Francesco Orsini von Rosenberg

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Francesco Orsini von Rosenberg

Francesco Orsini von Rosenberg, in tedesco Franz-Xaver-Wolfgang von Orsini-Rosenberg (Vienna, 6 aprile 1723Vienna, 14 novembre 1796), è stato un diplomatico e politico austriaco. Fu maggiordomo maggiore del granduca di Toscana Pietro Lepoldo d'Asburgo-Lorena, e Gran Ciambellano e Ministro di Conferenza dell'Arciduca regnante d'Austria.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Discendente di un'antica e nobile famiglia originaria della Carinzia, gli Orsini-Rosenberg, il conte austriaco Francesco Orsini von Rosenberg esordì nella carriera diplomatica come ministro plenipotenziario a Londra, divenne poi ambasciatore a Copenaghen e in seguito si trasferì a Madrid presso la corte spagnola, dove tra il 1757 e il 1765 negoziò per conto della corona austriaca l'accordo matrimoniale tra l'arciduca ereditario d'Austria Pietro Leopoldo e l'Infanta di Spagna Maria Ludovica di Borbone-Spagna, matrimonio che ebbe luogo a Innsbruck il 5 agosto 1765.

Insieme ad altri importanti ministri e funzionari austriaci (come von Haugwitz, Kaunitz-Rietberg e Starhemberg), Francesco Orsini von Rosenberg fu uno dei consiglieri e collaboratori più importanti di Maria Teresa d'Austria. Nel 1766 Maria Teresa, che lo considerava uno dei suoi uomini di maggior fiducia e capacità, lo inviò in Toscana in occasione dell'insediamento del figlio Pietro Leopoldo a Granduca di Toscana. Francesco Orsini von Rosenberg arrivò nel 1766 in Toscana direttamente da Vienna e fu nominato lo stesso anno presidente del consiglio di Finanze e maggiordomo maggiore della Real Corte Granducale, ponendosi così al contempo al vertice dei sistemi di corte e di governo.

Prima di diventare ministro degli esteri, fu anche ministro della guerra. Orsini von Rosenberg rimase a Firenze tre anni, dal 1766 al 1770, con l'incarico di aiutare il giovane principe nei primi passi del suo governo e soprattutto quello voluto da Vienna di contenere le spinte autonomiste del Granducato di Toscana rispetto alla corona austriaca, alimentate spesso dalle scelte politiche dello stesso granduca Pietro Leopoldo e dai suoi più stretti collaboratori toscani.

In Toscana Francesco Orsini von Rosenberg collaborò attivamente ad alcune riforme al fianco del giovane granduca, diventando uno dei protagonisti delle riforme leopoldine, fautore intelligente di una linea di profonda trasformazione del Granducato. Lavorò tra l'altro alla liberalizzazione del grano fortemente voluta da uno dei più noti funzionari granducali, Pompeo Neri, che impose il caso toscano all'attenzione dell'opinione pubblica europea quale modello di sperimentazione più riuscito delle teorie economiche fisiocratiche.

Dopo il suo rientro a Vienna Rosenberg ottenne per i servizi alla corona e i meriti riconosciuti la carica di Gran Ciambellano, poi quella di Ministro di Conferenza e infine nel 1791 gli venne concesso il titolo nobiliare di principe. Fu in grande considerazione anche presso Giuseppe II d'Asburgo-Lorena, che lo nominò Sovrintendente teatrale, coinvolgendolo nel progetto dell'Opera di Vienna negli anni in cui era attivo Mozart. Tra le numerose testimonianze che lo descrivono come un ministro saggio e molto abile, si può ricordare quella del diplomatico Daniele Dolfin, ambasciatore veneziano a Vienna, per il quale Francesco Orsini von Rosenberg fu «mente sublime e molto capace».

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Mirri, La lotta politica in Toscana intorno alle ‘riforme annonarie' (1764-1775), Pacini, Pisa 1972
  • A. Contini, Concezione delle sovranità e vita di corte in età leopoldina (1765-1790), in A. Bellinazzi, A. Contini (a cura di), La corte di Toscana dai Medici ai Lorena (Atti delle giornate di studio. Firenze, Archivio di Stato e Palazzo Pitti. 15-16 dicembre 1997), Pubblicazioni degli Archivi di Stato, Roma 2002, pp. 129-220, pp. 148-150
  • D. Pieri, Per Mozart. Proposta di lavoro in occasione dei 250 anni dalla nascita, vedi:http://www2.unipr.it/~pieri/File%20pdf/permozart.pdf, pp. 9-12
  • L. Firpo (a cura di), Relazioni di ambasciatori veneti al Senato, IV. Germania (1658-1793), Bottega d'Erasmo, Torino 1968, p. 349

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