Eparchia di Laodicea

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Eparchia di Laodicea
Eparchia Laodicena Maronitarum
Chiesa maronita
Eparca Antoine Chbeir
Eparchi emeriti Massoud Massoud,
Elias Sleiman
Sacerdoti 27 di cui 25 secolari e 2 regolari
1.296 battezzati per sacerdote
Religiosi 10 uomini, 40 donne
Battezzati 35.000
Parrocchie 32
Erezione 16 aprile 1954
Rito rito antiocheno
Indirizzo B.P. 161, Rue Hamrat, Tartous, Syrie
Dati dall'Annuario pontificio 2014 (ch · gc?)
Chiesa cattolica in Siria

L'eparchia di Laodicea dei Maroniti (in latino: Eparchia Laodicena Maronitarum) è una sede della Chiesa cattolica. Nel 2011 contava 35.000 battezzati. È retta dall'eparca Antoine Chbeir.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

L'eparchia comprende la città di Laodicea, dove si trova la cattedrale di Nostra Signora di Laodicea, e la zona costiera della Siria.

Il territorio è suddiviso in 32 parrocchie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La sede di Laodicea è un'antica eparchia maronita. Fino al XVIII secolo il patriarcato maronita era solo formalmente suddiviso in eparchie: di fatto i vescovi erano tutti considerati come ausiliari del patriarca, l'unica vera guida della nazione maronita. I vescovi di Laodicea, come gli altri vescovi maroniti, di fatto avevano solo il titolo della loro sede, non esercitandovi nessuna reale giurisdizione e non avendo nemmeno un luogo dove risiedere.

Il sinodo del Monte Libano del 1736, che su istanza di Propaganda Fide decise l'erezione canonica delle diocesi maronite, non prese in considerazione Laodicea, che continuò dunque ad essere sede di un vescovo titolare. I territori che formalmente facevano parte di Laodicea furono sottomessi dal sinodo all'autorità degli eparchi di Tripoli.

Il 16 aprile 1954, con il decreto Quo aptiori, la Congregazione per le Chiese Orientali decise di sottrarre i territori dell'arcieparchia di Tripoli dei Maroniti che si trovavano in territorio siriano all'autorità dell'arcieparca di Tripoli e di affidarli in qualità di amministratore apostolico all'arcieparca di Aleppo.

Il 4 agosto 1977 l'amministrazione apostolica fu elevata al rango di eparchia e contestualmente fu soppressa la sede titolare.

Cronotassi dei vescovi titolari[modifica | modifica wikitesto]

  • Jean Estephan † (novembre 1732 - 1743 nominato eparca di Beirut)[1]
  • Nicolas Murad † (5 dicembre 1843 - 10 gennaio 1863 deceduto)[2]
  • Giuseppe Foraifer † (11 febbraio 1872 - ?)[3]
  • Paolo Akl † (22 febbraio 1919 - 1956 deceduto)

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

  • François Ayoub † (16 aprile 1954 - 2 giugno 1966 deceduto) (amministratore apostolico)
  • Joseph Salamé † (24 settembre 1967 - 4 agosto 1977 dimesso) (amministratore apostolico)
  • Georges Abi-Saber, O.L.M. † (4 agosto 1977 - 2 maggio 1986 nominato vescovo ausiliare di Antiochia)
  • Antoine Torbey † (2 maggio 1986 - 23 giugno 2001 ritirato)
  • Massoud Massoud (23 giugno 2001 - 16 gennaio 2012 ritirato)
  • Elias Sleiman (16 gennaio 2012 - 14 marzo 2015 dimesso)
  • Antoine Chbeir, dal 14 marzo 2015

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

L'eparchia al termine dell'anno 2011 contava 35.000 battezzati.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1970 15.000 1.200.000 1,3 20 20 750 21 30
1980 20.000  ?  ? 17 16 1 1.176 1 24 30
1990 23.000  ?  ? 21 17 4 1.095 4 36 29
1999 27.000  ?  ? 23 18 5 1.173 6 36 32
2000 27.000  ?  ? 22 18 4 1.227 4 36 32
2001 28.000  ?  ? 23 17 6 1.217 6 36 32
2002 30.000  ?  ? 21 18 3 1.428 7 39 32
2003 30.000  ?  ? 24 21 3 1.250 11 40 32
2004 31.000  ?  ? 24 20 4 1.291 4 40 32
2009 33.000  ?  ? 28 26 2 1.178 9 40 32
2011 35.000  ?  ? 27 25 2 1.296 10 40 32

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pierre Dib, Maronite (Eglise), in Dictionnaire de Théologie Catholique, Tome Dixième, première partie, Paris 1928, col. 81. Anche Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastique VIII, col. 1336.
  2. ^ Annuario Pontificio 1862, p. 199. Anche Dictionnaire d'histoire et ... VIII, col. 1320.
  3. ^ Inserito da Catholic Hierarchy in Laodicea di Frigia.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

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