Estrilda rhodopyga

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Astrilde groppone rosso
Crimson-rumped Waxbill - Kenya 0334 (22987577385).jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Passeriformes
Sottordine Oscines
Infraordine Passerida
Superfamiglia Passeroidea
Famiglia Estrildidae
Genere Estrilda
Specie E. rhodopyga
Nomenclatura binomiale
Estrilda rhodopyga
Sundevall, 1850

L'astrilde groppone rosso (Estrilda rhodopyga Sundevall, 1850) è un uccello passeriforme della famiglia degli Estrildidi[2].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Dimensioni[modifica | modifica wikitesto]

Misura fino a 11 cm di lunghezza.

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di uccelli che ricordano congeneri becco di corallo (coi quali vengono spesso confusi), soprattutto nell'aspetto, mentre la colorazione mostra alcune differenze.
La livrea è dominata da un caldo colore beige, con tendenza ad assumere sfumature grigiastre su dorso e ali (queste ultime con remiganti più scure, di colore grigio-nerastro, così come la coda) e a sfumare nell'ocra sul ventre, mentre gola e guance sono bianco-grigiastre. Il codione è di colore rosso cupo, così come i fianchi ed bordi delle copritrici alari, caratteristica questa che frutta a questi uccelli il proprio nome comune: una striscia rossa parte dai lati del becco e si prolunga fino alle orecchie, formando una caratteristica mascherina. Gli occhi sono bruno-nerastri, le zampe sono carnicino-nerastre, il becco è nero alla radice e rossiccio in punta.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Questi uccelli hanno abitudini diurne e moderatamente gregarie, riunendosi in gruppetti che contano al massimo una ventina d'individui e spesso si associano ad altre specie congeneri o affini (come l'astrilde di Sant'Elena, il becco di corallo e le nonnette): essi passano la maggior parte della giornata al suolo o nei pressi di esso alla ricerca di cibo, tenendosi in contatto fra loro mediante continui richiami ticchettanti.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di uccelli essenzialmente granivori, che si nutrono perlopiù di piccoli semi di graminacee, integrando inoltre la propria dieta con bacche, germogli, frutta e piccoli invertebrati.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

La stagione riproduttiva coincide con la fase finale della stagione delle piogge.

Ambedue i partner collaborano alla costruzione del nido, che è una struttura globosa composta da steli d'erba e fibre vegetali intrecciati, ubicata di preferenza a poca altezza fra i cespugli, l'erba alta o addirittura direttamente al suolo: al suo interno la femmina depone 4-5 uova di colore biancastro, che vengono covate alternatamente da ambo i sessi per circa due settimane. I nidiacei vengono accuditi anch'essi da ambo i genitori: sono in grado d'involarsi attorno alla terza settimana di vita, tuttavia tendono a rimanere nei pressi del nido (dormendo coi genitori durante la notte e chiedendo loro sempre più sporadicamente l'imbeccata) per almeno ulteriori tre settimane prima di allontanarsene completamente.

La specie viene occasionalmente parassitata dalla vedova domenicana.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

L'astrilde groppone rosso è diffusa in Africa orientale, in un areale che si estende grossomodo dal Darfur e al Corno d'Africa attraverso gran parte della Rift Valley fino alle sponde settentrionali del lago Malawi.

L'habitat di questi uccelli è rappresentato dalle aree secche e semiaride di prateria e savana fino ai 1500 metri di quota.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Se ne riconoscono due sottospecie[2]:

  • Estrilda rhodopyga rhodopyga, la sottospecie nominale, diffusa nella porzione settentrionale dell'areale dal Sudan alla Somalia;
  • Estrilda rhodopyga centralis Kothe, 1911, diffusa dal Sudan sud-orientale al Malawi;

Il nome scientifico della specie deriva dall'unione delle parole greche ῥοδον (rhodon, "rosa) e πυγος (pygos, "natiche"), in riferimento alla livrea di questi uccelli, alla quale essi devono anche il proprio nome comune.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) BirdLife International 2012, Estrilda rhodopyga, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Estrildidae, in IOC World Bird Names (ver 9.2), International Ornithologists’ Union, 2019. URL consultato il 10 maggio 2014.

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