Franco Matacotta

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Franco Matacotta (Fermo, 1916Genova, 1º maggio 1978[1]) è stato un poeta, giornalista e insegnante italiano. Ingiustamente viene ricordato soprattutto per la sua relazione sentimentale con la scrittrice Sibilla Aleramo. Franco Matacotta è stato invece tra i più importanti poeti del novecento secondo poeti, critici e storici della letteratura come Francesco Flora, Giacomo Debenedetti, Carlo Bo, Giuliano Manacorda, Alfredo Luzi, Franco Fortini e Antonio Porta.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'infanzia e l'adolescenza trascorse a Fermo, si trasferisce a Roma per frequentare l'università. Matacotta ha pubblicato con lo pseudonimo di Francesco Monterosso alcune poesie sparse su riviste. Poi il 20 dicembre del 1941 pubblica i Poemetti col suo vero nome nelle edizioni di "Prospettive" dirette da Curzio Malaparte il cui vero nome era Kurt Erich Suckert.

Nel gennaio del 1936 inizia la corrispondenza con Sibilla Aleramo, a quel tempo sessantenne; insieme intrecciano una relazione amorosa difficile e complessa che durerà sino al marzo 1946. Grazie a questo rapporto, Matacotta può consultare numerose carte di Dino Campana custodite dall'Aleramo, che era stata sua amante dall'agosto al dicembre del 1916, e pubblica nel 1949 il cosiddetto "Taccuino Matacotta", in cui riunisce alcuni testi inediti del poeta dei Canti Orfici.

Nel 1939 si laurea con una tesi dal titolo "Giuseppe Ungaretti o della parola come mito"; due anni più tardi, nel 1941 parte per la seconda guerra mondiale ed è di stanza in Sardegna; più tardi si unirà ai partigiani. Finita la guerra, collabora con Il Mattino e Paese Sera.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Poemetti (1936-1940), Roma, Edizioni di Prospettive, 1941
  • Fisarmonica rossa, Roma-Milano, Darsena, 1945
  • La terra occupata, Roma, Nuove edizioni popolari, 1946
  • La lepre bianca, Roma, Nuove edizioni italiane, 1946
  • Naialuna (ispirato alla sua esperienza al fronte sardo), edizioni amici della poesia, 1948
  • Ubbidiamo alla terra, Rieti-Roma, Edizioni del girasole, 1949
  • Canzoniere di libertà, Roma, La nuova strada, 1953
  • I mesi, Milano, Ed. Schwarz, 1956
  • Versi copernicani (per reazione alla rivoluzione ungherese del 1956), Firenze, Vallecchi, 1957
  • Gli orti marchigiani, Padova, Rebellato, 1959
  • La peste di Milano e altri poemetti, introduzione di Franco Fortini, con 5 disegni di Pericle Fazzine, Ancona, L'astrogallo, 1975
  • Canzoniere d'amore, introduzione di Giuliano Manacorda, con 4 disegni di Pericle Fazzine, Ancona, L'astrogallo, 1977

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'almanacco Archiviolastampa.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • "Canto popolare del patriota marchigiano" e "Né da una parte, né dall'altra" [1]
  • Biografia e saggio critico su Matacotta di Alfredo Luzi
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