Foraminifera

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Foraminifera
Foraminiferi bentonici.
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Protista
Sottoregno Dictyozoa
Phylum Sarcomastigophora
Subphylum Sarcodina
Classe Foraminiferida
d'Orbigny, 1828
Ordini

Allogromiida
Carterinida
Fusulinida- estinti
Globigerinida
Involutinida - estinti
Lagenida
Miliolida
Robertinida
Rotaliida
Silicoloculinida
Spirillinida
Textulariida
incertae sedis
   Xenophyophorea
   Reticulomyxa

I Foraminiferi (Foraminifera d'Orbigny, 1828) sono protozoi ameboidi eucarioti eterotrofi marini, sia bentonici sia planctonici. Abitano tutti gli ambienti marini dall’intertidale al batiale. Comparvero nel Cambriano e successivamente (durante tutto il Fanerozoico) invasero tutto l’ambiente marino, adattandosi a molti modi di vita.
La loro cellula è protetta e rivestita esternamente da un guscio, spesso mineralizzato, che può raggiungere dimensioni eccezionali per un organismo unicellulare (fino a 11-14 cm di diametro). La presenza di parti mineralizzate consente ai gusci dei foraminiferi di fossilizzare con relativa facilità nelle rocce sedimentarie di origine marina.

Miniacina miniacea, un foraminifero bentonico, in posizione di vita.

Habitat[modifica | modifica sorgente]

I foraminiferi si possono suddividere a seconda dell'ambiente di vita in:

  • Foraminiferi planctonici → dimensioni mediamente intorno ai 100-500 micrometri (fino a dimensioni intorno a 1 millimetro per le forme più sviluppate).
  • Foraminiferi bentonici → dimensioni che possono variare mediamente dai 100 micrometri ad oltre 1 millimetro (fino a dimensioni centimetriche per le forme più sviluppate).

Tra le forme bentoniche abbiamo un'ulteriore suddivisione:

  • epifaunali (o epibionti): viventi sopra l'interfaccia acqua-sedimento; a loro volta possono essere:
    • sessili (immobili);
    • vagili (mobili), attraverso l’uso di pseudopodi (estensioni temporanee del citoplasma);
  • infaunali (o endobionti): viventi entro il substrato, al di sotto o al limite dell'interfaccia acqua-sedimento.

I Foraminiferi hanno attualmente ampia diffusione negli oceani, con taxa viventi nelle più diverse condizioni ambientali (temperatura, profondità, tipo di fondale ecc.). In alcune aree geografiche ed intervalli geologici, i loro gusci si sono accumulati in quantità tale da formare imponenti spessori di rocce, assumendo importanza litogenetica. Anche attualmente, i sedimenti che si depongono in molte aree oceaniche sono formati da gusci di Foraminiferi, associati a Nannofossili calcarei e/o Radiolari, spesso sono riferiti come "fanghi a globigerine".

Alcuni esempi di foraminiferi planctonici dal Pliocene Superiore (Baja California, Messico). Fotografie al microscopio elettronico (scala in micrometri). Sono visibili caratteri molto differenziati, corrispondenti a molteplici varietà di adattamento. Notare in particolare la presenza di una carena periferica, tipica del genere Globorotalia, le aperture sul lato spirale caratteristiche del genere Globigerinoides, la parete fortemente ispessita e liscia (cortex) tipica di Pulleniatina, e l'apertura ampia e provvista di flange di Neogloboquadrina.

Gli studi ecologici hanno dimostrato inoltre anche l'importante ruolo dei Foraminiferi negli ecosistemi marini, come parte della meiofauna e come una consistente fonte di cibo per molti altri organismi. Per questi motivi, ed in particolare per il loro ampio record fossile e l'importanza litogenetica, rappresentano uno dei gruppi di microfossili con le più ampie applicazioni agli studi geologici.

Applicazioni in biologia e geologia[modifica | modifica sorgente]

Le analisi biostratigrafiche si avvalgono, in sedimenti formatisi in acque marine poco profonde, di biozone basate sui grandi Foraminiferi bentonici, quali le Fusuline per il Carbonifero e Permiano, Orbitoline per il Cretaceo, Alveoline ed Orbitoidi per il Cretaceo e Paleogene, Nummulitidi per il Paleogene. In sedimenti pelagici, dal Cretaceo fino al Pleistocene, vengono utilizzate biozonazioni estremamente dettagliate basate sui Foraminiferi planctonici.

Altri esempi di applicazioni dei Foraminiferi sono lo studio delle variazioni climatiche, utilizzando le oscillazioni nelle frequenze di specie di acque calde o fredde, la stima delle paleotemperature, basata su analisi isotopiche dei gusci, le ricostruzioni del percorso e dell'intensità delle paleocorrenti, le ipotesi sulla profondità di sedimentazione delle rocce, basate sulle associazioni bentoniche tipiche di differenti zone batimetriche. Inoltre, nella calcite (CaCO3) del guscio dei Foraminiferi sono "intrappolati" gli isotopi di ossigeno nella proporzione presente negli oceani in un determinato momento: è quindi possibile analizzando la composizione isotopica dei gusci dei microfossili di foraminiferi risalire alla proporzione originale di questi isotopi nelle acque marine al tempo della deposizione del sedimento che contiene i fossili; studi geologici mostrano come una elevata presenza dell'isotopo 18 negli oceani sia indicazione di periodi di glaciazione, poiché nei ghiacci polari si trova preferenzialmente l'isotopo più leggero. Datando i sedimenti contenenti i foraminiferi dal punto di vista biostratigrafico e cronostratigrafico, risulta quindi possibile ricostruire la temperatura degli oceani nel passato ed evidenziare variazioni climatiche. Ad esempio, da questi studi[senza fonte] risulterebbe confermata l'esistenza di variazioni cicliche del clima a scala globale, derivanti da variazioni dei parametri orbitali terrestri (cicli di Milanković).

Fra le applicazioni più recenti, che escono dal campo prettamente micropaleontologico, vi è l'uso dei Foraminiferi per studi su ambienti attuali (aree marine protette, aree inquinate o in risanamento ecc.), in cui alcune specie bentoniche, molto sensibili alle variazioni di temperatura, quantità di nutrienti, ossigenazione ecc., possono dare rapide informazioni sullo stato di "salute" dell'ambiente.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Foraminiferi planctonici[modifica | modifica sorgente]

Foraminiferi bentonici[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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