Amadeus (film)

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Amadeus
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Titolo originaleAmadeus
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1984
Durata160 min
180 min (director's cut)[1]
Rapporto2,35:1
Generebiografico, drammatico, musicale
RegiaMiloš Forman
SoggettoPeter Shaffer (opera teatrale)
SceneggiaturaPeter Shaffer
ProduttoreSaul Zaentz
Produttore esecutivoMichael Hausman
Bertil Ohlsson
Casa di produzioneOrion Pictures, The Saul Zaentz Company
FotografiaMiroslav Ondříček
MontaggioMichael Chandler
Nena Danevic
T.M. Christopher (director's cut)
ScenografiaPatrizia Von Brandenstein
CostumiTheodor Pistek
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Edizione originale

Ridoppiaggio Director's cut (2002)

Amadeus è un film del 1984 diretto da Miloš Forman, tratto dall'omonima opera teatrale di Peter Shaffer liberamente ispirata alla vita del compositore Wolfgang Amadeus Mozart. La storia parte dal presupposto - prettamente letterario, nella realtà quasi certamente del tutto infondato - di un acceso antagonismo tra il giovane musicista salisburghese e il compositore veronese Antonio Salieri.[2]

Ogni scena del film è accompagnata da una scelta di capolavori mozartiani, che includono anche intere scene tratte da opere (Il ratto dal serraglio, Le nozze di Figaro, Don Giovanni, Il flauto magico) fino al Requiem, che fa da contrappunto ai momenti finali della vita del compositore.

Il film riscosse un grande successo e vinse numerosi premi, tra i quali otto Oscar. Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al cinquantatreesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi.[3]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

« Questo era Mozart. Wolfgang... Amadeus... Mozart. »

(Antonio Salieri)
Mozart (Tom Hulce) in una scena del film

Nella Vienna d'inizio Ottocento, un anziano Antonio Salieri tenta il suicidio in casa sua, tagliandosi la gola mentre invoca il perdono di Mozart, della cui morte egli stesso si autoaccusa. I suoi servi accorrono, attirati dalle urla e, poco prima che l'anziano compositore perisca per le ferite autoinferte, lo fanno trasferire in un manicomio. Qui Salieri, non molto tempo dopo, riceve la visita di un giovane sacerdote che lo sprona a confessare i suoi segreti e i tormenti che lo affliggono e che lo hanno spinto al gesto estremo. All'affermazione sulla visione eguale di Dio di fronte a tutti gli uomini, Salieri è incredulo e comincia così a suonare qualcuna delle sue melodie per dimostrare che Dio non offre la sua misericordia e i suoi doni a tutti. Infatti, il prete fatica a riconoscere le melodie suonate da Salieri, affermando però di conoscerne una che, come affermerà il compositore, seppur conoscendola, non è di sua proprietà ma di Wolfgang Amadeus Mozart.

Inizia così a raccontare, attraverso un lungo flashback ambientato più di 30 anni prima, le vicende che lo videro in stretti rapporti con il compositore salisburghese. Salieri narra di come sin da bambino abbia sempre sognato di diventare un grande compositore come Mozart, del quale sentiva le storie che raccontavano in giro che gli fecero sviluppare un sentimento di invidia non tanto per la sua fama di prodigio, quanto per l'appoggio e gli insegnamenti che aveva ricevuto da suo padre. Infatti Antonio, rispetto a Mozart, aveva sempre trovato l'ostacolo del padre circa la possibilità di sviluppare questa sua ambizione. Trovando conforto nella preghiera, Salieri chiese a Dio di fare di lui un grande e celebre compositore in cambio della sua castità e della sua umiltà.

Poco tempo dopo, suo padre muore soffocato da una spina di pesce, e, vedendo nell'accaduto un "segno" dell'opera divina, Salieri si dà da fare per rispettare la sua parte dell'accordo con Dio. Infatti, come lui stesso afferma, non ha mai sfiorato neppure una donna, concentrandosi piuttosto sul suo lavoro, che lo porta a Vienna, la città dei musicisti, e, successivamente, a diventare il compositore di corte dell'imperatore Giuseppe II d'Austria. La carriera di Salieri sembrava andare a gonfie vele: tutti lo rispettavano e ammiravano le sue opere, questo finché non venne il giorno dell'arrivo di Mozart, che doveva presentare una sua opera nella residenza del suo padrone, il principe arcivescovo di Salisburgo.

Impaziente di incontrarlo di persona, Salieri si reca alla residenza dell'arcivescovo e tenta di riconoscere in volto il genio del compositore, ma a nulla valgono i suoi tentativi, fino a quando non si trova casualmente ad assistere ad un volgare amoreggiamento tra una donna ed un uomo, che in seguito si rivelerà essere proprio Mozart. Per Salieri è inconcepibile che un uomo volgare come quello possa essere degno dell'ispirazione divina sulla musica, ciononostante rimane affascinato dalla bellezza e dall'originalità della melodia che Mozart successivamente presenta, ovvero la serenata "Gran Partita", e si chiede come mai Dio abbia scelto un uomo volgare come suo strumento. Tempo dopo, l'imperatore Giuseppe chiede un incontro con il compositore salisburghese, al quale vuole commissionare un'opera da allestire presso il teatro nazionale. All'incontro con l'imperatore, al quale sono presenti, oltre a Salieri, anche il barone Gottfried van Swieten, il conte Orsini-Rosenberg e il maestro di cappella Giuseppe Bonno, Mozart ha modo di dimostrare il suo genio, modificando le note di una marcetta di benvenuto composta da Salieri, e affermando di essere già al lavoro su di un'opera, ovvero il Ratto del Serraglio, che viene successivamente presentata nel teatro nazionale e che vede tra i protagonisti Caterina Cavalieri, allieva di Salieri, della quale è segretamente innamorato, ma che mai avrebbe sfiorato con un dito dato il suo voto di castità. Alla premiazione dell'opera, che colpisce il pubblico, compreso l'orecchio regale, con la sua originalità, fatta eccezione per la pecca di avere "troppe note" secondo l'imperatore, Mozart annuncia indirettamente il suo fidanzamento con Costanza Weber e le sue future nozze non appena avuto il consenso del padre, ma che sono poi concesse dall'imperatore stesso, nonché un suo flirt con Caterina, cosa che lascia Salieri amareggiato e deluso, e alimentando ancora di più il suo odio per Mozart, odio che traboccava anche verso quel Dio che permetteva ad un simile individuo di possedere eccezionali doti musicali.

Successivamente, viene annunciata dall'imperatore la possibilità d'incarico per insegnare musica alla nipote dietro compenso sostanzioso e tutti i compositori di Vienna si danno da fare per ricevere tale incarico. Anche Mozart è tra quelli, preso in considerazione dall'imperatore stesso, il quale aveva intenzione di affidare l'incarico direttamente a lui ma, spronato da Salieri, evita per non essere "accusato di favoritismo"; tuttavia Wolfgang rifiuta di sottoporre le sue opere alla commissione, composta, secondo lui, da "gente musicalmente idiota" quali sono gli italiani (infatti la commissione è composta da Orsini-Rosenberg, Bonno e Salieri stesso) e quindi non in grado di comprenderle. La moglie Costanza, preoccupata per l'indifferenza del marito sulle sorti della famiglia, si reca da Salieri per tentare di convincerlo a visionare le opere di Mozart per l'incarico. Ancora una volta, il compositore viene folgorato dalla bellezza e originalità delle opere, arrivando così definitivamente alla consapevolezza della propria mediocrità in confronto quella che ritiene "la vera voce di Dio". Non accettando il fatto che ad un uomo come Mozart possa essere concesso un tale genio, decide di approfittare della moglie, in segno di sfida ad un Dio che lui ritiene torturatore, ingiusto e sleale e dal quale si sente definitivamente tradito. Troncando ogni rapporto con Lui, Salieri giura che non si darà pace finché non avrà distrutto la Sua incarnazione.

Incarica così una ragazza di nome Lorl di presentarsi a casa Mozart e farsi assumere come serva, in modo da poter tenere d'occhio i movimenti della famiglia e cogliere un modo per annientare il suo rivale, che nel frattempo ha ricevuto la visita di suo padre Leopold, giunto a Vienna per controllare la situazione familiare del figlio, che, tuttavia, non gli sembra delle migliori e che lo lascerà amareggiato dopo aver litigato con la nuora. L'occasione si presenta quando Salieri scopre che Mozart sta lavorando ad un'opera illegale, ovvero Le nozze di Figaro, che è stata bandita dall'imperatore in persona poiché tratta di temi che attizzano l'odio tra le varie classi sociali. Così, con la complicità del conte Orsini-Rosenberg e del maestro di cappella Bonno, tenta di sabotare l'esecuzione del opera presso il teatro nazionale. Inizia così il doppiogioco di Salieri, nel quale da una parte fa di tutto per mettere in cattiva luce il rivale, dall'altra invece si finge suo amico e lo "aiuta". L'opera, nonostante l'iniziale ostacolo, riesce lo stesso ad essere rappresentata rendendo amara la sconfitta di Antonio, che si tramuta però in vittoria quando, durante l'esecuzione, l'imperatore sbadiglia, cosa che ne sancisce l'inefficacia musicale e artistica. Nel frattempo, anche Salieri termina un'opera, ovvero "Axur, re d'Ormus", e dopo la rappresentazione, riceve una medaglia al valore dall'imperatore stesso, provando per un attimo la sensazione di essere superiore al rivale. Lo stesso riceve al ritorno a casa, la notizia della morte del padre, che gli ispira la composizione dell'opera "Don Giovanni", nel quale Salieri coglie un senso di colpa da parte di Mozart, che tramite quell'opera voleva invocare lo spettro di suo padre affinché incolpasse suo figlio.

Proprio grazie al senso dell'opera, nella mente di Salieri inizia a prendere forma un piano per riuscire finalmente a porre fine alla vita di Mozart e trionfare su Dio, ovvero quello di commissionare a Mozart una messa da Requiem e poi ucciderlo, facendo suonare poi il Requiem stesso, del quale se ne sarebbe attribuito la paternità, al suo funerale. Senza farsi riconoscere, con un travestimento usato anche dal padre di Mozart, Salieri si reca a casa del rivale per commissionargli il Requiem, dandogli di tempo quattro settimane con ricompensa di 100 ducati. Mozart, caduto in depressione e nell'alcol dopo la morte del padre e abbandonato dalla moglie, accetta e si dà da fare per accontentare la richiesta del visitatore misterioso, che lui non sa ovviamente essere Salieri. Allo stesso tempo, l'amico Schikaneder, gli commissiona un'opera nella quale egli stesso si sarebbe esibito, soffocando il povero Mozart per avere la sua richiesta esaudita al più presto. Purtroppo però le condizioni psicofisiche del salisburghese si aggravano per il troppo lavoro sino a quando non ha un collasso. Scortato a casa da Salieri, Mozart chiede ausilio per continuare a scrivere la partitura del Requiem, così il compositore italiano si offre di aiutarlo. In un rarissimo momento di collaborazione, durante la partitura, Salieri ha un'ultima volta prova del genio di Mozart, e della propria inferiorità rispetto al rivale, non riuscendo neppure a stare dietro alla dettatura che gli viene fatta.

L'indomani mattina, al ritorno della moglie, Mozart spira, non riuscendo a portare a termine la partitura del Requiem, e venendo successivamente seppellito in una squallida fossa comune. Il piano di Salieri è fallito: Dio ha comunque vinto su di lui, avendo chiamato a sé il suo beniamino e costretto Antonio a vivere per torturarlo per i successivi 32 anni, costringendolo ad assistere al suo disfacimento e allo sbiadimento della sua musica rispetto a quella di Mozart, che negli anni a venire verrà ancora ricordata. Tornato al presente, Salieri conclude il racconto autoproclamandosi il campione e il santo patrono dei mediocri, pronunciando la celebre frase: "Mediocri ovunque voi siate, io vi assolvo...io vi assolvo...io vi assolvo...io vi assolvo tutti..."

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La sceneggiatura del film è adattata dall'omonima opera teatrale di Peter Shaffer, che parte dal presupposto - prettamente letterario, nella realtà quasi certamente del tutto infondato - di un acceso antagonismo tra il giovane musicista salisburghese e il compositore veronese Antonio Salieri, presente alla corte dell'impero asburgico nello stesso periodo. Accoglie quindi la fantasiosa tesi puskiniana dell'avvelenamento ordito da Salieri ai danni di Mozart.[2].

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Mel Gibson e Mark Hamill erano in lizza per il ruolo di Mozart,[senza fonte] ma venne scelto dal regista Forman l'allora poco conosciuto Tom Hulce.

Nel film i protagonisti Tom Hulce e F. Murray Abraham dimostrano età molte diverse tra di loro, benché nella realtà storica i due compositori da loro intepretati avessero pressappoco sei anni di differenza.

Meg Tilly doveva interpretare la moglie di Mozart, Constanza, ma si strappò un legamento della gamba il giorno prima delle riprese. In sua sostituzione fu allora scelta la debuttante Elizabeth Berridge. Simon Callow, che nel film interpreta Emmanuel Schikaneder, amico fraterno di Mozart, nell'omonima pièce teatrale andata in scena a Londra interpretava Mozart.[senza fonte]

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese sono state effettuate a Praga, Kroměříž e Vienna. Le due città ceche sono state spesso usate come "controfigure" della capitale austriaca. Il regista, ormai cittadino americano ma ceco di nascita e quindi transfuga e "traditore del Comunismo", era tenuto sotto stretta sorveglianza da parte della polizia praghese, che aveva infiltrato vari suoi agenti fra le comparse. La loro presenza e la loro identità, comunque, erano diventate il classico "segreto di Pulcinella", tanto che alla fine dell'ultima scena di massa girata, come spiega divertito lo stesso Forman nel commento in DVD, nel brindisi per festeggiare la fine delle riprese, tutti - attori, tecnici e figuranti - ringraziano gli imbarazzati poliziotti per aver garantito loro la necessaria sicurezza.

Forman ha girato alcune scene al Teatro degli Stati di Praga, dove andarono in scena per la prima volta Don Giovanni e La clemenza di Tito.

Il film è stato girato interamente sfruttando la luce naturale, usando tutt'al più l'illuminazione delle candele, per ricreare le atmosfere dell'epoca, seguendo l'esempio di Stanley Kubrick quando realizzò nel 1975 Barry Lyndon.[senza fonte]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Ogni scena del film è accompagnata da una scelta di capolavori mozartiani, che includono anche intere scene tratte da opere (Il ratto dal serraglio, Le nozze di Figaro, Don Giovanni, Il flauto magico) fino al Requiem, che fa da contrappunto ai momenti finali della vita del compositore.

La musica è eseguita dall'Academy of Saint Martin-in-the-Fields, diretta da Sir Neville Marriner. Il Choir of Westminster Abbey è diretto da Simon Preston.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Disco 1:

Disco 2:

L'album per la Fantasy/BMG/Musical Heritage Society/A&M Records ha raggiunto la settima posizione in Svizzera, la nona in Nuova Zelanda e la decima nei Paesi Bassi e Svezia ed ha vinto il Grammy Award al miglior album di musica classica 1985.

Nel film ci sono anche Caro mio ben di Giuseppe Giordani, Axur, Re d'Ormus, Son queste le speranze, aria di Aspasia, l'aria Martern aller Arten (Konstanze) da Die Entführung aus dem Serail, l'aria Non più andrai, farfallone amoroso (Figaro) da Le nozze di Figaro, l'allegro del Concerto per pianoforte e orchestra n. 20 (Mozart), il terzo movimento allegro di Concerto per pianoforte e orchestra n. 15. Der Hölle Rache kocht in meinem Herzen nel film è cantata da June Anderson (compresa nella colonna sonora della versione Director's Cut), mentre il duettino Cinque... dieci... venti... (Susanna, Figaro) è interpretato da Samuel Ramey.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola uscì negli Usa il 6 settembre 1984 in un'anteprima a Los Angeles, mentre in Italia arrivò il 21 dicembre. Il budget del film è stato di 18 milioni di dollari e l'incasso negli Usa è stato di circa 52 milioni di dollari.

Director's cut[modifica | modifica wikitesto]

Cofanetti della Director's Cut del film uscita nel 2002

Nel 2002 è stata distribuita nei cinema (e in seguito anche in DVD) una versione ampliata di circa venti minuti contenente i tagli (Director's Cut) operati in occasione della prima uscita della pellicola. Vengono ripristinate alcune scene che illustrano la condizione di Mozart, talento immenso ma perennemente al verde, tra cui una richiesta di aiuto del compositore a Salieri e le impossibili lezioni di piano ad una giovane dell'alta società.

Viene ripristinata inoltre una scena cruciale per comprendere l'odio (altrimenti inspiegabile), che Constanze dimostra nei confronti di Salieri: recatasi presso il compositore italiano per pregarlo di far avere a Mozart delle commissioni grazie alla sua influenza (scena sin qui presente nella versione originale), Salieri le fa intendere che avrebbe acconsentito se lei gli si fosse concessa sessualmente. Constanze, disperata, si trova costretta ad accettare e si spoglia, ma a quel punto Salieri la allontana con disprezzo, umiliandola.

L'edizione italiana è stata ridoppiata con voci diverse, sotto la direzione di Filippo Ottoni, con esiti che hanno sollevato qualche perplessità[4]. Anche i dialoghi sono stati in parte ritradotti. In particolare ne esce accentuata la "ribellione" alla potenza schiacciante della lingua italiana nel campo musicale in relazione alla presunta rivalità con Salieri. Non a caso l'edizione Director's Cut include una battuta di Mozart su Salieri, Rosenberg e Bonno (Naturalmente, gli italiani, sempre gli italiani! Gente musicalmente idiota!), che è conforme all'originale,[5] ma che nella precedente versione italiana era stata edulcorata (Naturalmente, i cortigiani, sempre i cortigiani! Gente musicalmente idiota!).

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

  • Il film viene parodiato nell'episodio Il tour storico di Marge della serie animata I Simpson, in cui Bart interpreta Mozart e Lisa Salieri. Alla fine dell'episodio Lisa commenta "Questo mi ricorda il film Amadeus, storicamente impreciso. Mozart ha lavorato sodo e Salieri fu un compositore rispettabile".
  • Il disco Hatebreeder della band metal Children Of Bodom si apre con la frase "From now on, we're enemies. You and I", tratta da questo film.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.bbfc.co.uk/releases/amadeus-directors-cut-2002-0
  2. ^ a b Fernaldo Di Giammatteo, Dizionario del cinema americano, Editori Riuniti, Roma, 1996, pag.16.
  3. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  4. ^ Sensibilmente peggiore viene definito il ridoppiaggio nel Dizionario dei film 2004 di Paolo Mereghetti
  5. ^ Naturally, the Italians! Of course, always the Italians! They're all musical idiots!, su script-o-rama.com. URL consultato il 20 febbraio 2014.
  6. ^ (EN) The 57th Academy Awards (1985) Nominees and Winners, su oscars.org. URL consultato il 13 ottobre 2011.
  7. ^ (EN) Amadeus, su The New York Times. URL consultato il 1 gennaio 2009.

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