Frederick Rolfe

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Frederick Rolfe nel 1893, vestito da prete, nel periodo della sua vocazione religiosa.

Frederick William Serafino August Lewis Mary Rolfe (Londra, 22 luglio 1860Venezia, 25 ottobre 1913) è stato uno scrittore e fotografo inglese, meglio noto come Baron Corvo.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

Rolfe nacque a Cheapside, Londra, figlio di un produttore di pianoforti; lasciò la scuola a quattordici anni per diventare un insegnante. Insegnò brevemente alla King's School, a Grantham, dove strinse amicizia con l'allora direttore, Ernest Hardy. Si convertì alla religione cattolica nel 1886, e per tutta la vita volle seguire la propria vocazione per il sacerdozio, nonostante la frustrazione dovuta al continuo rifiuto degli organi clericali: fu espulso da due corsi di studi, prima ad Oscott nel 1887 e poi a Roma nel 1889, a causa della sua incapacità di concentrarsi sugli studi sacerdotali e dei suoi comportamenti irregolari.

Entrò quindi nel circolo della duchessa Sforza Cesarini, che lo adottò come un nipote e gli diede il titolo di "Baron Corvo", che divenne il suo più conosciuto pseudonimo. Si faceva chiamare anche "Frank English," "Frederick Austin," "A. Crab Maid," e con numerosi altri pseudonimi. Spesso abbreviava il suo nome in "Fr. Rolfe", che può essere letto anche come abbreviazione di "fra' Rolfe", in quanto non abbandonò mai l'idea di essere quel prete che aveva sperato di diventare. Rolfe fu per gran parte della sua vita uno scrittore freelance, prima in Inghilterra e poi a Venezia. Visse in un'era non ancora di benessere, e doveva far affidamento su benefattori e sostenitori; tuttavia, la sua nature polemica e la tendenza a spettacolari litigate con la maggior parte dele persone che provavano ad aiutarlo, lo portarono a finire, nei suoi ultimi anni a Venezia, senza soldi e senza fortuna. Morì a Venezia per un infarto il 25 ottobre 1913, in completa povertà, e fu seppellito sull'isola di San Michele.

La sua biografia fornì la base del romanzo Alla ricerca di Baron Corvo, di A.J.A. Symons, un "esperimento in biografia" come lo stesso autore lo definì.

Come "Baron Corvo" o con altri nomi collaborò alla celebre rivista Yellow Book, pubblicata da John Lane. Rolfe fu anche pittore e fotografo, ed ha lasciato alcune pitture devozionali e varie foto di nudo maschile.

Rolfe fu omosessuale e numerosi dei suoi testi possono essere letti come velate descrizioni dell'omosessualità; padronegiò comunque completamente la propria sessualità, che riuscì a coniugare perfettamente con la propria religiosità e le proprie relazioni sociali. Intrecciò molte relazioni con uomini inglesi, e scrisse un numero cospicuo di poesie idealistiche e sentimentali circa ragazzi martirizzati; sia queste sia il suo primo libro (i sei racconti che componevano Stories Toto told me) contenevano elementi di pederastia, anche se tutti i giovani ragazzi ai quali Rolfe fece da insegnante hanno sempre ricordato, all'unanimità, che non ci fu mai alcun comportamento inappropriato da parte sua.

Rolfe tentò di caratterizzare le relazioni tra i personaggi dei suoi romanzi come esempi di "amore Greco" tra un uomo adulto ed un efebo, dotando quindi tali relazioni di una certa tradizione greca antica molto familiare a tutti gli edoardiani con un'educazione classica.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Nudo maschile disegnato da Rolfe, 1891

Rolfe ha scritto un certo numero di romanzi piuttosto eccentrici. Se alcuni dei suoi lavori trovano ancor oggi lettori interessati, ciò avviene soprattutto per lo stile della sua prosa: erudito, ornato, e in qualche modo "prezioso", dello stesso tipo della prosa poetica del Simbolismo.

Fra i suoi lavori appare Adriano VII (1904), il suo romanzo più autobiografico, o per meglio dire, un'autobiobrafia fantastica in cui un oscuro letterato inglese è eletto papa e parte con un programma ambizioso ed eccentrico per rifare il mondo a sua immagine.

Fra le sue altre opere:

  • Stories Toto Told Me (1898)
  • Chronicles of the House of Borgia (1901), tr. it. di Franco Salvatorelli, Cronache dei Borgia, con uno scritto di Mario Praz, Editori Riuniti, Roma 1984.
  • Tarcissus the Boy Martyr of Rome (1901)
  • Adriano VII, Guanda, Parma 1989 [Hadrian the Seventh (1904)]
  • Don Tarquinio - un romanzo catalettico fantasmatico (1905), tr. it di Bruno Oddera, Longanesi 1963. [Don Tarquinio (Chatto & Windus, London, 1905)]
  • Don Renato (1907-8), tr. di H. Furst, Longanesi, Milano 1971. [Don Renato: an Ideal Content (Chatto & Windus, London, 1907-8, edito nel 1963)]
  • Il desiderio e la ricerca del Tutto, Longanesi, Milano 1963. [The Desire and pursuit of the Whole (1909, edito nel 1934)].
  • Hubert's Arthur (1909–11)
  • The Weird of the Wanderer (1912)
  • Venice letters, Woolf, 1975 (ma 1913). (è la sua opera più apertamente omosessuale, non a caso rimasta inedita fino al 1975).
La tomba di Rolfe a Venezia.
Foto di Tito Biondi, 1890 circa.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Miriam Berkovitz, Frederick Rolfe, Baron Corvo, Putnam, New York 1977.
  • Alfonse J. A. Symons, Alla ricerca del Baron Corvo, Longanesi, Milano 1966.
  • Angiolo Tursi, La morte di Frederick William Rolfe a Venezia, in: Symons, Op. cit., pp. 349–373.
  • Brian Reade (cur.), Sexual heretics; male homosexuality in English literature from 1850-1900 - an anthology, Coward-Mccann, New York 1971, pp. 42–45 e 302.
  • Timothy D'Arch Smith, Love in earnest; some notes on the lives and writings of English Uranian poets from 1889 to 1930, Routlege, Keegan and Paul. London, 1970.
  • Donald Weeks, Corvo, Joseph, London 1971
  • Donatella Boni, "L'allucinazione italiana di Frederick William Rolfe", in Geografia del desiderio. Italia immaginata ed immagini italiane nelle opere di Frederick Rolfe, Vernon Lee, Norman Douglas, Capri, La Conchiglia, 2003, pp. 51–149

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