Donne senza uomini

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Donne senza uomini
Donnesenzauomini.jpg
immagine tratta dal film
Titolo originaleZanan-e bedun-e mardan
Paese di produzioneFrancia, Iran
Anno2009
Durata95 min
Rapporto2.35:1
Generedrammatico
RegiaShirin Neshat, con la collaborazione[1] di Shoja Azari
SoggettoShahrnush Parsipur (romanzo)
SceneggiaturaShirin Neshat, Shoja Azari
ProduttoreSusanne Marian, Martin Gschlacht, Philippe Bober, Peter Rommel (co-produttore), Denise Booth (co-produttore)
Produttore esecutivoBarbara Gladstone, Jerome de Noirmont, Oleg Kokhan
Casa di produzioneEssential Filmproduktion, COOP99 Filmproduktion, Parisienne de Production, in co-produzione con Rommel Film e EMC Produktion
Distribuzione in italianoBiM Distribuzione
FotografiaMartin Gschlacht
MontaggioGeorge Cragg, Julia Wiedwald
MusicheRyūichi Sakamoto, Abbas Bakhtiari (musica persiana, voce maschile)
ScenografiaKatharina Wöppermann (production design), Shahram Karimi (set design)
CostumiThomas Olah
TruccoHeiko Schmidt, Mina Ghoraishi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Donne senza uomini è un film del 2009 diretto dall'artista Shirin Neshat, all'esordio nella regia di un lungometraggio cinematografico, tratto dal romanzo omonimo di Shahrnush Parsipur.

Il film ha vinto il Leone d'argento per la miglior regia alla Mostra del cinema di Venezia 2009. In Italia è distribuito dalla BiM Distribuzione il 12 marzo 2010.

È dedicato alla memoria di coloro che hanno perso la vita nella lotta per la libertà e la democrazia in Iran dalla Rivoluzione costituzionale del 1906 al Movimento Verde del 2009.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate del 1953, la vita di quattro donne iraniane si intreccia con congiunture storiche drammatiche per il paese: il colpo di Stato appoggiato dagli americani e dagli inglesi che portò alla restaurazione al potere dello Scià e alla deposizione del Primo Ministro democraticamente eletto Mohammad Mossadeq.

Fakhri, Zarin, Munis e Faezeh sono quattro donne, che provengono da quattro classi sociali differenti, ma condividono i momenti drammatici del contesto politico in cui si trovano. Fakhri è una donna di mezza età, che è costretta in un matrimonio in cui i sentimenti sono assenti, ma in lei arde ancora la passione per una sua vecchia fiamma che è tornata dall'America. Zarin è una giovane donna che si prostituisce e che vive il dramma di non riuscire più a vedere i volti degli uomini. Munis ha un fortissima coscienza politica, ma deve subire l'isolamento impostole dal fratello tradizionalista e religiosamente intransigente. La sua amica Faezeh, invece, è totalmente indifferente a quanto accade al di fuori del giardino ove queste donne si sono rifugiate e sogna costantemente di sposare il fratello di Munis.

Mentre la storia scorre nelle strade di Teheran anche le vicende personali di queste quattro donne si sviluppano seguendo percorsi da principio inimmaginabili. Sia Munis che Fakhri affronteranno con coraggio il proprio destino mentre Faezeh e Zarin impongono alla proprie esistenze delle svolte fondamentali per il loro futuro. Il film risente della provenienza della regista dal mondo dei videomaker ed ha immagini bellissime, che seguono percorsi onirici e simbolici, che si intrecciano alle vicende reali.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Così accreditato.
  2. ^ Titoli di coda del film.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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