne, glabra, con grande rizoma ramificato e fusto cavo, semplice ed eretto. Può avere da tre a dieci fiori in verticilli all'ascella di foglie amplessicauli; la corolla di ciascun fiore, di colore giallo, è divisa in 5-6 lacinie. Fiorisce per la prima volta a dieci anni di età. I semi sono a diffusione anemofila. Le foglie basali sono opposte, picciolate, grandi, di forma ellittica, lunghe fino a 30 cm e larghe fino a 15 cm con nervature parallele evidenti. Quelle caulinari sono più piccole, sessili, lanceolate e amplessicauli. La radice è a fittone.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Vive in prati ed alpeggi poco umidi, su terreni calcarei. È diffusa fino ai 2200 m s.l.m. nelle zone montuose del sud dell'Europa. Non è molto comune. È una pianta protetta e la raccolta è vietata.

Fitoterapia[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

La Genziana maggiore è considerata un eupeptico: stimola l'appetito e aiuta la digestione. In quanto pianta medicinale veniva coltivata già durante il Medioevo. Se ne utilizzano le radici. Per il gusto amaro ma profumato e le proprietà digestive viene largamente usata in liquoreria, entrando nella composizione di diversi amari. È abbastanza comune trovare nelle zone alpine una grappa nella quale è stata lasciata in infusione una radice di genziana, che le conferisce un aroma caratteristico e proprietà digestive[2]. Nella raccolta può essere confusa con il tossico veratro (Veratrum album), in quanto con morfologia simile ma con foglie alterne e non opposte.

Leggende[modifica | modifica wikitesto]

Una leggenda ungherese racconta che durante una grande pestilenza, la quale non trovava soluzione nonostante gli umani sforzi, al re Ladislao il Santo apparve in sogno un angelo, il quale gli disse che all'alba appena sveglio, avrebbe dovuto tirare una freccia nel cielo; questa gli avrebbe indicato il rimedio per guarire il suo popolo. Il mattino seguente il re lanciò la freccia che cadde su una genziana; la radice fu subito somministrata agli appestati, che in questo modo guarirono. Altre leggende raccontano di cavalieri colpiti da incantesimi d'amore per la bellezza della pianta, per la magnificenza dei suoi colori e per il suo fascino.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Gentiana lutea, su The Plant List. URL consultato il 20 dicembre 2014.
  2. ^ Genziana maggiore, su Alta val Trebbia - Piante ed erbe medicinali. URL consultato il 14 settembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maria Luisa Sotti, Maria Teresa della Beffa, Le piante aromatiche. Tutte le specie più diffuse in Italia, Milano, Editoriale Giorgio Mondadori, 1989, ISBN 88-374-1057-3.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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