Caducifoglio

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Bosco caducifoglio in autunno
Bosco caducifoglio in inverno
Bosco caducifoglio in primavera

Con caducifoglio[1] s'intende in botanica un organismo vegetale (albero o arbusto, erbaceo o legnoso) che perde le foglie nella stagione sfavorevole (stagione fredda invernale nella zona temperata o siccitosa nella zona torrida). Le foglie delle piante caducifoglie si dicono decidue[2] o caduche e il fenomeno che causa la caduta è detto abscissione. A causa dell'aggettivo inglese deciduous che può significare sia "caducifoglio" sia "deciduo", si possono trovare in libri (specialmente traduzioni recenti di libri in inglese) locuzioni come "alberi decidui", ma questo non è corretto.

È una caratteristica diffusa soprattutto fra le latifoglie, è rara tra le conifere di cui un esempio è il genere del larice (Larix).

Esempi di piante caducifoglie tra le latifoglie sono: il nespolo comune (Mespilus germanica), il sorbo domestico (Sorbus domestica), l'azzaruolo (Crataegus azarolus), il crespino (Berberis vulgaris), il faggio (Fagus sylvatica), il corniolo (Cornus mas), il giuggiolo (Ziziphus jujuba), ecc...

Le piante che al contrario mantengono le foglie anche durante la stagione sfavorevole si definiscono sempreverdi. Nonostante il loro nome, in genere nemmeno le piante sempreverdi mantengono le foglie per sempre, ma solo per qualche anno, variando a seconda della specie. Fa eccezione soltanto il genere Welwitschia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ caducifòglio, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  2. ^ decìduo, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.

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