Francesco Donà

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Francesco Donà
FrancescoDonato.jpg
Domenico Robusti, Ritratto del doge Francesco Donà.
Doge di Venezia
Stemma
In carica 24 novembre 1545 –
23 maggio 1553
Predecessore Pietro Lando
Successore Marcantonio Trevisan
Nome completo Francesco Donà
Nascita Venezia, 1468
Morte Venezia, 31 maggio 1554
Sepoltura Chiesa di Santa Maria dei Servi, Venezia; successivamente cappella di famiglia presso Mareno di Piave
Dinastia Donà
Padre Alvise Donà
Madre Camilla Lion
Figli Tre figli
Religione Cattolico

Francesco Donà o Donato (Venezia, 1468Venezia, 23 maggio 1553) fu eletto il 24 novembre 1545 come 79º doge della Repubblica di Venezia, carica che resse fino alla morte.

Figlio di Alvise e Camilla Lion, noto come uomo di toga e dotato di eccellente eloquio, fu un doge di ordinaria amministrazione che pensò soprattutto a governare con saggezza. Dal 1550, malato, cercò più volte di abdicare, ma non gli fu concesso.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

Abile diplomatico e giurista, il Donato s'era distinto sin da giovane per la sua abilità negli studi letterari classici. Non s'era mai appassionato alla vita militare e non risulta che abbia assunto alte cariche in questo settore, preferendo incarichi amministrativi. Sposato con una nobildonna della famiglia Da Mula, ebbe tre figli. Era molto religioso e, soprattutto a causa delle precarie condizioni di salute, negli ultimi anni della sua vita lo divenne ancor di più.

Dogado[modifica | modifica wikitesto]

Stemma di Francesco Donato

Eletto il 24 novembre 1545, a 77 anni, si limitò ad esercitare un ruolo di rappresentanza senza dare segni di protagonismo e delegando le incombenze governative ai suoi consiglieri. In quegli anni iniziava il Concilio di Trento con la successiva Controriforma (che si sarebbe sviluppata negli anni successivi) che venne mal vista dai governanti veneziani, tolleranti con le minoranze “infedeli” che mercanteggiavano nel territorio veneziano.

Nel 1547 a Venezia venne istituita la magistratura dei Tre Savi sopra l'Eresia[1], composta da tre membri del patriziato che, sotto il controllo del governo, limitava le ingerenze pontificie sulla vita religiosa (ma soprattutto politica) veneziana. I tre membri di questa magistratura cooperavano con le autorità ecclesiastiche della Congregazione del Sant'Uffizio (a Venezia dal 1542): il patriarca (o un suo delegato), il nunzio pontificio (o il suo Auditor Grande) e il padre inquisitore. Il doge, pur credente e devoto al papa, tutelò sempre l'autonomia della sua città. In quegli anni furono intrapresi grandi lavori di abbellimento della città grazie all'opera dell'architetto Sansovino. La città, in pace e sempre più ricca, anche se con le prime avvisaglie di contraccolpi dovuti alla scoperta dell'America, presto fu al centro della vita mondana.

Null'altro accadde in questo tranquillo dogato che giunse la termine con la morte del Donato il 23 maggio 1553.

È stato sepolto prima della Chiesa di Santa Maria dei Servi, Venezia; successivamente nella cappella di famiglia presso la Villa Donà delle Rose a Mareno di Piave (TV), risulta unico Doge sepolto fuori Venezia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (IT) Tre Savi sopra l'Eresia, su archiviodistatovenezia.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN69022338 · ISNI (EN0000 0000 5191 273X · LCCN (ENnr00001576 · GND (DE132322676 · CERL cnp00866745