Discussione:Massimo Scaligero

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Collegamenti esterni modificati[modifica wikitesto]

Gentili utenti,

ho appena modificato 1 collegamento/i esterno/i sulla pagina Massimo Scaligero. Per cortesia controllate la mia modifica. Se avete qualche domanda o se fosse necessario far sì che il bot ignori i link o l'intera pagina, date un'occhiata a queste FAQ. Ho effettuato le seguenti modifiche:

Fate riferimento alle FAQ per informazioni su come correggere gli errori del bot

Saluti.—InternetArchiveBot (Segnala un errore) 18:13, 24 mar 2018 (CET)

SCALIGERO FASCISTA: A CHI GIOVA?[modifica wikitesto]

Gentili Redattori,

sorprende che la biografia di Antonio Massimo Scabelloni mantenga, nella vostra pagina, caratteri di puntualità fintantoché si rivolge al periodo fascista.

Strano che non vengano considerate in minima parte le Opere Sociali di Scaligero né tantomeno si tenga in considerazione della sua biografia.

«Non politico, anzi apolitico per temperamento, tuttavia, giovanissimo, nel periodo fascista credetti poter immettere nella forma politica la mia visione del mondo: questo spiega la categoria in cui qualcuno ancora oggi tenta recludermi: categoria che io non rinnego per debito di lealtà e di verità, ma che non mi ha mai contenuto, né mi ha mai impedito di fare quello che realmente volevo. Tanto è vero che sono stato sempre un isolato, ospitato dalla stampa del tempo solo grazie alla validità etica degli argomenti che proponevo. Quello che ho scritto in quel periodo lo potrei ripubblicare oggi su qualsiasi giornale, di sinistra, di destra o di centro, solo sostituendo alla parola “fascismo”, per esempio, l’espressione “visione sociale” o “istanza morale”. …I miei scritti del tempo stanno lí a testimoniare che io volevo allora quello che voglio tuttora: sottolineare, come senso ultimo dei problemi, l’esigenza della reintegrazione del­l’uomo» (pag.93).

E ancora: «Quando scoppiò il razzismo, non nego che fui preoccupato, perché intravvidi subito gli sviluppi assurdi di simile presa di posizione: data una certa apertura della stampa alla mia collaborazione, sentii il dovere di intervenire, perché quel grosso errore fosse il meno nocivo possibile. In tal senso feci uno sforzo invero immediato ed energico, tentando di dare a quell’iniziativa un contenuto che la dominasse, un contenuto etico e simbolico, capace di far sfociare il tutto in serie di provvedimenti educativi e formativi della gioventú» (pag 95).

«Avvenne persino – ricorda ancora Scaligero ‒ che un osservatore assai fine, sulla rivista “Augustea”, analizzasse le mie tesi e mi accusasse di ‘antirazzismo mascherato’.

Quello che pensavo allora del razzismo, lo penso tuttora: lo ritengo un errore mentale dovuto alla incapacità di distinguere nella coscienza l’elemento interiore indipendente dalla razza. Che siano razzisti inconsapevoli, popoli ancora immersi nel proprio elemento etnico, non è grave quanto il razzismo dei popoli che recano le forze dell’anima cosciente. Razzismo insidioso è peraltro quello a cui si dà altro nome, per inconsapevolezza della sua reale natura: in verità veicolo di un impulso piú profondo, dotato di radici nella demonicità della psiche collettiva e giustificante se stesso mediante ideologia politica e persino religiosa» (pag.96).

Ricordate, come è perarltro scritto nel libro autobiografico, dallo Yoga alla Rosacroce (che ben dovreste conoscere) che Scaligero fu imprigionato dagli Alleati alla fine della seconda guerra mondiale, visto che egli dirigeva una rivista, «Italia marinara», il cui direttore responsabile era Starace, noto gerarca fascista, il quale non se ne occupava minimamente, tanto da non essere neppur mai passato in redazione. Tuttavia esisteva la sua carta intestata che veniva usata per la corrispondenza.

Cosí, allorché due ebrei – che erano peraltro antroposofi – si rivolsero a Massimo per chiedere aiuto per abbandonare Roma, egli li aiutò, fornendo loro un permesso scritto su carta intestata di Starace e firmato da lui.

Quando questo giunse poi a conoscenza degli Alleati, l’inchiesta si chiuse e Massimo venne rilasciato.

Continuate pure nel vostro lavoro di bricconi...ad maiora! Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 79.1.199.75 (discussioni · contributi) 12:22, 30 mag 2018.

Per propinare il tuo punto di vista, è inutile che insisti a cancellare il paragrafo al riguardo alle sue opere scritte negli anni '30, in particolare “La Razza di Roma” del 1939. --Skyfall (msg) 22:54, 6 lug 2018 (CEST)

Che peccato la disonestà intellettuale di chi vuol far passar Scaligero per un santo antifascista![modifica wikitesto]

" La razza ariana era “il modello dell’umanità”, la razza nella quale “le forze formatrici del Divino manifestano di più il suo volere creativo” (Scaligero, “Limiti alla comprensione del problema razzista” La Vita Italiana Settembre 1941) . Il compimento di questa promessa sta “nella vittoria del principio totalitario del fascismo a del nazionalsocialismo con la forza delle armi” - parole di Massimo Scaligero

Che strano, avete cancellato paragrafi interi di Staudenmaier dove citava parole di Scaligero chiaramente razziste ed antisemite tratte da "La difesa della razza"; avete citato le sue parole (che non fanno testo in una biografia ufficiale) in "dallo Yoga alla Rosacroce" (ma non si possono citare brani causa copyright o ci sono due pesi e due misure?) in cui tenta penosamente di giustificare la sua attività di pennivendolo al servizio del fascismo e del Duce. La vostra disonestà intellettuale é senza limiti, e mi auguro che gli attenti lettori se ne rendano conto. Qualcuno ha fatto si' che vi sia il "lucchetto" giallo alla pagina e non si possa più modificare. Ve la siete "autovandalizzata" per domandare una protezione?... Che bei metodi democratici, no? Ma non preoccupatevi, vi sono molti altri mezzi per far conoscere la verità a proposito del fascista Scaligero sul web. Continuate pure cosi', ma non meritate certo l'epiteto di "redattori" bensi' quelo di pedissequi "agiografi"... ed intanto leggetevi le parole dell'universitario Staudenmaier:

"“Gli organi dell’antroposofia ufficiali acclamano « la stupefacente opera di Massimo Scaligero” come un’essenziale purificazione per la “salute dell’anima”. Nel 2006 la Società Antroposofica Italiana ha tenuto una conferenza a Trieste per il centenario di Scaligero, onorando la sua vita ed opera. Fonti antroposofiche ed erudite negano il coinvolgimento di Scaligero nel fascismo e nella campagna razzista iniziata nel 1938. La biografia antroposofica standard sostiene che Scaligero “non fu mai coinvolto nella politica, e tantomeno nella politica fascista”. Altri difendono i suoi scritti razzisti degli anni 1930 e 1940. Al contrario, documenti storici rivelano Massimo Scaligero come uno dei maggiori promotori dell’antisemitismo fascista per decenni. Scaligero inizio’ a scrivere per la stampa fascista fin da giovane età. Molti dei suoi primi saggi apparvero nel 1931, salutando il fascismo come il portatore “di quella spiritualità luminosa che é la principale caratteristica delle civiltà superiori”. Pubblico’ in organi di stampa fascisti nel 1932 e 1933. I suoi primi articoli impiegano una terminologia esoterica, e l’argomento spirituale fu un elemento consistente in tutta la sua opera. Scaligero preconizzava una “spiritualità fascista” in un articolo di prima pagina nel Regime Fascista nell’agosto 1938. Argomenti razziali appaiono nei suoi scritti fin dal 1935. Il maestro di Scaligero era Julius Evola (1898-1974), una figura preminente del moderno esoterismo italiano. Lo incontro’ per la prima volta nel 1930. Le analisi iniziali di Evola sull’insegnamento di Steiner sono state fortemente critiche, malgrado che egli mantenne dei buoni rapporti con degli antroposofi italiani. Evola fu la forza motrice dietro il primevo Gruppo di Ur, gruppo che da allora ha goduto di uno status leggendario nei circoli esoterici. L’antroposofia era “la scuola più importante” nel gruppo di Ur. Queste distinzioni non erano molto chiare alle autorità fasciste, che spesso consideravano Evola lui stesso come antroposofo. Fu Evola ad introdurre Scaligero a Colazza e all’antroposofia. ​ Secondo la stessa testimonianza di Scaligero, egli fu attratto dall’antroposofia da tutto il tempo: “Mi sono sempre sentito connesso a Steiner ed al suo insegnamento esoterico”. Altre fonti confermano che Scaligero fu “un devoto antroposofo durante tutta la sua vita”. IL vocabolario antroposofico si ritrova nei suoi scritti almeno a partire dal 1938. Ma l’influenza di Evola fu decisiva per il suo sviluppo iniziale. Il primo articolo di Scaligero ne La Vita Italiana di Preziosi é stato un lungo omaggio ad Evola. Nel 1943 pubblico’ nello stessa rivista una sintesi del tradizionalismo di Evola con l’esoterismo di Steiner. Molte delle sue pubblicazioni combinano temi evoliani ed antroposofici, con una terminologia presa da disparate correnti del pensiero occultista. Evola era il teorico principale della corrente esoterica del razzismo in Italia e sosteneva indefettibilmente un re-allineamento razziale del fascismo sulle linee spirituali. Il razzismo originava dal cuore della filosofia evoliana. Nel 1935 egli scrisse al Ministro della Cultura Popolare che fin dal 1926 aveva tentato di “dare un’orientazione antisemita alla spiritualità fascista”. Evola sosteneva un “razzismo totalitario” comprendente corpo, anima, spirito. Argomentava che limitare la visione della razza al corpo fisico era un inganno ebraico, mentre una comprensione estesa della razza avrebbe permesso di affrontare il problema ebraico in tutta la sua ampiezza e di riconoscere la vera antitesi fra lo spirito ebraico e quello ariano. A dispetto di molti disaccordi con parecchi dei suoi insegnamenti, Evola teneva Steiner in grande stima e lo considerava un Iniziato. Nella sua opera maggiore sulla razza, Sintesi della Dottrina della Razza, Evola pubblico’ due fotografie di Rudolf Steiner come esempio tipico del tipo razziale Nordico, lodandolo come un superiore rappresentante di “intuizione spirituale” ed “elemento solare”. Il comune terreno fra Evola e Steiner facilito’ la transizione di Scaligero come un portavoce chiave dell’antisemitismo esoterico. Scaligero combino’ una visione spirituale della razza con un fiuto estetico, una visione del rinnovamento culturale e della affermazione della vita creativa come aspetti costitutivi del progetto razzista. Un tipico passo elogia il fascismo come “pensiero nobilitante con la virilità dell’azione” e “creante una nuova aspirazione per la formazione della razza”: ​ “Nel mezzo del confuso contrasto fra la sterilità scientifica e la sovversione spirituale che affetta il mondo moderno, il fascismo sta creando una nuova era, un rinascimento della bellezza, saggezza, e una nuova poesia, immagini tinte di colori arcobaleno e gesta incontaminate dalla retorica. Questa cultura creativa, questo stile e cammino di vita é un principio essenziale del nostro razzismo”. (Massimo Scaligero, “La razza e lo spirito della Rivoluzione” La Vita Italiana Maggio 1939) Scaligero dichiarava che l’”etica razzista” era “l’unica forza che si poteva opporre all’enorme decadenza della moderna civiltà, presagita in antiche tradizioni che parlano di una razza unica, i maestri del destino che soli sopravviveranno alla fine di questo ciclo” (Scaligero, “Fine di una civilta e nascita di una razza” La Vita Italiana, gennaio 1940). La razza ariana era “il modello dell’umanità”, la razza nella quale “le forze formatrici del Divino manifestano di più il suo volere creativo” (Scaligero, “Limiti alla comprensione del problema razzista” La Vita Italiana Settembre 1941) . Il compimento di questa promessa sta “nella vittoria del principio totalitario del fascismo a del nazionalsocialismo con la forza delle armi”. Il collasso della vecchia Europa in uno scontro di ferro e fuoco non porterà prosperità materiale a coloro che non hanno imparato il sacrificio duro e sacro, ma l’integrazione spirituale di una civiltà occidentale unita ed una singola razza ariana, l’avvento di una spiritualità romano-germanica che potrà restaurare la visione del sacro e dell’eterno per l’umanità. (Scaligero, “Funzione occidentale della nuova civilta romano-germanica” La Vita Italiana, Febbraio 1941).

La visione di una rinnovata razza ariana era unita ad un categorico rigetto dell’avversario di sempre della spiritualità ariana: l’ebreo. Nella visione esoterica di Scaligero, il “tipo ariano” era “il prodotto di un assoluta assenza di contaminazione semitica”. La “nuova campagna razzista” del fascismo rivendicava “i valori razziali italiani” e legittimava “la fertile unione delle sottorazze ariane verso l’integrale ricostituzione di una antica, inestinguibile razza solare” (Scaligero, “Omogeneita’ e continuita della razza italiana” La Difesa della Razza, Giugno , 1939, 38–40: “La razza occidentale ariana” rappresenta “il classico spirito solare”, mentre “l’uomo semitico é il mercante, il nomade, l’invasore, portatore di oscuri culti tellurici e di una religione sensualistica ed individualistica”). Solamente una “concezione spirituale della razza” puo’ preservare “i perenni valori del sangue” (Massimo Scaligero, “Compito eroico dello spirito nell’azione razzista” La Vita Italiana, Settembre 1939 ). In addizione alla negativa ed esclusiva componente di razzismo, Scaligero metteva in luce un razzismo ‘positivo’ come una visione ispirata di rivitalizzazione spirituale. Egli domandava che il razzismo non rimanesse una mera teoria ma divenisse una forza attiva capace di riformare il mondi, facendolo divenire un posto migliore, piu’ forte e piu’ bello. Le conseguenze pratiche di questa visione presumibilmente positiva divennero fin troppo chiare nel contesto concreto della politica razzista del fascismo.

Scaligero enuncio’ la sua prospettiva esoterica in una prima opera magna, un libro del 1939 intitolato “La Razza di Roma”. La sua proposizione d’apertura si riferiva alla “nostra posizione razzista” come ad una specifica forma del razzismo italiano. Denunciando “il materialismo delle società democratiche”, Scaligero cartterizzava l’italiana come”una razza destinata alla vittoria”, con il regime fascista consolidante “il razzismo in un senso vero e superiore”. Preoccupato di dimostrare le radici ariane della razza italiana, presento’ un elaborato modello narrativo della teoria teosofica delle razze-radice, comprese le origini razziali iperoboree, lo sviluppo e la caduta di Atlantide, ed un vasto panorama evolutivo in cui “la razza ariana bianca” fondo’ la civilizzazione occidentale in tempi preistorici. I gruppi razziali nordici e mediterranei si fusero insieme nella razza di Roma migliaia di anni prima, sintetizzando i migliori tratti di quei gruppi. Gli antichi Romani rappresentavano l’armonizzazione delle due eredità razziali unite in un nobile impero. I popoli europei avevano riscoperto la loro primordiale unità ariana sotto la guida della Roma imperiale.

Nel cuore di questa razza romana vi era “un superiore elemento etnico” che aveva trasportato per millenni la migliore eredità razziale della gloria imperiale e l’aveva protetta contro le mescolanze con elementi inferiori. Il popolo italiano é rimasto un “insieme razziale omogeneo” grazie a dei membri specialmente avanzati della razza che formano i suoi propri leaders, i custodi del suo patrimonio spirituale. Con la restaurazione di valori “anti-moderni, anti-egualitari, aristocratici”, il fascismo compirà la “rinascita di una razza superiore che é ancor più romana”. Scaligero insiste sull’universalità del rinnovamento razziale fascista: “Il razzismo di un carattere superiore puo’ solamente essere il risultato di un universale spirituale nella sua essenza”. La “resurrezione dei valori spirituali della razza” porterà alla “diffusione della spiritualità fascista attraverso il mondo”. Sparsi con queste asserzioni si trovano riferimenti al Graal, a Thule, all’antica India e Persia, all’Edda, alle razze telluriche, e altri assortimenti del bagaglio occulto. In un capitolo centrale (della Razza di Roma, n.d.t.) intitolato “Antigiudaismo ed antimaterialismo”, Scaligero denuncia “gli apologeti dell’giudaismo” a proclama che l’ebreo rappresenta “forze arimaniche sub-umane”. Egli delinea la “nostra posizione anti-giudaica” spiegando che la via romana di trattare coi nemici era di “eliminare cio’ che puo’ nuocerci”. Una concezione spirituale della razza era necessaria per un’incisiva politica razzista dato che era interamente possibile per un’anima “non romana, non ariana, non italiana” di nascondersi in un corpo con tratti italiani. Per questa ragione, la “posizione razzista italiana” tendeva a sorpassare gli aspetti materialistici della razza. Gli approcci materialisti non sono riusciti a tener conto dello spirito razziale, fondamentale per distinguere la dignità razziale e la degenerazione razziale. Qui la biologia incontra i propri limiti. “Lo spirito della razza non puo’ essere oggetto di analisi scientifiche, o di una fredda vivisezione logica e di una mera cronologia temporale”. La “missione dello spirito”, come Scaligero spiega altrove, implica il rigetto di un “discorso razionale” in favore di un “misticismo eroico” e di un’ “azione virile”. Solo cosi’ una “nuova razza spirituale” sarebbe stata capace di svilupparsi “sotto il segno del Fascio e della Svastika” (Massimo Scaligero, “Missione dello spirito nell’ordine nuovo” Augustea Marzo 16, 1942).”

......

"L’autorità di Massimo Scaligero é continuata bene dopo la sua morte. Attraverso la mediazione di Scaligero, l’opera di Steiner ha avuto un impatto significativo nel pensiero neofascista italiano dal 1945 in poi. Pino Rauti (1926 – 2012) uno dei più noti leaders dell’estrema destra italiana, ha riconosciuto l’influenza di Steiner. Dopo la guerra Scaligero tenne conferenze con Rauti ed i suoi camerati raccomandando le opera di Evola insieme a dei testi antroposofici. Riportando alla memoria dei dialoghi con alcuni neofascisti intransigenti nei tardi anni 1940, Rauti scrisse: “Eravamo affascinati dall’antroposofia e dalle idee di Rudolf Steiner, il cui maggior esponente a Roma era Massimo Scaligero”. Per molti anni Steiner é rimasto un importante punto di riferimento per l’estrema destra post-bellica.” Questo commento senza la firma utente è stato inserito da Aquilarossatre (discussioni · contributi) .

Questa dialettica denigratoria ha la evidente pretesa,da una parte,di basarsi su scritti da Scaligero pubblicati prima del suo incontro con l'opera di Rudolf Steiner;dall'altro,per l'accenno a un contatto con Rauti adolescente,di servirsi di un "sentito dire" che invero non regge: è certo che gli unici interventi al pubblico fatti da Scaligero,siano quelli presso il gruppo di antroposofico cui aveva aderito,gruppo guidato da Giovanni Colazza,del quale Scaligero divenne diretto discepolo;a questo gruppo,il Rauti adolescente non è mai stato concesso di entrare, né questi mai si iscrisse alla Società Antroposofica. Piuttosto,nei primi anni del secondo dopoguerra,Scaligero frequentava un caffè al Gianicolo,ivi si intrattenevano attratti dal suo carisma molti giovanissimi,fra i quali,una tantum,Rauti,Erra,Ster pa e altri ancora di ben diversa estrazione culturale:ai quali Scaligero,sempre estraneo a ogni formalismo "conferenziere",offriva il dono dell'amicizia. Eleuterio strifizza (msg) 03:27, 22 mar 2019 (CET)

Cancellazione di interi paragrafi sulla critica da parte dell'esoterismo tradizionale nei confronti di Scaligero.[modifica wikitesto]

Non si sa perché, ma c'é chi é sempre desto e prontissimo a cancellare i contributi degli altri, contributi peraltro sempre ben documentati da note e link. In particolare sembra che "scotti" alquanto il giudizio sull'antitradizionalismo dello Scaligero, ampiamente documentato dagli scritti di Guénon e di Evola e manifestamente palpabile a chiunque abbia una minima conoscenza dell'esoterismo. Nel momento in cui Scaligero ha riconosciuto in Rudolf Steiner il "Maestro dei Nuovi Tempi", come lui pomposamente lo chiamava, si é automaticamente messo dalla parte di una corrente neo-spiritualista come l'antroposofia, a vocazione New Age. Tutti i tentativi postumi per reinseire Scaligero nell'alveo tradizionale sono maldestri e privi di fondamento teorico. Inutile citare le parole di Scaligero all'uopo, che in una biografia a lui dedicata che dovrebbe essere obiettiva, non fanno testo. Malgrado cio' vi é sempre chi si affanna a ridorare il blasone dello Sgabelloni, ridipingendo in fretta e male la facciata barocca del suo neo-spiritualismo imbevuto di retorica e di contenuti para-filosofici scopiazzati da Giovanni Gentile e rimestati in lingua esoterica. La verità, soprattutto quella degli Adepti, si difende da sola, cosi' come la Tradizione. Lasciamo a questi indoratori da salotto la magra soddisfazione delle loro penne umbratili. Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 82.227.161.9 (discussioni · contributi) 22:46, 5 nov 2018.

Due ebrei - antroposofi - salvati, ma...[modifica wikitesto]

A proposito dell'intensa attività antisemita di Massimo Scaligero come intelettuale al servizio del regime fascista, attività ampiamente documentata nei suoi scritti sulle riviste fasciste, per "sminuire" la portata di questa sua valenza viene sempre raccontata la storiella citata nella sua autobiografia dei due abrei antroposofi da lui salvati, ragion per cui egli venne liberato dagli Alleati. La storiella é simpatica, e probabilmente anche vera, tuttavia é da sottolineare che la comunità ebraica di Roma ricorda tuttora Scaligero come uno dei principali intellettuali al servizio del regime responsabili della promulgazione delle leggi razziali del 1938. Ci chiediamo dunque, a lato di questi due ebrei (antroposofi!) che egli salvo', quanti, a causa dell'influenza delle sue idee, indirettamente ne fece deportare, perseguitare e fuggire... probabilmente molto, ma molto più di due.... Questo commento senza la firma utente è stato inserito da HeinrichKunrath (discussioni · contributi) 14:40, 6 nov 2018.

I tuoi paragrafi evidentemente sono stati cancellati perchè a dire il vero non sembrano documentati nè da note nè da link. In ogni caso non capisco perchè ti accanisci così tanto contro Scaligero, un filosofo che molti considerano un vero maestro di vita, e che in genere non ha mai fatto del male a nessuno. Secondo me sbagli il bersaglio, Scaligero riconosceva la grandezza di Guénon ed Evola, e viceversa, non ha senso dipingerli come "nemici" schierati l'uno contro gli altri. In fondo tutti e tre combattevano una battaglia comune, contro la decadenza e il materialismo della civiltà. La polemica fra tradizionalisti/antitradizionalisti è del tutto secondaria. Cerca di dirottare altrove le tue energie, il tuo giudizio è troppo severo, Scaligero non era un mostro, come non lo erano Guenon ed Evola. Tutti e tre erano impegnati in una battaglia di civiltà alla quale anche tu, tutti noi, siamo chiamati a partecipare. Ti ringrazio per la comprensione.--5.170.73.8 (msg) 18:46, 6 nov 2018 (CET)
I miei paragrafi erano documentati da note e da link, ma fa lo stesso. Vorrei farti notare che Scaligero non era un filosofo, ma un esoterista, che é diverso. Filosofo era Giovanni Gentile. Guénon non ha mai riconosciuto la grandezza di Scaligero, tant'é vero che rispose per le rime ad un articolo critico che Scaligero scrisse nei suoi confronti, definendolo un "profano" incapace di capire il concetto di iniziazione e di trasmissione iniziatica. Anche Evola non lo considerava granché bene, per l'aver abbracciato le visioni di Steiner. Non mi accanisco con Scaligero, come dici tu, mi limito semplicemente a riportare dei fatti. Quanto alla battaglia comune che tutti e tre combattevano contro il materialismo e la decadenza della civiltà, é certo un fatto, ma un fatto che accomuna tutti gli spiritualisti: ognuno l'ha combattuta e la combatte con più o meno lucidità. La polemica fra tradizionalisti ed antitradizionalisti non é a mio avviso affatto secondaria, in quanto comprende il tema centrale dell'accesso al sovrasensibile, ovvero l'iniziazione. Che per i tradizionalisti implica la trasmissione da Maestro a discepolo. Grazie. Questo commento senza la firma utente è stato inserito da HeinrichKunrath (discussioni · contributi) 22:28, 6 nov 2018.

Lavoro di Redazione e lavoro di Detrazione[modifica wikitesto]

Personalmente sono abbastanza contento dei chiarimenti riguardo all'adesione giovanile di Antonio Scabelloni al fascismo. Vorrei ricordare che in quel periodo in Italia pochi furono gli intellettuali che non prestarono fedeltà al fascismo. Una dozzina di intellettuali su circa 1200. In questa pagina un nutrito gruppo di eroi energicamente si oppone al movimento che (giova ricordarlo) è estinto come il coraggio di chi, senza alcuna preparazione, si fa giudice, storico e portavoce, di una storia che moraleggia, senza dominarla (questo il lavoro dello storico).

Così tutto ciò che in quel periodo visse e venne creato viene da questi storici improvvisati condannato alla dannatio memoriae. Sì, Giovanni Gentile fu fascista, così come Curzio Malaparte e Giovanni Papini che – dimenticati in Italia – furono celebrati, nel loro spessore di artisti, ad esempio da J.L.Borges.

Il fatto che Scabelloni sia stato fascista è degno di nota ma non fa onore a chi vorrebbe enciclopedizzare lo Scabelloni denigrandolo solo a questo. Anche E.Cioran sconfessò la sua adesione alla Cortina di Ferro. E' forse ricordato per questo?

Sarebbe opportuno – oltre allo scrivere che Scabelloni fu fascista (...ma guarda un po' che novità nell'Italia fascista!...) ricordare anche la sua esperienza e biografia successiva.

Fino ad ora m'è sembrato di leggere in questa pagina solo paragoni (Gentile–Scaligero, Evola–Scaligero). Insomma se il lavoro di compilazione vuole essere solo un lavoro denigratorio evitate le comparazioni poiché nulla hanno a che vedere con un'osservazione scientifica e storicizzante.

Provate a leggere, a studiare, i libri di Scaligero e, magari (visto che siete bravi) a criticarli nella loro oggettività. Provate, magari, anche con le opere sociali (a voi tanto care).

Insomma l'atto denigratorio è stato compiuto: riuscite a fare di meglio oppure vi fermate a scrivere che il vecchio fascista fu un turbocattivone e che i poteri occulti non vogliono che l'umanità sappia la verità?

Coraggio! Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 77.43.125.26 (discussioni · contributi) 11:58, 28 nov 2018.

Risposta: Wikipedia vuol essere una pagina dove i soggetti devono essere trattati con obiettività e distanza critica. Sembra che abbiate qualche difficoltà a comprenderlo. Questa su Scaligero non puo' essere una pagina adulatoria ed agiografica come vorreste che fosse. Fatevene una ragione.Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 82.227.161.9 (discussioni · contributi) 15:59, 27 dic 2018.
Lo Scaligero non era un fascista "passivo", ma un attivissimo portavoce del fascismo: prova ne sono i suoi numerosi articoli apparsi sulle Riviste di regime, nonché i suoi primi libri. Che poi nella sua biografia "Dallo Yoga alla Rosacroce" abbia tentato di minimizzare questa sua attività, questo fa parte della disonestà intellettuale che lo contraddistingue. I fatti sono i fatti, e basta andarsi a leggere il documentatissimo studio universitario di Peter Staundenmaier per rendersene conto. E si', i libri di Scaligero li abbiamo letti, tutti, e non vi abbiamo trovato nulla di originale, a parte una pedissequa ripetizione dei contenuti dell'antroposofia di Steiner ed un silente scopiazzamento delle filosofia di Gentile.--SilesiusAngelus (msg) 11:30, 28 dic 2018 (CET)

Cancellazione intero paragrafo sulle similitudini del pensiero con Giovanni Gentile[modifica wikitesto]

Se si cancellano interi paragrafi come avete fatto, lo si motiva. Avete cancellato il paragrafo sulle similitudini del pensiero di Giovanni Gentile e quello di Scaligero; per caso vi dava fastidio sapere che molto dell'attualismo gentiliano é passato nel lavoro di Scaligero???? In Wikipedia non esistono e non devono esistere dei censori, quindi vi invito a ripristinare il paragrafo. Cancellata la risposta di Guénon a Scaligero. Vi dava fastidio anche quella? ....Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 82.227.161.9 (discussioni · contributi) .

Ho ripristinato la versione del 5 dicembre scorso in quanto nelle ultime 2 settimane ho visto cancellazioni ingiustificate e sopratutto degli inserimenti impropri (tutti possono fare delle modifiche e, se la voce non è monitorata da abbastanza utenti, tali modifiche rimangono). La parte che ritieni mancante è ritornata online? E' stata cancellata prima del 5 dicembre? --Skyfall (msg) 16:24, 27 dic 2018 (CET)
Grazie Skyfall, é tornata onlineQuesto commento senza la firma utente è stato inserito da 82.227.161.9 (discussioni · contributi) .

Non si dovrebbero citare fonti primarie in un lavoro enciclopedico[modifica wikitesto]

Non si dovrebbero, in un lavoro enciclopedico e critico, citare fonti primarie, ovvero interi paragrafi composti di frasi tratte direttamente dall'autore che si vorrebbe presentare ed analizzare criticamente. O perlomeno dovrebbero essere ridotte ai minimi termini, per questo mi sono permesso di cancellarne alcune.Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 82.227.161.9 (discussioni · contributi) .

Faccio questa osservazione: con i messaggi precedenti ti sei lamentato di alcune cancellazioni (prendendotela con del "censori"). Nelle ultime settimane diversi utenti anonimi (salvo blocchi espliciti, che sono rari e su questa voce non ci sono, tutti possono editare, anche senza registrasi su Wikipedia, quindi questi "censori" erano gente qualunque) hanno aggiunto in molte parti del testo della voce "CHI LO DICE", "SENZA FONTE" ecc, poi qualcun'altro è passato e ha rimosso tutte le parti segnalate (segnalate male, ci sono dei "template" apposta per segnalare le parti senza fonte o da chiarire). Poi passi tu e ti lamenti che manca un intero paragrafo. Però, subito dopo, ti metti a cancellare anche tu delle parti. Chissà, magari poi sarebbe passato un altro e si sarebbe messo a gridare al complotto contro censori, admin ecc. perchè mancavano delle parti che si ricordava..... --Skyfall (msg) 16:54, 27 dic 2018 (CET)
Si' certo, non mi sono registrato, se sarà il caso lo faro' la prossima volta. Prima di vedere le tue modifiche ho cancellato i paragrafi rimasti dove venivano citate frasi dirette di Scaligero. Poi ho visto che avevi ripristinato la versione precedente, e mi va bene cosi', in questo caso. Grazie. Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 82.227.161.9 (discussioni · contributi) 17:06, 27 dic 2018‎.
Quando si dice "non citare fonti primarie" va inteso bene di che cosa si sta parlando. Se si parla di utilizzo di riferimenti documentali (note bibliografiche), concordo che non si dovrebbe utilizzare una fonte primaria. Diverso invece il discorso dell'utilizzo di "citazioni" se servono per inquadrare o sottolineare determinati aspetti per esempio del pensiero del biografato. In questo caso, la fonte primaria non ha il ruolo di "fonte documentale" ma serve per evidenziare determinati passaggi ove ritenuti essenziali o particolarmente importanti. Poi anche qua va usato WP:BUON SENSO: in generale, vale quanto indicato su Wikipedia:Citazioni, ma in ogni caso, prima di rimuoverle, è sempre buona prassi discuterne prima proprio per evitare che una valutazione soggettiva possa essere eccessivamente penalizzante o "generosa". Meglio sempre cercare un WP:CONSENSO.--L736El'adminalcolico 19:25, 27 dic 2018 (CET)

Presunta cancellazione paragrafo[modifica wikitesto]

Ho riportato la voce alle correzioni che avevo effettuato senza cancellare alcun paragrafo, semmai rinominandolo come "Aspetti filosofici", fermo restando che non c'è alcuna fonte che confermi che "L'attualismo gentiliano fece da base filosofica all'opera di Scaligero", l'intero paragrafo o si toglie oppure si motiva, così com'è è soltanto una ricerca originale. Altri punti aggiunti dall'IP sono assai dubbi come l'affermazione che "Il maestro di Scaligero era Julius Evola", o altre frasi come "immaginò di aver individuato le linee direttive": immaginò? In ogni caso se ci sono obiezioni si possono far presente ed eventualmente correggere, senza bisogno di riportare la voce alle calende greche con motivazioni generiche del tipo "ho visto cancellazioni ingiustificate e sopratutto degli inserimenti impropri" che significa? Quali sono le cancellazioni e gli inserimenti impropri? Penso di aver ripulito abbastanza la voce lavorandoci la serata scorsa, non ripristiniamo versioni scorrette con motivazioni vaghe, quand'è così anch'io avrei potuto rollbackare direttamente la voce a mesi prima dell'intervento dell'IP senza perdere tanto tempo. --Camic (msg) 22:59, 27 dic 2018 (CET)

Significa quello che ho scritto prima, ossia modifiche improprie, come l'uso di inserire commenti dentro la voce stessa senza utilizzare gli appositi template di senza fonte e di chiarire, ad esempio qui. Sicché ho ripristinato la voce nella versione immediatamente prima che qualcuno scrivesse "non dire panzanate". --Skyfall (msg) 23:24, 27 dic 2018 (CET)
Quei commenti li avevo già tolti, se qualcuno li reintroduce lo si segnala come vandalismo, senza bisogno di buttare il lavoro che era stato fatto nel frattempo.--Camic (msg) 23:29, 27 dic 2018 (CET)
Camic, a parte la discutibile modifica del paragrafo e del titolo sul pensiero di Giovanni Gentile e Scaligero, é stato di nuovo rimossa la risposta di Guénon a Scaligero (ultimo paragrafo in "Elementi del pensiero"); non vedo con quale diritto si possa cancellare un paragrafo pertinente e referenziato, solamente perché da fastidio? Vandalizzare la pagina non dovrebbe essere permesso, ed ogni cancellazione dovrebbe essere motIvata; viene citato Scaligero su Guénon; é pertinente conservare la citazione di Guénon su Scaligero: poche righe, ma che evidentemente danno molto fastidio, dato che Guénon considerava Scaligero un "profano"... Camic, lei non é proprietario della pagina, motivi lei le sue cancellazioni di interi paragrafi; cio' che lei non ritiene "pertinente" é al contrario referenziato da note e bibliografia. Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 82.227.161.9 (discussioni · contributi) 10:58, 28 dic 2018.
Cancellazioni e modificazioni indebite ed immotivate da parte di Camic. Propongo di ripristinare la versione del 5 dicembre, come aveva già fatto Skyfall.--SilesiusAngelus (msg) 11:06, 28 dic 2018 (CET)
La risposta di Guénon non è stata affatto rimossa, neppure "di nuovo", la trovi in nota, dato che non mi sembra il caso di appesantire la voce con citazioni e controcitazioni, chi ha interesse alla diatriba con Guénon immessa dall'anonimo IP la trova nelle note, dopotutto questa è la voce su Scaligero. Per il resto non capisco perchè ripristinare al 5 dicembre come fosse la versione perfetta, e non per esempio al 5 agosto. Nel frattempo ho effettuato un faticoso lavoro di ripulitura e aggiunta fonti. Piuttosto, se non saltano fuori le fonti per tutto quel paragrafo sull'"opera di Scaligero basata sull'attualismo di Gentile", che sembra inventato di sana pianta, quello sì andrà rimosso al più presto.--Camic (msg) 20:46, 28 dic 2018 (CET)
Per quanto riguarda l'opera di Scaligero basata sulla filosofia di Gentile, basta che Lei si vada a leggere "^ Giovanni Gentile, L'atto del pensare come atto puro (1912)" per trovarvi similitudini ed affinità se non scopiazzamenti; riguardo alla rimozione delle tre righe di Guénon su Scaligero, trovo che la rimozione sia indebita in quanto rimanda ad una nota che a sua volta rimanda ad un testo di molte pagine nel quale il lettore difficilmente potrebbe trovare le righe in questione, se non dopo faticosa lettura. Prerché allora conservare le righe di Scaligero su Guénon? Due pesi e due misure?...E' evidente che la Sua rimozione é frutto di cattiva volontà e di tentativo di mascherare la verità. La verità fa male, eh?...--SilesiusAngelus (msg) 21:02, 28 dic 2018 (CET)
Gentilissimi,ho inserito aggiunte supportate da citazioni, riguardanti le correlazioni fra Scaligero e l'Attualismo e il Rosminianismo. Inoltre ho spostato, la parte in cui si cita lo studio dele dottrine orientali.
Per la questione di Evola le mie fonti parlano di sodalizio amicale tra i due nonostante le critiche di pensiero. Vorrei che più chiaramente venissero chiarite le vostre opinioni ricordando il dovere alla citazione ossia il dovere alla "non improvvisazione". Cordialità Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 37.159.86.10 (discussioni · contributi) 19:24, 26 gen 2019.

Redattore o direttore di East & West?[modifica wikitesto]

E' stata fatta una modifica in cui Scaligero viene definito "redattore" della rivista East and West piuttosto che direttore. A me risulta che ne fosse stato direttore. Qualcuno é in grado di confermare? Grazie--SilesiusAngelus (msg) 07:20, 29 dic 2018 (CET)

RISPOSTA: SILESIUSILESIUSANGELUS ho controllato. S.fu direttore responsabile della Rivista. Ho inoltre aggiunto il suo lavoro per L'Italia Marinara. Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 37.159.86.10 (discussioni · contributi) 19:16, 26 gen 2019.

Eccesso di parole linkate in blu[modifica wikitesto]

Chi ha fatto le ultime modifiche, ha veramente esagerato con il linkare inutilmente una marea di parole, che appaiono in blu, sminuendo l'estetica del testo e rendendone la lettura più spiacevole. Sarebbe opportuno togliere parecchi link a delle banalissime parole che non ne hanno bisogno. Ad esempio "lingua inglese", "cerebrale", "concetto", "potere", ecc ecc ecc.: RIDICOLO. Questo commento senza la firma utente è stato inserito da SilesiusAngelus (discussioni · contributi) 12:39, 29 dic 2018.

Ti consiglio di abbassare i toni, perchè non è questo il modo di confrontarsi in una discussione, e nessuno qui è animato da "cattiva volontà", semmai esistono utenti con volontà diverse tra loro che dovrebbero cercare di venirsi incontro senza insultarsi. Per quello che ho potuto ho cercato di wikificare la voce secondo lo stile di wikipedia, mettendo dei link a concetti filosofici, e aggiungendo una richiesta fonti sulla tesi per cui "l'opera di Scaligero sarebbe basata sull'attualismo di Gentile", alla quale tu non hai risposto salvo alludere a presunte similitudini ed affinità se non scopiazzamenti tutte da dimostrare. Siccome quel paragrafo su Gentile al momento sembra solo una ricerca originale, e per giunta hai rimosso nuovamente la richiesta fonti, ora cercherò di sentire il parere di qualcun altro per decidere il da farsi.--Camic (msg) 14:38, 29 dic 2018 (CET)
Le fonti le ho messe alla fine della voce, bastava guardarci: Giovanni Gentile, L'atto del pensare come atto puro (1912)- M.Scaligero, Trattato del pensiero vivente, (1961) - Attendo sempre la fonte per la quale si afferma che Scaligero fu solo redattore, e non direttore di East&West--SilesiusAngelus (msg) 14:58, 29 dic 2018 (CET)
RISPOSTA SILESIUS:citare un libro Dove si parla dell'atto del pensare non vuol dire citare la fonte ove avresti appreso dela corrispondenza della terminologia gentiliana con quella di Scaligero. Quelle dunque sono tue riletture di cui francamente-e con grande rispetto- non ha bisogno nessuno.
Chi ha scritto il testo sulle similitudini fra Gentile e Scaligero dimostra di avere scarsa conoscenza della storia di cui vorrebbe farsi storico o cronista. Congetture e facezie senza alcuno straccio di fonte! Questo è dilettantismo che nuoce all'Enciclopedia quanto alle voci deturpate rozzamente. Quanto all'inerire di Scaligero al fascismo: tanto è volgare e meschina l'opera dei seguaci che lo vorrebbero santo, tanto quella di quanti la vorrebbero un fascistaccio perso. Uno storico (anche se dilettante all'ultimo stadio) dovrebbe ricordare che il fascismo fu un movimento che avvolse tutta l'Italia e che, tragicamente, l'avvolge ancora. Anche per gli storici di professione è difficile redigere biografie delle individualità operanti nel Ventennio.
Nessun accademico tedesco, storcerebbe il naso di fronte alle simpatie politiche di Heidegger: esse ci sono e sono comprovate. Nessuno però l'apostroferebbe come un nazistaccio; il difficile è operare astrazione (dopo averla DOCUMENTATA) fra l'opera dell'uomo, le sue adesioni politiche ed i suoi eventuali superamenti.
Si pensi a Giordano Bruno Guerri. Il lavoro di storico del Ventennio gli ha comportato da sempre l'attributo di fascista. Fino a qualche anno fa era un tabù parlare di Gentile, dell'Attualismo. Eppure è la nostra storia:tragica e grandiosa.
Siate seri ed evitate il dilettantismo. Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 5.90.86.47 (discussioni · contributi) 19:41, 25 gen 2019.
Vedo che avete cambiato tutta la voce dedicata ai rapporti fra Scaligero ed il fascismo, cambiando anche il titolo (Gli anni del fascismo: da intellettuale fascista alla "redenzione") mettendo Scaligero in una luce favorevole ed allontanandovi dai fatti. Potete ricamarci sopra quanto volete, ma lo Scaligero cantore del fascismo é un fatto. Gli studi universitari che sono stati fatti sopra all'argomento anche. L'opinione su di lui della comunità ebraica di Roma conta più che le vostre elucubrazioni. Inutile continuare una battaglia editoriale su questa enciclopedia; i fabbricatori di sogni porteranno su di sé la responsabilità morale dei loro testi. --SilesiusAngelus (msg) 11:07, 11 feb 2019 (CET)

[ Rientro]Sciocchina, non ho un gruppo alle mie spalle e non sono neppure simpatizzante dell'antroposofia. Sono un professore di storia e posso dirti che -a parte il lavoro dilettantesco da te imbastito, privo di qualsivoglia fonte - la sorte di Scaligero è quella di tanti altri personaggi dell'epoca. Le ingerenze con il personaggio le hai tu e chi tollera che questa pagina sia così grossolana e semplicemente diffamatrice. Allora cosa bisognerebbe scrivere di Bottai? Tutta la relazione con Evola - di cui non documenti nulla - e quella con Gentile dimostrano solo che sei un ignorante. Uno dei tanti. Tutto qui. Coraggio, puoi far di peggio. Questo commento senza la firma utente è stato inserito da FridericusCaesar (discussioni · contributi) 10:11, 12 feb 2019.

Peter Staudenmeier, "Between Occultism and Nazism, Anthroposophy and the Politics of Race in the Fascist Era; Aries Book: una lettura universitaria del fenomeno molto esaustiva.
Buon proseguimento.--SilesiusAngelus (msg) 15:22, 13 feb 2019 (CET)
Quella è una. Poi ci sono le aggiunte testuali che ti ho riportato che circoscrivono il fenomeno senza edulcorarlo. La Serri è una storica tutt'altro che di destra e per giunta i suoi libri sono tradotti ovunque. Hai cancellato le mie aggiunte - cosa che io non ho fatto - lasciando solo le fonti riguardo alle attività professionali dello Scaligero che manco conoscevi. Non è mio interesse santificare nessuno ma neppure denigrarlo. ::La pappardella sul Scabelloni che scopiazza Gentile ed Evola è tua e non gode di alcuna citazione, fonte, pensiero critico. Forse è così che si lavora qui.
Eppure, così facendo, non si fa altro che continuare l'opera di quelli che un tempo per affermare le loro idee, bruciavano libri.
Probabilmente sei un sostenitore di Evola; io non ho mire esoteriche.
Si capisce, però, che questa pagina l'avete creata solo per diffamare una persona. Sarebbe bastato scrivere, ma tu questo non lo sai (però farai subito copia e incolla) che fu fra gli intellettuali a firmare il manifesto della razza. Punto.
Credi ci sia bisogno d'altro per rendere giustizia a notizie non così spesso riportate? Però c'è anche dell'altro: l'attività di pensatore -che infatti ti hanno contestato- e di cui ho sinceri dubbi sulla tua buonafede (perchè hai cancellato anche le fonti storiche che avevo inserito in merito) sono frutto di una tua interpretazione che troppo sa di rancore personale.
Se apprezzo la chiarezza per cui avete fatto il punto su elementi biografici solitamente (e manco troppo) nascosti, devo criticare la faziosità con cui tu e l'altro intellettualone (aquilarossatre) avete riempito (anche nelle discussioni) di chiare definizioni denigratorie lo Scabelloni. Detto questo, l'importante è sapere qual è la vostra missione. Qualcuno se n'era accorto, in passato, ma poi ha lasciato correre.
Buon lavoro e buon copia-incolla FridericusCaesar (msg) 11:39, 14 feb 2019 (CET)
Gentili redattori, per quanto riguarda i rapporti su Scaligero ed il fascismo ci siamo limitati a citare e ci siamo avvalsi dell'unico studio universitario esaustivo sul tema, ovvero quello di Staudenmaier. - Per quanto riguarda le similitudini fra il pensiero di Scaligero e quello di Gentile ci pare di aver fatto le dovute citazioni, in particolare "L'atto del pensare come atto puro" di Giovanni Gentile (1912); se non siete d'accordo con l'ipotesi formulata riguardo a questa parentela filosofica, potete pure riscrivere la voce apportando elementi nuovi, i vostri. Wikipedia é un'enciclopedia libera aperta ai contributi di tutti.--SilesiusAngelus (msg) 13:01, 14 feb 2019 (CET)

[ Rientro]Gentile Silesius, per quanto riguarda la questione dell'unico "studio esaustivo" ho già avuto modo di citare un altro testo, altrettanto importante (a meno che Lei non sia in grado di valutare il valore dei singoli universitari in questione). Il testo e le citazioni da me prodotte sono state da Lei cancellate. Premettendo che mi ero finanche premurato di capire se Scabelloni fosse stato -così come Lei chiedeva in precedenza - redattore o caporedattore della testata giornalistica in questione. Il testo da me citato - e che lei ha inteso cancellare - analizza in quasi 400 pagine la storia degli intellettuali che aderirono al fascismo, sposarono l'antisemitismo e furono "rimossi" dalla coscienza storica (si pensi a Pratolini). Il testo pregevole da Lei citato non ricostruisce ciò che fu la vicenda storica nel suo insieme. Potrebbe provare a leggere il libro della Serri. Magari scoprirà che il testo da lei citato non è l'unico nel suo genere ma semplicemente l'unico che ha letto lei.

Anche per le fonti biografiche avete cancellato citazioni e aggiunte importanti e documentate, in barba alla libertà di contributo di cui andatedicendo. Non ipotesi personali - come scrive lei - ma testi presi da libri dedicati a Rosmini e Gentile.

Io gradirei apportare il mio contributo ma vorrei che nè da parte del gruppetto che si nasconde dietro Lei, nè da parte della fazione dei sostenitori di Scaligero vi siano fondamentalismi.

Lei, Silesius, continua a citare "L'atto del pensare..." come se questo la autorizzasse a giustificare le sue congetture. Come se citare il "5 maggio" significasse giustificare una propria pseudobiografia su Napoleone.

Se il compito è screditare semplicemente il lavoro di un intellettuale italiano, fatelo pure, del reato queato compare già da una vostra dichiarazione iniziale.

Altrimenti si potrebbe aprire un'altra discussione ed avviare una discussione. Seria.

Anche di queste begucce con Evola: i due erano amici nonostante le divergenze e ciò viene scritto anche in quel testo che -prima che lo cancellaste- mi ero premurato di inserire. Le fonti sembrano non interessarvi.

Tutto il pippone dello Staudenmaier andrebbe citato e non copiato nella pagina: questo fa parte delle norme redazionali e credo sia chiarito anche qui. Che lei abbia questo amore per lo storico Staudenmaier non toglie nulla al semplice scrivere che dal x al xy Scabelloni fu autore per x testate e per tot tempo alimentò il dibattito antisemita. Non ha senso appiccicare tutti i pensieri di uno storico a riguardo perchè l'antisemitismo dovrebbe commentarsi da solo al giorno d'oggi!

Il periodo fascista di Scabelloni fu un periodo. Chi (cioè io) contestualizzava il periodo non voleva affatto edulcorare la faccenda ma metterla in una chiara luce storico-biografica. Dopo l'incontro con l'antroposofia e l'esperienza detentiva Scaligero non si occupò più di politica. Questo non vuol dire edulcorare! Bisognerebbe lasciar parlare i fatti.

Che il pilota militare che sganciò le prime bombe atomiche si sia fatto prete è un fatto: questo non aggiunge nè toglie nulla alla sua azione. Forse può raccontare qualcosa del suo travaglio interiore ma la cosa dev'essere lasciata così com'è senza bisogno di caratterizzazioni o espressioni moraleggianti. Questo commento senza la firma utente è stato inserito da 5.90.95.3 (discussioni · contributi) 00:56, 16 feb 2019.

Mi scusi, ma non mi risulta di aver cancellato i suoi contributi. Non sono stato io a cancellarli, pur avendo espresso il mio disaccordo. --SilesiusAngelus (msg) 07:56, 17 feb 2019 (CET)

Scaligero ed il fascismo[modifica wikitesto]

Qualcuno ha ancora cancellato la versione previa dei rapporti su Scaligero ed il fascismo: pare proprio che si faccia di tutto per celare i fatti. Contenti voi...--SilesiusAngelus (msg) 20:54, 3 mar 2019 (CET)