Francesco Mignone

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Francesco Mignone con la sua amata cavallina.

Francesco Mignone (Savona, 4 giugno 1884Fossalta di Piave, 17 giugno 1918) è stato un militare italiano.

Maggiore di fanteria, comandante del III battaglione del 232º reggimento della brigata "Avellino", partecipò alla battaglia del Solstizio e morì eroicamente presso l'ansa di Lampol (Fossalta di Piave). Il 31 maggio 1923 gli fu conferita la medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

I suoi resti riposano nell'ossario di Fagarè della Battaglia.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Comandante di un battaglione a difesa di importante posizione, attaccato su di un fianco e quindi accerchiato, fieramente resisteva a forze nemiche di molto superiori, ne respingeva, contrattaccando, gli accaniti e ripetuti assalti, persistendo tre giorni in disperata lotta senza retrocedere di un passo, finché, impegnatasi la lotta corpo a corpo, eroicamente combattendo fra i suoi soldati, cadeva sul posto del dovere e dell’onore, divenuto base della riconquista completa. Fulgida sentinella isolata oltre le nostre linee e simbolo delle più alte virtù militari[1]
— Ansa di Lampol (Piave), 15-17 giugno 1918.
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Comandante di un battaglione, attaccato su di un fianco e quindi completamente accerchiato da forze nemiche numerose, si manteneva al proprio posto con incrollabile fermezza per tre giorni consecutivi, sventando insidie, parando minacce, respingendo assalti, contrattaccando arditamente l'avversario, compiendo con valorosa tenacia la strenua difesa dell'importante posizione affidatagli, sulla quale lasciò glori la propria vita (commutata in oro)[2]
— Ansa di Lampol (Piave), 15-17 giugno 1918.
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Comandate la centuria, che prima si impegnò col nemico, con decisa e rapida azione, contribuiva efficacemente a scacciarlo dalle sue posizioni. Lo inseguiva poi nel folto della boscaglia, con vigore e risolutezza alla testa dei suoi Ascari, mantenendosi alle sue calcagna e impedendogli anche con la lotta corpo a corpo di riunirsi e di raccogliere morti e feriti[3]
— Zavia Es Gaffa (Eritrea), 29 luglio 1913.
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Comandate di centuria, senza lasciarsi impressionare da scariche improvvise e micidiali, da cui era stata accolta la sua compagnia, riuscì con grande fermezza ed energia a conservare alla mano il suo reparto, concorrendo poi efficacemente insieme con le altre truppe a respingere il nemico[4]
— Tecniz (Libia), 16 settembre 1913.
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
«Capitano di reggimento fanteria, alla testa del proprio battaglione, dava prova di intelligenza, coraggio e calma, guidando le sue truppe all'attacco di posizioni fortemente difese dal nemico, ferito leggermente la prima volta, rimanse fermamente sul posto finché fu ferito nuovamente in maniera più grave al braccio, lasciando il comando[5]
— Monte Vodice (Isonzo), 16-19 maggio 1917.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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