Disonorata (film 1931)

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Disonorata
Disonorata-Dietrich.png
Marlene Dietrich in una scena del film
Titolo originale Dishonored
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1931
Durata 91 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere guerra, drammatico
Regia Josef von Sternberg
Soggetto Josef von Sternberg
Sceneggiatura Daniel Nathan Rubin
Casa di produzione Paramount Publix Corporation
Fotografia Lee Garmes
Montaggio Josef von Sternberg
Musiche Karl Hajos, Herman Hand, Franz Joseph Haydn, Iosif Ivanovici, Johann Strauss, Ludwig van Beethoven, Josef von Sternberg
Scenografia Hans Dreier
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Doppiaggio originale (1937)
Ridoppiaggio (1980)

Disonorata (Dishonored) è un film del 1931 diretto da Josef von Sternberg. Propone Marlene Dietrich in veste di donna fatale paragonabile alla Greta Garbo del film Mata Hari, uscito pochi mesi dopo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La storia è ambientata durante la prima guerra mondiale in un Impero austro-ungarico destinato al declino.

Marie, una prostituta austriaca, è conosciuta per il suo coraggio e viene ingaggiata dai servizi segreti dell'impero per diventare un agente; da allora, il suo nome sarà X-27. Il primo compito affidato a Marie è quello di smascherare una spia russa, il colonnello Hindau. Avvalendosi delle sue grazie femminili, la donna porta a termine la missione pur sfuggendo per un pelo alla spada del nemico.

Poi, Marie si occupa di un secondo caso, quello del tenente Kranau: anche lui dovrà essere assicurato al controllo dei servizi segreti austriaci. La donna riesce a adescarlo in un casinò; nonostante una certa attrazione per Marie, il tenente fiuta il pericolo e riesce a sottrarsi alla trappola, con grande disappunto dei servizi segreti che per tutta risposta la mandano in missione in Russia. Nel frattempo il tenente, che opera come spia al servizio dei russi, viene a sapere casualmente del progetto di questa nuova missione di X-27.

Ben presto, i due antagonisti si ritrovano nell'impero zarista. Travestita da cameriera di campagna russa, Marie intraprende la missione, ma viene puntualmente smascherata da Kranau e cade prigioniera. Ciononostante, la donna riesce a riprendere il flirt interrotto con Kranau e gli propina un sonnifero per poi darsi alla fuga, sottraendo ai russi importanti documenti. In seguito alla riuscita della missione di X-27, saranno fatti prigionieri dagli austriaci diversi militari russi e perfino lo stesso Kranau.

Dopo la cattura dei nemici, Marie ottiene il permesso di parlare a quattr'occhi con il tenente con lo scopo di ottenere da lui tutte le informazioni di cui è in possesso. Una volta rimasta sola con il tenente, Marie comincia a parlare con lui e a giocherellare con la pistola, fino al momento in cui questa le cade di mano ed entra in possesso del tenente che riesce così a scappare. In realtà, però, quella di raccogliere nuove informazioni non era stata altro che una scusa; la vera intenzione della donna era invece proprio quella di graziare il nemico e di offrirgli la possibilità di tornare a casa sano e salvo.

A quanto pare, l'attrazione tra i due era reciproca e, nel dubbio, Marie aveva deciso di agire seguendo i propri valori di peccatrice leale. A questo punto, comunque, Marie è tenuta a rispondere dell'accaduto e viene condannata a morte dagli austriaci per alto tradimento. Austera e senza paura della morte, all'esecuzione si ripresenta nei suoi vecchi abiti da prostituta, provocando la commozione di diversi tra i presenti, in disaccordo con una fucilazione che resta però inevitabile.

Prima di cadere una volta per tutte sotto gli spari del plotone, Marie si esibisce in un tacito manifesto per i propri valori femminili, rimettendosi a posto le calze, aggiustandosi il trucco e conquistando il rispetto di tutti.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film si inseriva nella scia del fortunato Marocco, ma la produzione non rimase priva di conflitti: Sternberg prevedeva come titolo semplicemente X-27, ma fu deluso dall'imposizione della Paramount che invece volle chiamare la pellicola Dishonored, titolo più colorito, ma meno calzante.[1]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il film ebbe un buon successo e consolidò il sodalizio Dietrich-Sternberg presso la Paramount.

Dato che il vecchio impero viene caratterizzato in maniera assai approssimativa, ancora prima della salita al potere di Hitler, la critica tedesca lamentò il fatto che gli ambienti austriaci fossero stati negligentemente trasfigurati da Sternberg, a maggior ragione considerando che si trattava di un regista germanofono.[2]

La pellicola è stata indicata tra i migliori dieci film del 1931 dal National Board of Review of Motion Pictures.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Renate Seydel: Marlene Dietrich. Eine Chronik ihres Lebens in Bildern und Dokumenten. Henschelverlag, Berlin 1989, pag. 132.
  2. ^ Lichtbildbühne, 7 gennaio 1932.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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