Friedrich Staps

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Silhouette e firma di Friedrich Staps

Friedrich Staps, o anche Stapß (Naumburg, 14 marzo 1792Vienna, 17 ottobre 1809), fu un giovane tedesco, che tentò di uccidere Napoleone Bonaparte a Vienna nel 1809. L'attentato venne sventato e Staps fucilato pochi giorni dopo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un pastore luterano di Naumbourg, Friedrich Staps era un apprendista mercante di tessuti. Ammiratore inizialmente di Napoleone, che egli aveva visto ad Erfurt nel 1808, giunse progressivamente alla convinzione che l'imperatore francese fosse il nemico della pace come della formazione di una nazione tedesca e che solo la sua morte avrebbe potuto porre fine alle guerre che insanguinavano l'Europa. Nel 1809, anno segnato dal tentativo insurrezionale del maggiore Ferdinand von Schill in Vestfalia e dall'insurrezione tirolese, condotta da Andreas Hofer, Friedrich decise di commettere un tirannicidio.

Nel settembre 1809 Staps scrisse una lettera ai genitori con la quale esprimeva le proprie intenzioni: «Miei cari genitori, devo, sì io devo partire per terminare ciò che Dio mi ha ordinato. Io parto per salvare migliaia di uomini dall'abisso della morte ed infine morire io stesso».

Tentativo e arresto[modifica | modifica wikitesto]

Staps giunse il 2 ottobre a Vienna, ove l'imperatore dimorava dopo la firma dell'armistizio di Znaim, avvenuta a metà luglio. Due giorni dopo egli si trovò per la prima volta dinnanzi alle cancellate del castello di Schönbrunn.

Il 12 ottobre[1], mentre l'imperatore sfilava nella corte del castello, Staps avanzò verso di lui, fingendo di voler porgergli una petizione, ma fu immediatamente intercettato dal maresciallo Berthier. Quando gli fu chiesto quale era la sua richiesta, egli rispose di voler parlare solo a Napoleone. L'atteggiamento deciso del giovane destò i sospetti di Berthier e, soprattutto, quelli di Rapp, che lo fece subito arrestare da un ufficiale della gendarmeria prima di farlo condurre al castello. Nella sua redingote vennero rinvenuti un coltello da cucina ed il ritratto di una giovane donna.

Interrogatorio ed esecuzione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'arresto del giovanotto, Napoleone interroga Staps (a sinistra) in presenza di Corvisart.
Staps condotto al plotone d'esecuzione (incisione di Raffet).

Interrogato dal generale Rapp, che conosceva la lingua tedesca, Staps rivelò subito le sue intenzioni, ma non volle spiegarne i motivi che a Napoleone in persona. Quest'ultimo, incuriosito, lo fece entrare nel suo studio, ove stava lavorando co il suo ministro degli Affari esteri Champagny. Con Rapp che fungeva da interprete, l'imperatore interrogò Staps, che spiegò le proprie intenzioni accusando l'imperatore di volere la rovina della Germania e dei tedeschi. Stupefatto dalla calma determinazione del giovane nemico, Napoleone lo prese per un pazzo o un visionario e lo fece visitare dal suo medico personale, Corvisart, che tuttavia ne confermò il buono stato di salute dopo averne tastato il polso. Dopo aver tentato di fargli comprendere il dolore che una sua esecuzione avrebbe provocato ai suoi parenti prossimi, Napoleone gli disse che avrebbe anche potuto perdonarlo e graziarlo. Ma Staps si rifiutò di chiedergli il perdono per un atto che lui considerava dovuto, affermando di non rimpiangere altro che lo scacco subito nel tentativo e di essere intenzionato a riprovarci ancora, nel caso fosse stato graziato.

Lo stesso giorno Napoleone scrisse a Fouché, ministro della polizia, affinché si accertasse che il fatto non venisse divulgato o, in caso di fuga, che si facesse passare Staps per pazzo.[2].

Sospettando, malgrado tutto, un complotto ordito dalla Prussia o dalla Sassonia-Weimar, Napoleone chiese al generale Jean-Baptiste Lauer di sottoporre Staps ad un ulteriore interrogatorio e fece indagare il proprio agente segreto Schulmeister, il quale tuttavia confermò che Staps aveva agito di sua iniziativa e da solo.

Staps, che rifiutò ogni cibo, fu sottoposto al giudizio di una commissione militare il 15 ottobre, condannato a morte e fucilato l'indomani da un plotone di esecuzione. Egli morì gridando: «Viva la libertà! Viva la Germania ! Morte al suo tiranno !»

Conseguenze del tentativo di Staps[modifica | modifica wikitesto]

Il tentativo di Staps fu uno choc per Napoleone, che si affrettò a concludere il trattato di Schönbrunn. Avendo compreso che egli avrebbe potuto morire anche al di fuori dei campi di battaglia, senza eredi, decise di ripudiare Giuseppina di Beauharnais, che non poteva dargli figli. Secondo lo storico Jean Tulard «…il pugnale di Staps aveva mancato Napoleone, ma colpito Giuseppina».

Memorie[modifica | modifica wikitesto]

Staps divenne per la gioventù nazionalista tedesca, l'eroe dell'unità nazionale allo stesso titolo di Karl Ludwig Sand e fu definito il «Muzio Scevola di Schönbrunn» dal giovane poeta tedesco Ernst Münch nel 1818.[3]

Questo ruolo simbolico, iniziato dalle Burschenschaft studentesche, si accentuò a partire dagli anni 1840.

Alessandro Dumas padre e Paul Meurice fecero di Staps uno degli eroi di un romanzo storico, Le capitaine Richard, apparso nel 1854. In questa opera, il gesto di Staps viene motivato dalla violenza carnale subita dalla sua innamorata, Margueritte Stiller, da parte di un soldato francese, e dalla sua appartenenza ad una società segreta, l'Unione della Virtù. Quest'ultima, chiamata Tugendbund, è effettivamente esistita e aveva tra i suoi adepti il maggior e von Schill, autore di una rivolta anti-francese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Data indicata da Jean Tulard (cf. bibliografia). A.-M. Perrot (Itinéraire général de Napoléon, Paris, 1845, p. 330) e Louis Constant Wairy (Mémoires de Constant, premier valet de chambre de l'empereur, sur la vie privée de Napoléon, sa famille et sa cour, Paris, 1830, p. 131) indicano, da parte loro, la data del 13 ottobre.
  2. ^ (FR) Corrispondenza di Napoleone I, t. 19, Paris, 1866, p. 572.
  3. ^ (DE) Ernst Münch, Sämmtliche Dichtungen, Stuttgart, 1841, p. 161.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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