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Fayyum

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Fayyum
città
فيوم
Localizzazione
Stato Egitto Egitto
Governatorato Fayyum
Territorio
Coordinate 29°18′N 30°50′E / 29.3°N 30.833333°E29.3; 30.833333 (Fayyum)Coordinate: 29°18′N 30°50′E / 29.3°N 30.833333°E29.3; 30.833333 (Fayyum)
Altitudine 23 m s.l.m.
Abitanti 306 393 (2005)
Altre informazioni
Fuso orario UTC+2
Cartografia
Mappa di localizzazione: Egitto
Fayyum
Fayyum

Fayyum o Madinat Al Fayoum,[1] o anche Faiyum, Fayum o, francesizzato, Fayoum (in arabo: الفيوم‎, al-Fayyūm), è una città dell'Egitto, capoluogo del governatorato omonimo. Si trova 130 km a sud-ovest del Cairo e occupa parte della antica città Crocodilopoli.

Storia del nome[modifica | modifica wikitesto]

pA A i i G20 n
n
n
N36
Fayyum
in geroglifico

Il moderno nome della città deriva dal copto efiom o peiom che significa il mare o il lago, che a sua volta deriva dal tardo egiziano pȝ-y-m avente lo stesso significato, che si riferisce al vicino lago Meride.

In passato la città era chiamata Madīnat al-Fayyūm (Città del Fayyūm).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La città di Fayyūm si trova all'interno della omonima oasi a circa 30 km a ovest del Nilo. L'oasi con una superficie di 1270 km² è la più grande delle oasi del deserto occidentale ed è irrigata con l'acqua proveniente dal Nilo tramite un canale, detto Bahr Yussef, che scorre in una depressione posta ad occidente della valle del Nilo. Il canale attraversa i siti archeologici di el-Lahun e Gurob, nonché la città di Fayyūm per poi terminare nel lago salmastro Qarun che nei tempi antichi era di acqua dolce ed era noto come Meride.

Nella città si trovano bazar, moschee, bagni e vi si tiene un importante mercato settimanale. Il canale Bahr Yusuf la attraversa completamente e lungo il suo corso si snodano le principali vie ed i più importanti edifici della città: la moschea di al-Rub‘i, la moschea di Qayt Bey ed il modernissimo Palazzo della Cultura.

Fayyum è un importante centro agricolo ove oltre ai soliti mais e cereali vi sono notevoli produzioni di uva e fichi e la coltivazione di olive.

La città è tuttora una sede titolare della Chiesa cattolica come residuo della sua nomina a sede episcopale risalente al tempo dell'ultima dominazione romana del territorio.

Cultura Fayyum[modifica | modifica wikitesto]

Rimane poco di quanto era stato costruito a "Madīnat al-Fayyūm" in Egitto. Oggi la città non presenta nessun monumento di rilievo, tranne questo obelisco. Eppure la data di fondazione di questa città è il 4200 a.C.

Con il termine Cultura Fayyum si intendono due periodi denominati A e B. Nel periodo "Cultura Fayyum A" si ebbe un'evoluzione millenaria (5000 - 4000 a.C. circa) degli antichi popoli residenti nella regione. Durante questo periodo avvenne il passaggio dalla fase di raccolta del cibo a quella della coltivazione agricola.

Archeologia[modifica | modifica wikitesto]

Anche se degli edifici monumentali non restano che poche tracce, la zona del Fayyum è di particolare interesse archeologico per lo studio dell'Egitto ellenistico e romano e, più in generale, di quella globalizzazione del Mediterraneo realizzata dapprima da Alessandro e, in seguito, dall'impero. Infatti, oltre ai pregevoli ritratti del Fayyum, nell'area sono stati trovati innumerevoli depositi di papiri, ben conservati grazie al clima peculiare della regione, che hanno restituito frammenti di opere greche o paleocristiane perdute, testimonianze storiche importanti (fra l'altro un elenco di faraoni egiziani con relative cronologie che ha aiutato gli studiosi a ricostruire la storia delle dinastie) nonché una minuziosa documentazione della vita quotidiana che copre l'arco di circa un millennio. Le prime ricerche in merito sono state eseguite dal noto egittologo Flinders Petrie dal 1887 al 1890; proseguite poi dall'opera instancabile degli oxfordiani Bernard Pyne Grenfell e Arthur Surridge Hunt. Più che la capitale Crocodilopoli si sono rivelate ricche di reperti le località di Gurob e Hawara. La maggior parte dei papiri si trovavano nelle tombe, seppelliti insieme ai morti o addirittura usati per avvolgerne le mummie, oppure in depositi di rifiuti [2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enciclopedia Treccani online.
  2. ^ Leo Deuel, Cacciatori di libri sepolti, Milano, Bompiani, 1968.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN240355700 · LCCN: (ENn82063726 · GND: (DE4094930-8 · BNF: (FRcb11943472c (data)
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