Francesc Macià

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Francesc Macià
Macia 2a tongada scans 003 editora 8 44 1.jpg

Presidente della
Generalitat de Catalunya
Durata mandato 28 aprile 1931 –
25 dicembre 1933
Vice presidente Joan Casanovas i Maristany
Predecessore Generalitat istituita
Successore Lluís Companys i Jover

2º Presidente di
Esquerra Republicana de Catalunya
Durata mandato 15 settembre 1932 –
25 dicembre 1933
Predecessore Joaquim Lloréns Abelló
Successore Lluís Companys i Jover

Dati generali
Partito politico SC (1907-1919)
FDN (1919-1922)
EC (1922-1928)
PSRC (1928-1931)
ERC (1931-1933)
Tendenza politica Nazionalismo catalano
Indipendentismo catalano
Professione Militare
Firma Firma di Francesc Macià
Francesc Macià
051 Biblioteca Museu Víctor Balaguer, bust de Francesc Macià (Josep M. Subirachs).jpg
Busto di Macià (Josep M. Subirachs, Biblioteca Museu Víctor Balaguer, Vilanova i la Geltrú)
21 ottobre 1859 – 25 dicembre 1933
(74 anni)
SoprannomeL'Avi
Nato aVilanova i la Geltrú
Morto aBarcellona
Luogo di sepolturaBarcellona, cimitero di Montjuïc
Dati militari
Paese servitoSpagna Spagna
Forza armataFlag of Spain (1785–1873, 1875–1931).svg Fuerzas Armadas de España
Anni di servizio1875-1905
GradoTeniente Coronel
"fonti nel corpo del testo"
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Francesc Macià i Llussà (Vilanova i la Geltrú, 21 ottobre 1859Barcellona, 25 dicembre 1933) è stato un politico e militare spagnolo, popolarmente conosciuto come L'Avi (Il nonno). Fu il 122º presidente della Generalitat de Catalunya e uno dei fondatori del partito Esquerra Republicana de Catalunya (ERC).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Macià entrò nell'esercito spagnolo dove raggiunse il grado di tenente colonnello. Dopo la sua presa di posizione di condanna dell'operato di alcuni ufficiali dell'esercito, pubblicata sul settimanale La Veu de Catalunya e sulla rivista Fets del ¡Cu-Cut!, (1905) è costretto ad abbandonare l'esercito.

Si presentò come candidato alle elezioni del 21 aprile 1907 nelle file di Solidaritat Catalana nel collegio di Barcellona e les Borges Blanques, paese di origine dei genitori.

Venne eletto e la formazione per la quale si presentava ottenne una vittoria rotonda, raggiungendo 44 dei 47 deputati di Catalogna.

Successivamente venne rieletto nel 1914, 1916, 1918, 1919, 1920 e 1923.

Nel corso della sua lunga carriera politica nel 1922 si rese promotore dell'organizzazione del movimento Estat Català, destinato a raggruppare il catalanismo radicale, sulla scia della precedente esperienza della Federació Democràtica Nacionalista, che lo stesso Macià aveva fondato nel 1919.

Monumento a Francesc Macià, Presidente della Catalogna.

Nel settembre del 1923, durante la dittatura di Primo de Rivera Macià si rifugiò in Francia a Perpignan.

In questa epoca Macià iniziò ad intessere contatti clandestini con i gruppi anarchici e comunisti catalani, riuscendo ad ottenere l'appoggio economico delle comunità catalane residenti nell'America meridionale. Iniziò a dare il suo appoggio a tutti i movimenti insurrezionali e nel 1925 viaggiò a Mosca per chiedere aiuto al governo comunista russo per organizzare la rivolta in Catalogna.

Vistosi negare l'appoggio dai russi, Macià decise di organizzare da solo l'insurrezione. Nel 1926 la rivolta iniziò da Prats de Molló nel Nord della Catalogna. L'intento insurrezionale fu però arrestato dalla Gendarmeria francese, ma grazie a questa azione Macià iniziò a riscuotere molta popolarità.

Dopo avere trascorso un periodo d'esilio in Belgio e in Argentina, fondò a L'Avana, con la collaborazione di Conangla i Fontanilles, il Partit Separatista Revolucionari de Catalunya, del quale diventò presidente, e approvò il testo della Costituzione di una futura ipotetica Repubblica Catalana (settembre - ottobre 1928).

Proclamazione della Repubblica Catalana[modifica | modifica wikitesto]

Caduta la dittatura del generale Primo de Rivera, Macià fece finalmente ritorno in Catalogna il 22 febbraio del 1931 e si iscrisse alla Esquerra Republicana de Catalunya.

Il 14 aprile 1931, dopo la vittoria della Esquerra Republicana de Catalunya alle elezioni municipali, Macià proclamò la Repubblica Catalana, dentro d'una federazione di repubbliche iberiche, in un famoso discorso dal balcone del Palazzo della Generalitat. La proclamazione della Repubblica catalana giunse soltanto alcune ore prima della proclamazione di Niceto Alcalá-Zamora della nascita della Seconda Repubblica spagnola.

L'autoproclamazione preoccupò il governo provvisorio della Seconda Repubblica. Vennero inviati per l'occasione a Barcellona, il 17 aprile del 1931, con l'intento di trovare una mediazione, i ministri Fernando de los Ríos, Marcel·lí Domingo e Lluís Nicolau d'Olwer. La mediazione fu trovata con molti sforzi da entrambe le parti. Macià dovette rinunciare alla Repubblica Catalana in ragione di una nuova forma di ampia autonomia, la Generalitat de Catalunya, antica istituzione d'autogoverno di Catalogna.

Macià fu quindi a capo del governo di Catalogna e fu presidente della Generalitat de Catalunya dal 28 aprile 1931 fino alla sua morte (1933). Il nuovo governo provvisorio catalano aveva come obiettivo principale la redazione di uno statuto di autonomia. Il primo abbozzo fu ultimato a Núria il 20 giugno 1931. Il testo fu sottoposto all'approvazione dei municipi catalani, che si pronunciarono a favore.

Testo della Proclamazione[modifica | modifica wikitesto]

« CATALANS:

Interpretant el sentiment i els anhels del poble que ens acaba de donar el seu sufragi, proclamo la República Catalana com Estat integrant de la Federació ibèrica.

D'acord amb el President de la República federal espanyola senyor Nicet Alcalá Zamora, amb el qual hem ratificat els acords presos en el pacte de Sant Sebastià, em faig càrrec provisionalment de les funcions de President del Govern de Catalunya, esperant que el poble espanyol i el català expressaran quina és en aquests moments llur voluntat.

En fer aquesta proclamació, amb el cor obert a totes les esperances, ens conjurem i demanem a tots els ciutadans de Catalunya que es conjurin amb nosaltres per a fer-la prevaler pels mitjans que siguin, encara que calgués arribar al sacrifici de la pròpia vida.

Tot aquell, doncs, que pertorbi l'ordre de la naixent República Catalana, serà considerat com un agent provocador i com un traïdor a la Pàtria.

Esperem que tots sabreu fer-vos dignes de la llibertat que ens hem donat i de la justícia que, amb l'ajut de tots, anem a establir. Ens apoiem sobre coses immortals com són els drets dels homes i dels pobles i, morint i tot si calgués, no podem perdre.

En proclamar la nostra República, fem arribar la nostra veu a tots el pobles d'Espanya i del món, demanant-los que espiritualment estiguin al nostre costat i enfront de la monarquia borbònica que hem abatut, i els oferim aportar-los tot el nostre esforç i tota l'emoció del nostre poble renaixent per afermar la pau internacional.

Per Catalunya, pels altres pobles germans d'Espanya, per la fraternitat de tots els homes i de tots els pobles, Catalans, sapigueu fer-vos dignes de Catalunya »

(Francesc Macià)

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