Fino a quando la mia stella brillerà

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Fino a quando la mia stella brillerà
AutoreLiliana Segre, Daniela Palumbo
1ª ed. originale2015
Generememorialistico
Lingua originaleitaliano
AmbientazioneCampo di concentramento di Auschwitz
ProtagonistiLiliana Segre

Fino a quando la mia stella brillerà è un libro-testimonianza per ragazzi scritto da Daniela Palumbo e Liliana Segre nel quale quest'ultima racconta la sua vita e la sua esperienza di deportata ad Auschwitz.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Liliana Segre racconta che da piccola era la regina della casa, coccolata dal padre e dai nonni. Senza la madre Lucia che morì quando lei aveva un anno, sta comunque bene e nulla le manca. Addirittura è gelosa ed impedisce a tutte le signore di corteggiare il padre. Molte erano le persone che amava, ad esempio Susanna, la cameriera alla quale rubava sempre i dolcetti o Caterina, la balia con cui andava sempre al parco. Ma ci sono anche gli zii che va a trovare a Celle Ligure ogni estate, oppure gli amici della scuderia del padre od ancora le amichette di scuola. Ma il mondo felice di Liliana cambia nel 1938 con la promulgazione italiana delle leggi razziali. Non può più andare a scuola. Così deve andare in una scuola privata, dove incontrerà una maestra che le farà quasi da mamma. Ma i controlli dei fascisti si intensificano di giorno in giorno e dopo un po’ la famiglia Segre decide di fuggire da Milano: è il 1943. Tutto quell’anno lo passano ad Inverigo. Capito il pericolo, però, il padre la spedisce prima dal sig. Pozzi, poi da Giorgio Pontremoli, Luigi Strada e quindi Paolo Civelli. Mentre Liliana è lì, il padre affida i nonni ai proprietari della casa di Inverigo e dopodiché padre e figlia fuggono in Svizzera. Le guardie tuttavia li respingono ed una volta tornati dalla parte italiana del confine vengono arrestati dai finanzieri. Passando da un carcere all’altro tornano a Milano da lì vengono deportati con altre 603 persone fino ad Auschwitz. Lì vengono divisi e non si rivedranno mai più. Il padre morirà nel campo Buna-Monowitz, lei invece uscirà viva da Birkenau. Durante la prigionia, Liliana diventa a sua detta egoista in modo da non soffrire al punto da morire dentro. Nel campo la vita è dura e molte persone muoiono di stenti. Liliana racconta vari episodi come quello di Janine o della ragazza cecoslovacca. Dopo mesi, l’Armata Rossa è ormai vicina ed i nazisti trasferiscono le prigioniere ed i prigionieri prima a Ravensbrück e poi a Malchow. Sono le terribili marce della morte. Nonostante tutto, il 1º maggio 1945 i Russi e gli Americani sfondano i cancelli e liberano i prigionieri. Liliana e gli altri prigionieri subiscono un periodo di riabilitazione dopo il quale vengono rimpatriati. Appena ritornata a casa, Liliana si sente diversa e non riesce a reintegrarsi nella società. È depressa. Nonostante ciò, tutto cambia quando incontra Alfredo al mare in Romagna. Si sposeranno prestissimo. Liliana è testimone della Shoah dal 1990.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ilaria Cairoli, Fino a quando la mia stella brillerà: Liliana Segre si racconta ai ragazzi, su panorama.it, Panorama, 26 gennaio 2015. URL consultato l'11 dicembre 2020.
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