Eadgyth

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Eadgyth
HerscherpaarMagdeburgCathedral.jpg
Nella cattedrale di Magdeburgo
Regina consorte dei Franchi Orientali
(formalmente Regina dei Franchi)
In carica 2 luglio 936 –
26 gennaio 946
Predecessore Matilde di Ringelheim
Successore Teofano
Duchessa di Sassonia
In carica 2 luglio 936 –
26 gennaio 946
Predecessore Matilde di Ringelheim
Successore Oda
Nascita 910
Morte 26 gennaio 946
Luogo di sepoltura Duomo di Magdeburgo
Casa reale Wessex
Padre Edoardo il Vecchio
Madre Elflelda
Consorte di Ottone I di Sassonia
Figli Liudolfo
Liutgarde
Religione Chiesa cattolica

Eadgyth del Wessex (91026 gennaio 946) detta anche, con la pronuncia moderna, Edith del Wessex, era figlia di Edoardo il Vecchio e sposò Ottone I di Sassonia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Edith nacque all'interno della casa di Wessex attorno al 910 da Edoardo il Vecchio ed Ælfflæd e per parte di padre era nipote di Alfredo il Grande. Questa ascendenza è riportata con esattezza da Rosvita di Gandersheim nel suo Gesta Ottonis Imperatoris[1][2][3], mentre è riportata in modo errato da Vitichindo[4] e Liutprando[5][6][2]. Anche Tietmaro di Merseburgo cade in errore[3], ritenendola figlia di Edmondo (al pari di Vitichindo)[7][8]. Con questo matrimonio, la dinastia liudolfingia cercarono per la prima volta una relazione matrimoniale fuori dalla nobiltà sassone[3].

Di lei non si sa nulla fino a che il suo fratellastro Atelstano d'Inghilterra spedì lei e sua sorella Eadgifu d'Inghilterra in Germania per siglare un accordo con la Sassonia dicendo a Ottone I di Sassonia di scegliere quella che più lo aggradava. Ottone scelse Edith e la sposò nel 930, Eadgifu sposò in prime nozze un uomo di cui l'identità non è chiara.

Nel 936 Enrico I di Sassonia morì e Ottone divenne re dei Franchi Orientali venendo incoronato ad Aquisgrana, la cronaca dell'evento ad opera di Vitichindo di Corvey non dice che Edith venne a sua volta incoronata imperatrice, non di meno secondo Tietmaro di Merseburgo ella fu comunque unta come regina, anche se in una cerimonia separata. In qualità di regina Edith compì i doveri che le erano propri e nei registri viene spesso menzionata in relazione a donazioni alle abbazie e in questo sembra essere stata anche più diligente della suocera Matilde di Ringelheim, che poco dopo la morte venne canonizzata per acclamazione popolare, che invece negli archivi delle opere di carità ricorre per una sola volta durante il regno della nuora. Esisteva forse una rivalità fra il monastero di San Maurizio dell'Ordine dei Benedettini fondata da Edith e da Ottone nel 937 a Magdeburgo e l'abbazia di Quedlinburg fondata l'anno prima da Matilde in memoria del defunto marito Enrico I di Sassonia. Edith accompagnava spesso il marito nei propri viaggi, ma mai lo seguì nelle battaglie e passò l'anno 939 in cui Ottone era militarmente impegnato all'abbazia di Lorsch. Come i fratelli Edith era estremamente devota a Osvaldo di Northumbria, da cui discendeva, e il suo matrimonio fu un mezzo per diffondere il suo culto anche in Germania e la sua influenza potrebbe essere stato il motivo per cui nacquero alcuni monasteri e chiese in Sassonia dedicate al santo.

Edith morì il 26 gennaio 946[9][10][11]. Dal suo matrimonio con Ottone nacquero:

Edith venne sepolta nel duomo di Magdeburgo[9][10] e la sua bara posta dentro un sarcofago di piombo venne aperta nel 2008 dagli archeologi durante dei lavori, un'iscrizione registra che quello era il corpo di Edith che era stato risepolto nel 1510. Portato a Bristol per essere sottoposta a degli esami emerse che quello era il corpo più antico meglio conservato dei reali inglesi e gli Isotopi rivelarono che apparteneva a una donna che era cresciuta nel Wessex e in Mercia come ci aspetterebbe da lei. I resti sono stati nuovamente inumati il 22 ottobre 2010[12].

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gesta Ottonis Imperatoris, 77.
  2. ^ a b Carla del Zotto, Rosvita. La poetessa degli imperatori sassoni, Milano, Jaca Book, p. 96, ISBN 978-88-16-43522-3.
  3. ^ a b c Tietmaro di Merseburgo, Chronicon. L'anno mille e l'impero degli Ottoni, in Piero Bugiani (a cura di), Bifröst, traduzione di Piero Bugiani, Viterbo, Vocifuoriscena, 2020, p. 124, nota 9, ISBN 978-88-99959-29-6.
  4. ^ RGS, I, 37
  5. ^ Liutprando da Cremona, Libro IV, 17, in Alessandro Cutolo (a cura di), Tutte le opere: La restituzione - Le gesta di Ottone I - La relazione di un'ambasciata a Costantinopoli, traduzione di Alessandro Cutolo, Milano, Bompiani, 1945, p. 152.
  6. ^ In Liutprando ella è erroneamente indicata come una figlia del fratello di re Altestano, mentre in Vitichindo ella è ritenuta figlia di Edmondo e sorella di Altestano
  7. ^ Tietmaro di Merseburgo, Libro II, 1, in Piero Bugiani (a cura di), Chronicon. L'anno mille e l'impero degli Ottoni, Bifröst, traduzione di Piero Bugiani, Viterbo, Vocifuoriscena, 2020, p. 205, ISBN 978-88-99959-29-6.
  8. ^ Tietmaro, Libro II, 1, in Cronaca di Tietmaro, Fonti tradotte per la storia dell'Alto Medioevo, traduzione di Matteo Taddei, Pisa University Press, p. 50, ISBN 978-8833390857.
  9. ^ a b Tietmaro di Merseburgo, Libro II, 3, in Piero Bugiani (a cura di), Chronicon. L'anno mille e l'impero degli Ottoni, Bifröst, traduzione di Piero Bugiani, Viterbo, Vocifuoriscena, 2020, p. 129, ISBN 978-88-99959-29-6.
  10. ^ a b Tietmaro, Libro II, 3, in Cronaca di Tietmaro, Fonti tradotte per la storia dell'Alto Medioevo, traduzione di Matteo Taddei, Pisa University Press, pp. 50-51, ISBN 978-8833390857.
  11. ^ Vitichindus, II, cap. 41.
  12. ^ Königin Editha im Magdeburger Dom bestattet in: Spiegel Online vom 22. Oktober 2010
Predecessore Regina dei Franchi Orientali
(formalmente Regina dei Franchi Orientali)
Successore
Matilde di Ringelheim 936946 Adelaide di Borgogna
Predecessore Duchessa consorte di Sassonia Successore
Matilde di Ringelheim 936946 Adelaide di Borgogna
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