Fontana del Porcellino

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Fontana del Porcellino
Logge del mercato nuovo, il porcellino.jpg
AutorePietro Tacca
Data1633
Materialebronzo
UbicazioneLoggia del Mercato Nuovo, Firenze
Coordinate43°46′11.59″N 11°15′15.24″E / 43.769886°N 11.254233°E43.769886; 11.254233

La fontana del Porcellino è uno dei monumenti più popolari di Firenze, situata a margine della loggia del Mercato Nuovo, nell'omonima piazza vicino al Ponte Vecchio.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La statua ellenistica agli Uffizi

Il nome popolare della statua bronzea del "Porcellino" è improprio perché raffigura un cinghiale ferito durante la caccia, il cui originale è un marmo, copia romana di un'opera ellenistica, che papa Pio IV donò a Cosimo I nel 1560, durante la sua visita a Roma. Dell'originale marmoreo, che oggi si trova agli Uffizi, Cosimo II de' Medici commissionò una copia in bronzo a Pietro Tacca nel 1612, destinata a decorare palazzo Pitti. Tuttavia un modello in cera vide la luce solo nel 1620 circa, mentre per la fusione si dovette aspettare il 1633 circa, ritardata delle continue e più urgenti commissioni granducali, come i Quattro mori di Livorno o le due fontane di piazza Santissima Annunziata. Nonostante fosse una copia, la resa di dettagli naturalistici come il pelo dell'animale rivela la straordinaria capacità come bronzista del Tacca, che fu il migliore allievo di Giambologna.

La fontana del Porcellino in un'incisione del 1877

Alcuni anni dopo la fusione Ferdinando II de' Medici decise di trasformare l'opera in una fontana, che è documentata sotto la loggia del Mercato Nuovo almeno dal 1640. Fu probabilmente in questa occasione che il Tacca creò anche il basamento ottagonale, e la vasca bronzea per la raccolta delle acque , decorata da un fitto sottobosco di piante, insetti e animaletti (oggi pure al Museo Bardini), che allude all'ambiente naturale di un acquitrino, non presente nell'originale di marmo e che lo scultore trattò con attenzione veristica, probabilmente usando anche veri animali nel modellato base di cera, come era pratica frequente. Al centro del basamento si apre la piccola vasca anteriore, a forma di fagiolo e compresa nella base, dove cade il rivolo d'acqua che esce dalla bocca del Porcellino.

Il Porcellino originale al Museo Bardini
La base di Giovanni Benelli e Clemente Papi, nel Museo Bardini

La fontana aveva una funzione principalmente pratica, oltre che decorativa, perché approvvigionava l'acqua ai mercanti che commerciavano sotto la loggia, che a quel tempo erano specializzati nella compravendita di stoffe pregiate quali sete, broccati e panni di lana. La collocazione originaria, come documenta un ricco materiale fotografico e grafico, era a levante, davanti all'omonima spezieria del Cinghiale, lungo via Por Santa Maria.

Proprio l'uso continuativo del getto d'acqua (raggiunto da dietro passando sui rilievi della base) portò a una accentuata abrasione del metallo, che indusse in un primo momento a montare una ringhiera di protezione su disegno di Mariano Falcini e a sistemare in aderenza alla ringhiera una fontanella per un più pratico approvvigionamento dell'acqua (1854), quindi a rinnovare del tutto la base con una nuova modellata da Giovanni Benelli (1856), ovviamente ispirata alla precedente ma comprendente significative varianti dovute all'impossibilità di leggere correttamente le forme originarie dell'opera. La nuova base fu fusa da Clemente Papi, che nell'occasione provvide anche a restaurare la figura dell'animale (1857).

Nel 1928, per facilitare la viabilità lungo la trafficata strada di via Por Santa Maria, la fontana venne spostata nella posizione attuale sul lato sud, davanti all'odierna ex-Borsa Merci. L'anima del basamento, ammattonata, venne rifatta e i materiali originali vennero rimontati nel lapidario sotterraneo del Museo di San Marco.

Dopo la seconda guerra mondiale, essendosi radicato l'uso di sfregare il muso dell'animale per ingraziarsi la Fortuna e auspicare (per il turista occasionale) un ritorno a Firenze, si è posto il problema di una consunzione della stessa fusione del cinghiale del Tacca. Così, nel 1998, l'intera fonte è stata rimossa e sostituita da una copia che riproduce con grande fedeltà i punti di abrasione dell'originale e le varie patine superficiali, realizzata dalla Fonderia Artistica Ferdinando Marinelli nel 1988, come ricorda esplicita un'incisione sul bordo destro.

L'originale statua è dal 2004 al museo Bardini, vicina sia al consunto basamento originale, sia a quello di Clemente Papi.

Credenze[modifica | modifica wikitesto]

Il rito dello sfregamento del naso
Il Porcellino tra i turisti

La tradizione popolare vuole che toccare il naso del Porcellino porti fortuna, che infatti risplende per la continua lucidatura quotidiana di centinaia di mani. La procedura completa per ottenere un buon auspicio consisterebbe nel mettere una monetina in bocca al Porcellino dopo averne strofinato il naso: se la monetina cadendo oltrepassa la grata dove cade l'acqua porterà fortuna, altrimenti no. In realtà l'inclinazione è tale che solo le monete più pesanti cadano facilmente nelle fessure.[1]

I proventi della raccolta delle monete dalla fontana sono interamente devoluti all'Opera della Divina Provvidenza Madonnina del Grappa.

Omaggi e citazioni[modifica | modifica wikitesto]

Hans Christian Andersen, dopo un viaggio a Firenze, dedicò al Porcellino una delle sue fiabe, Il porcellino di bronzo; ciò è ricordato anche da una lapide sulla loggia del Mercato Nuovo.

Nei due film della saga di Harry Potter, Harry Potter e la camera dei segreti e Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2, una copia della fontana del Porcellino è visibile in un paio di inquadrature: come elemento di arredo del set del salone d'ingresso della scuola di Hogwarts nel primo, e all'interno della Stanza delle Necessità nel secondo.

Un'altra inquadratura di una copia del Porcellino è visibile all'inizio del film Quo Vadis di Mervyn Le Roy (1951).[senza fonte]

Copie[modifica | modifica wikitesto]

Della fontana esistono numerose copie nel mondo: per esempio una è nel parco del castello di Enghien in Belgio, un'altra si trova in Place Richelme a Aix-en-Provence, in Francia; altre due ancora si trovano a Monaco di Baviera. Esiste, inoltre, una copia del Porcellino nel campus universitario dell'’Università di Waterloo a Waterloo, in Ontario.[2]

Un'altra ancora si trova davanti all'Ospedale di Sydney: venne donata nel 1968 dalla fiorentina Marchesa Fiaschi Torrigiani in memoria del medico italiano attivo in Australia Piero Fiaschi; si dice che porti fortuna strofinarle il naso, come la statua originale, e simboleggia inoltre l'amicizia tra Italia e Australia. Le monetine ivi raccolte sono donate all'Ospedale.

Una copia fu donata dal comune di Firenze a quello di Grosseto nel 1953 in occasione della fondazione del borgo di Rispescia per inaugurare l'attuazione della riforma fondiaria in Maremma.[3] La scultura è situata nella piazza principale di Rispescia.[3] Un'altra copia si trova nella città di Guayaquil in Ecuador, precisamente nel Malecón Simón Bolivar.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Primo piano
La grata dove finiscono le monete
  1. ^ Artusi 2005.
  2. ^ Celebrating the Boar, su University of Waterloo. URL consultato l'8 marzo 2019.
  3. ^ a b Antonio Valentino Simoncelli, La riforma fondiaria in Maremma (1950-1965), Grosseto, Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Grosseto, 1989, p. 114, SBN IT\ICCU\RAV\1115734.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Le bellezze della città di Firenze, dove a pieno di pittura, di scultura, di sacri templi, di palazzi, i più notabili artifizi, e più preziosi si contengono, scritte già da M. Francesco Bocchi, ed ora da M. Giovanni Cinelli ampliate, ed accresciute, Firenze, per Gio. Gugliantini, 1677, pp. 216-217;
  • Vincenzio Follini, Modesto Rastrelli, Firenze antica, e moderna illustrata, 8 voll., Firenze, Allegrini et alt., 1789-1802, VII, 1797, p. 344;
  • Federico Fantozzi, Nuova guida ovvero descrizione storico artistico critica della città e contorni di Firenze, Firenze, Giuseppe e fratelli Ducci, 1842, pp. 581-583;
  • Federico Fantozzi, Pianta geometrica della città di Firenze alla proporzione di 1 a 4500 levata dal vero e corredata di storiche annotazioni, Firenze, Galileiana, 1843, pp. 69-70, n. 139;
  • Giuseppe Formigli, Guida per la città di Firenze e suoi contorni, nuova edizione corretta ed accresciuta, Firenze, Carini e Formigli, 1849, pp. 143-144;
  • Nuova guida della città di Firenze ossia descrizione di tutte le cose che vi si trovano degne d’osservazione, con piante e vedute, ultima edizione compilata da Giuseppe François, Firenze, Vincenzo Bulli, 1850, pp. 160-161;
  • Iscrizioni e memorie della città di Firenze, raccolte ed illustrate da M.ro Francesco Bigazzi, Firenze, Tip. dell’Arte della Stampa, 1886, pp. 63-64;
  • Augusto Garneri, Firenze e dintorni: in giro con un artista. Guida ricordo pratica storica critica, Torino et alt., Paravia & C., s.d. ma 1924, p. 82, n. XLIII;
  • Il 'Porcellino' rinasce, in "La Nazione", 20 marzo 1965;
  • Si vuol dare un volto nuovo al mercato del Porcellino, in "La Nazione", 2 febbraio 1972;
  • Touring Club Italiano, Firenze e dintorni, Milano, Touring Editore, 1974, p. 303;
  • Piero Bargellini, Ennio Guarnieri, Le strade di Firenze, 4 voll., Firenze, Bonechi, 1977-1978, II, 1977, pp. 266- 268;
  • Carlo Cresti, Le fontane di Firenze, Firenze, Bonechi, 1982, pp. 42-43;
  • Franco Borsi, Firenze: la cultura dell’utile, schede a cura di Paola Maresca, Firenze, Alinea Editrice, 1984, pp. 68-70;
  • Piero Torriti, Pietro Tacca da Carrara, Genova, Sagep, 1984, p. 44;
  • Claudio Strocchi, 'Resarcimenti' al Mercato Nuovo, in "MCM", 1994, 24, pp. 53-56;
  • Claudio Cestelli in Comune di Firenze, Assessorato Cultura-Servizio Belle Arti, Quaderni di restauro. II, a cura di Valerio Cantafio Casamaggi, Carlo Francini, Natale Leuzzi, Firenze, Tip. G. Capponi, 2000, pp. 35-38;
  • Carlo Francini, scheda in Palazzo Pitti: la reggia rivelata, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Pitti 2003-2004) a cura di Gabriele Capecchi, Amelio Fara, Detlef Heikamp, Vincenzo Saladino, Firenze-Milano, Giunti Editore, 2003, p. 640, n. 166;
  • Luciano Artusi, Tante le acque che scorrevano a Firenze, itinerario tra i giochi d'acqua delle decorative fontane fiorentine, Firenze, Semper, 2005, ISBN 8888062246.
  • Franco Cesati, Le piazze di Firenze. Storia, arte, folclore e personaggi che hanno reso famosi i duecento palcoscenici storici della città più amata nel mondo, Roma, Newton & Compton editori, 2005, pp. 134-135;
  • Touring Club Italiano, Firenze e provincia, Milano, Touring Editore, 2005, pp. 244-245;
  • Claudio Cestelli, Loggia del mercato nuovo, in Comune di Firenze, Ufficio Belle Arti. Cento anni di restauro a Firenze, catalogo della mostra (Firenze, Sala d'Arme di Palazzo Vecchio, 11-22 gennaio 2008), Firenze, Polistampa, 2007, pp. 173-176;
  • Claudio Paolini, Fontana del cinghiale, detta del Porcellino, in Pietro Tacca. Carrara, la Toscana, le grandi corti europee, catalogo della mostra (Carrara, Centro Internazionale delle Arti Plastiche, 5 maggio-19 agosto 2007) a cura di Franca Falletti, Firenze, Mandragora, 2007, pp. 136-139;
  • Guido Morozzi, Relazione sui danni sofferti a causa della guerra dal patrimonio artistico monumentale di Firenze (1946), a cura di Claudio Paolini, Firenze, Polistampa, 2009, p. 71.
  • Antonella Nesi (a cura di), Il Porcellino di Pietro Tacca, le sue basi, la sua storia, Firenze, Edizioni Polistampa, 2011, ISBN 978-88-596-0913-1.
  • Andrea Cagnini et al., Il Porcellino di Pietro Tacca, vicende storiche e problematiche di restauro della base originale, in "OPD Restauro", 2011 (2012), 23, pp. 58-81.

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