Gazpacho

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Gazpacho
Gazpacho Cazuela Barro.jpg
Origini
Luogo d'origineSpagna Spagna
Dettagli
Categoriaprimo piatto
Ingredienti principali
  • pomodori
  • peperoni
  • cetrioli
  • cipolla
  • pane raffermo
  • olio
  • aceto
 
Gazpacho
Ingredienti del Gazpacho

Nella cucina spagnola, il gazpacho è una zuppa fredda a base di verdure crude, molto apprezzata d'estate in regioni calde come l'Andalusia. Gli ingredienti principali sono tradizionalmente peperoni, pomodori, cetrioli e cipolla, arricchiti di volta in volta con erbe aromatiche differenti, e pane raffermo ammorbidito in acqua, che rende cremoso il composto.[1][2][3]

Il piatto si mangia comunque freddo, talvolta addirittura con cubetti di ghiaccio e accompagna crostini di pane con uova sode su una ciotola di terracotta, poiché questa trattiene meglio i sapori. Viene anche usato come aperitivo servito in bicchiere, come energetico rinfrescante.[1]

Origine ed etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1954 nel "Diccionario crítico etimológico de la lengua castellana" dal noto linguista catalano Joan Coromines si dice che l'origine deriva dal "caspacho" portoghese, che a sua volta deriva dalla voce pre-romana "caspa", che significa "frammento", in derivazione in lingua mozarabica,[4] alludendo a ciò che è stato fatto con pezzi di pane; il suffisso -acho è proprio mozarabico e è molto esteso attraverso l'area di Andalusia.[5] Alcune teorie sull'etimologia presentano altre idee che non hanno una accettazione accademica generalizzata, per esempio: in accadico il verbo kasâpu (frantumare) significa rompere in pezzi per essere distribuiti.[6]

L'origine del gazpacho può essere attribuito all'ellenico kykeon (chiamata anche dai romani come posca): una bevanda rinfrescante a base di acqua e vino. Con l'avvento dell'islamismo durante l'invasione araba di al-Andalus nell'VIII secolo, al gazpacho ellenico furono aggiunti sale e olio d'oliva. I primi gazpachos conosciuti (quelli originali) portavano solo pane, aceto, olio e spesso aglio e talvolta noci macinato, come mandorla (noto come ajoblanco, uno dei più antichi gazpachos conosciuti).[7]

La ricetta del gazpacho odierno con Pomodoro e Peperone è relativamente recente, dal secolo XIX, dato che sono piante originarie del Nuovo Mondo e la loro coltivazione massiva a scopo alimentare in Europa è successiva al XVI secolo.[8]

Il gazpacho nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Una gaffe piuttosto comune per i profani, particolarmente sfruttata in film e fiction, è lamentarsi perché "la zuppa è fredda":

  • Nella serie televisiva di fantascienza Red Dwarf, un personaggio dice "gazpacho" subito prima di morire per una fuga di radiazioni. In seguito, resuscitato in forma di ologramma, e interrogato sul significato di quelle parole, racconta un episodio del tempo in cui era cadetto, quando cadde in tale gaffe.
  • Nel film Soul Kitchen di Fathi Akin un cliente chiede che gli venga scaldato il gazpacho. Il piatto torna al cliente portato dallo chef che, "gentilmente", gli spiega come nella ricetta tradizionale spagnola vada tassativamente servito freddo.
  • In una puntata della sitcom Will & Grace, Grace prepara tale zuppa per Rob e Hellen, la quale cade in tale gaffe.

Altre citazioni:

  • Dei piatti di gazpacho appaiono nel film Olé quando il professore Salvatore Rondinella lo stava mangiando insieme a Maggie Granger
  • Nel film La leggenda di Al, John e Jack c'è questo scambio di battute:
John: "Forse m'è venuta un'idea"
Jack: "Gazpacho con la cocaina?"

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Ricetta Gazpacho andaluso, su Le Ricette di GialloZafferano.it. URL consultato il 6 novembre 2015.
  2. ^ Gazpacho: la ricetta originale e altre 10 varianti, su greenme.it. URL consultato il 6 novembre 2015.
  3. ^ Gazpacho ricco, su Sale&Pepe. URL consultato il 6 novembre 2015.
  4. ^ Template:Book quotation
  5. ^ Francisco Delgado León, (2006), Aceite de Oliva, Historia, Religión, Gastronomía, Córdoba, pag. 78.
  6. ^ Jean Bottéro, (2005), La cocina más antigua del mundo, Barcelona, (trad. García Soler), Ed. M.J., p. 218
  7. ^ Juan Eslava Galán (1990). 'Roma de los Césares', Barcelona, Planeta, p.143
  8. ^ José Briz (1989). Breviario del Gazpacho y de los gazpachos, Los breviabrios del Árbol, nº 4

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]